L’autunno trasforma la provincia di Pavia in un paesaggio da favola, dove le colline dell’Oltrepò si vestono di sfumature dorate, arancioni e rossastre che avvolgono i borghi medievali in un’atmosfera magica.
Quando le temperature si fanno più fresche e l’aria profuma di mosto, castagne e funghi, questi antichi villaggi arroccati sulle colline diventano la meta perfetta per chi cerca autenticità, storia e sapori genuini. Passeggiare tra le viuzze acciottolate, ammirare i panorami che si estendono fino alla Pianura Padana e assaporare i piatti della tradizione contadina diventa un’esperienza che rigenera corpo e spirito.
L’Oltrepò Pavese custodisce gioielli architettonici dove il tempo sembra essersi fermato, borghi riconosciuti tra i più belli d’Italia che in questa stagione raggiungono il loro massimo splendore grazie al foliage che tinge boschi e vigneti. Lontano dal turismo di massa, questi luoghi offrono tranquillità e intimità, permettendo di riscoprire ritmi più lenti e di immergersi in tradizioni culinarie secolari che celebrano i prodotti autunnali del territorio.
Fortunago: Il Borgo della serenità tra vigneti e castagneti
Arroccato a quasi 600 metri di altitudine sulle colline che dividono le valli del Coppa e dell’Ardivestra, Fortunago è un piccolo gioiello di origine celtica che conquista con il suo fascino senza tempo. Il borgo, riconosciuto tra i “Borghi più Belli d’Italia”, ha origini antichissime testimoniate dai resti del castello e delle mura di cinta che dominano la parte alta del paese.
Il nome stesso, che significa “casa presso l’acqua”, richiama la presenza di sorgenti naturali fondamentali per i primi insediamenti. Passeggiare nel centro storico di Fortunago è come compiere un tuffo nel passato: le piccole case in pietra locale e cotto, le strade lastricate in mattonelle di porfido e gli scorci delicati regalano una sensazione di pace e benessere.
Dalla parte alta del borgo si gode di una vista panoramica mozzafiato che spazia fino al Castello di Montalto Pavese. Tra gli edifici religiosi da visitare spiccano la Chiesa di San Giorgio, costruita nel 1609 e arricchita da preziosi affreschi e un trittico a tempera su legno del XVI secolo, e l’antichissima Chiesetta di Sant’Antonio, in pietra e mattoni a vista, perfettamente conservata. In autunno il borgo si veste di colori caldi mentre i castagneti circostanti offrono l’occasione per passeggiate rigeneranti.
La tradizione gastronomica di Fortunago trova la sua massima espressione nei Malfatti, gnocchetti a base di pangrattato, erbette e uova riconosciuti con il marchio De.Co.. Questo piatto povero della cucina contadina viene condito con ragù, burro e salvia o sugo ai funghi porcini.
Altro prodotto tipico è la schita, una focaccia fritta di farina e acqua da consumare salata con salumi o dolce con zucchero e marmellata. La zona è inoltre celebre per la produzione di vini pregiati come il Pinot Nero, il Bonarda e il Moscato che crescono nei vigneti circostanti.
Varzi: la perla medievale della Valle Staffora
Nel cuore della Valle Staffora sorge Varzi, borgo medievale la cui struttura urbanistica a cinque livelli sovrapposti rappresenta una caratteristica unica. Questa particolare conformazione vede la strada superiore poggiare sui portici e sulle cantine sottostanti, creando un affascinante labirinto verticale. Il centro storico conserva intatta l’architettura medievale con le sue viuzze acciottolate, i portici secolari costruiti tra il 1300 e il 1500 per fornire ricovero ai mercanti, e le botteghe al piano terra.
Tra gli edifici storici più significativi spiccano il Castello Malaspina del XIII secolo, che ospita eventi e cerimonie, e le torri medievali che svettano sulla cittadina: dalla Torre di Porta Soprana (detta dell’Orologio) alla Torre di Porta Sottana, dalla Torre delle Streghe alla Torre di Monteforte. Le chiese meritano una visita attenta: la seicentesca Chiesa dei Rossi e la Chiesa dei Bianchi, caratterizzata da una forma a quadrifoglio, insieme alla parrocchiale Chiesa di San Germano raccontano secoli di storia e devozione.
