Gusto. Ecco i 7 prodotti tipici del Trentino che dovresti gustare

Il Trentino Alto Adige è una regione con un patrimonio paesaggistico che ha pochi eguali in Italia e che, per fortuna, viene protetto e tutelato con grandissimo impegno. Ma – oltre alle camminate in estate, alle sciate in inverno, e alla bellezza di paesi e città – c’è un altro motivo per spingersi fino all’estremo Nord di questa regione: i prodotti tipici.

Oggi prendiamo in considerazione solo quelli del Trentino, che ha alcune specialità tradizionali in comune con l’Alto Adige, e altre fieramente “autoctone”. La ricchezza casearia di queste montagne e queste vallate ha dello straordinario, ma i prodotti tipici del Trentino sono anche salumi, derivati della carne, e perfino frutta e verdura.

Ecco 7 prodotti tipici del Trentino da conoscere:

SPRESSA DELLE GIUDICARIE DOP

Immagine: Taccuini Storici

La storia di questo formaggio nasce nei masi della Val di Fiemme delle Valli Giudicarie, della Val Rendena e della Valle del Chiese come prodotto “di scarto”: quello che rimaneva dalla produzione di burro era utilizzato per produrre questo formaggio, che oggi viene ottenuto da latte crudo parzialmente scremato, e rimane così ancora (relativamente) magro.

MELE DELLA VAL DI NON

Immagine: Parks

La Val di Non è la patria delle mele. Il microclima della vallata ha permesso uno straordinario sviluppo della frutticoltura: qui si producono 300.000 tonnellate di mele, pari al 15% della produzione nazionale e al 5% di quella europea.

CARNE SALADA

Immagine: Piana Rotaliana

Fino a qualche tempo fa la carne, in Trentino (e non solo lì), era un alimento da ricchi. E quindi si cercava di conservarla il più a lungo possibile, mettendola in salamoia insieme ad acqua, sale e aromi vari. Così nasce la carne salada, ottima servita come antipasto freddo con un filo d’olio.

PUZZONE DI MOENA DOP

Uno dei pochi formaggi a crosta lavata in Italia. Forse il più conosciuto dei tanti prodotti caseari della regione: “merito” dell’odore decisamente impegnativo, che però viene compensato da un sapore morbido e intenso, dalla persistenza lunga. Basta un mordo per essere conquistati.

BROCCOLO DI TORBOLE

Immagine: Fondazione Slow Food

Il broccolo di Torbole non è particolare solo per il suo colore, che più che al verde mira al giallo. Questo ortaggio cresce solo nei comuni di Torbole e Linfano, dove c’è un microclima mite, se comparato al resto della regione. Da usare anche le foglie, per farci gnocchi o zuppe.

BOTIRO DI PRIMIERO

Immagine: Taste Trentino

Il burro degli alpeggi di Primiero è famoso da secoli per la sua qualità (a Venezia esisteva addirittura una confraternita dei butirranti). Il Presidio Slow Food sta cercando di recuperare la lavorazione tradizionale, ormai quasi completamente perduta. Bellissimi gli stampi floreali.

CIUIGHE DEL BANALE

Immagine: Trentino EFFC

Un “salume della povertà”, in cui al maiale – una volta si utilizzavano le parti meno nobili, ora invece anche quelle migliori – si aggiungono rape cotte (ora in percentuale minore del passato). Insaccate e affumicate, le ciuighe si consumano bollite oppure, dopo una maturazione più lunga, a fette come i normali salumi.

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