Una curiosità letteraria lega Varzi a Dante Alighieri: nel 1306 il sommo poeta fu ospite dei Malaspina e manifestò la propria riconoscenza con una citazione nel canto VIII del Purgatorio. In autunno il borgo diventa la capitale gastronomica dell’Oltrepò grazie al celebre Salame di Varzi DOP, prodotto d’eccellenza che utilizza tutte le parti del maiale, anche quelle nobili destinate altrove a coppe e prosciutti.
La peculiarità di questo salame risiede nella macinatura a grana grossa e nell’aromatizzazione con una miscela di sale marino, pepe nero in grani e infuso di aglio in vino rosso. La stagionatura minima di 45 giorni può arrivare fino a 180 giorni per il “cucito”, conferendo al prodotto un sapore dolce e delicato con retrogusto leggermente amarognolo. Altri piatti tipici includono gli agnolotti pavesi ripieni di carne stufata nel vino, il risotto e il bollito misto accompagnato dalla salsa verde.
Zavattarello: il castello dei Dal Verme e i sapori di confine
Dominato dall’imponente Castello Dal Verme che si erge maestoso su uno sperone roccioso, Zavattarello è un borgo medievale che conserva intatta la sua struttura urbanistica originaria. Il nome deriva dal latino “savattarellum” e indica l’attività prevalente di un tempo, quando numerose botteghe di ciabattini animavano il borgo.
Il Castello Dal Verme, costruito interamente in pietra con muri spessi fino a 4 metri, rappresenta un formidabile complesso architettonico medievale praticamente inespugnabile. Edificato nel X secolo e appartenuto alla famiglia Dal Verme per sei secoli fino al 1975, quando fu donato al Comune, oggi ospita un museo d’arte contemporanea e offre dalla sua terrazza e dalla torre panorami mozzafiato sul territorio circostante. La visita guidata di circa un’ora permette di esplorare le numerose stanze, le prigioni, la sala da ballo e di salire fino alla torretta.
Nel borgo si possono ammirare gli edifici in pietra che conservano la struttura medievale, attraversati da vie strette e passaggi a raggiera verso la rocca. La romanica Pieve di San Paolo custodisce un notevole altare ligneo, pale antiche e reliquie di santi, mentre il cimitero ottagonale sul retro rappresenta un’opera pregevole per l’armonia delle proporzioni. In autunno Zavattarello celebra la stagione con la Sagra d’Autunno e del Miele, che si tiene a fine settembre con esposizione di prodotti del territorio, polenta con ragù e funghi, e degustazioni.
La posizione di confine tra Oltrepò Pavese e Piacentino rende la cucina locale un crocevia di tradizioni: spiccano i ravioli al brasato, i pisarei e fasò (gnocchetti con fagioli borlotti), il cinghiale in salmì con polenta e i tortelli di zucca.
La zona è ricca di funghi e tartufi pregiati che dominano nelle ricette tradizionali, mentre il miele di Zavattarello rappresenta un prodotto d’eccellenza grazie alla flora variegata. Il territorio si trova inoltre al crocevia tra due produzioni pregiate: il Salame di Varzi DOP e i salumi piacentini DOP.
Un invito a scoprire l’Autunno dell’Oltrepò Pavese
Quando l’autunno tinge le colline di rosso, oro e rame, Fortunago, Varzi e Zavattarello diventano destinazioni irrinunciabili per chi cerca un’esperienza autentica lontano dalla frenesia quotidiana. Passeggiare tra i vicoli medievali mentre il profumo delle caldarroste si mescola a quello del mosto, ammirare il foliage che trasforma vigneti e boschi in quadri impressionisti, assaporare i sapori genuini della tradizione contadina sono esperienze che rigenerano l’anima.
Questi borghi raccontano storie millenarie attraverso le pietre delle loro case, i castelli che dominano le valli e le ricette tramandate di generazione in generazione. L’ospitalità calorosa delle trattorie dove gustare malfatti, salame di Varzi e piatti a base di funghi e tartufi, unita ai panorami mozzafiato che si aprono a ogni curva delle strade collinari, rende ogni visita un ricordo indelebile.
Non lasciatevi sfuggire l’opportunità di vivere la magia dell’autunno in Oltrepò Pavese: questi borghi vi aspettano per regalarvi emozioni autentiche, sapori indimenticabili e quella sensazione di pace che solo i luoghi dove il tempo si è fermato sanno offrire. Concedetevi una gita tra queste perle nascoste e scoprirete un territorio che sa conquistare il cuore con la sua bellezza senza tempo.



























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