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Viaggiando Italia | Luoghi da visitare, Eventi, Idee di Viaggio, Roma, Venezia, Salento, Case Vacanza

3 Tre paesi più alti del Trentino-Alto Adige: gioielli alpini tra natura selvaggia e tradizione millenaria

by Redazione
28 Gennaio 2026
in Bolzano, Italia, Trentino-Alto Adige
selva val gardena

selva val gardena viaggiando italia ai

Nel cuore innevato delle Dolomiti, a ridosso della linea di confine con l’Austria, sorgono tre piccoli paesi che incarnano l’essenza autentica della montagna alpina. Perché focalizzare l’attenzione proprio su Corvara in Badia, Selva di Val Gardena e Curon Venosta?

Non solo perché rappresentano i tre insediamenti più elevati della regione, ma perché ciascuno custodisce una storia particolare, un’identità culturale distintiva e un patrimonio naturalistico fra i più spettacolari d’Italia.

A 1.568 metri, 1.563 metri e 1.520 metri sul livello del mare rispettivamente, questi tre comuni offrono ai visitatori un’esperienza di viaggio che trascende le tradizionali mete turistiche di montagna, proponendo invece un incontro autentico con la cultura ladina, le tradizioni tirolesi e i paesaggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO che definiscono questa regione straordinaria.

Corvara in Badia: La Culla della Modernità Alpina

Corvara in Badia, con i suoi 1.568 metri di altitudine, rappresenta il comune più elevato fra i tre ed è contemporaneamente il più noto a livello internazionale. Situato nel cuore dell’Alta Badia, alle pendici dell’imponente Sassongher, questo paese ha consolidato negli ultimi decenni una reputazione mondiale come destinazione sciistica di eccellenza. Il comprensorio sciistico dell’Alta Badia, nel quale Corvara svolge un ruolo centrale, comprende ben 52 impianti e oltre 100 chilometri di piste, rendendolo uno dei sistemi sciistici più estesi e meglio organizzati del continente europeo.

Tuttavia, Corvara è tutt’altro che una destinazione monoculturale concentrata unicamente su discipline invernali. La sua posizione all’interno di un paesaggio di straordinaria bellezza naturale consente ai visitatori estivi di scoprire una ricchezza di esperienze complementari. Le Cascate del Pisciadù, raggiunte attraverso una camminata di circa 30 minuti dal centro storico, rappresentano uno scorcio affascinante che fonde l’elemento acquatico al panorama dolomitico. Queste cascate, situate a quota 1.750 metri all’interno di una zona boscosa selvaggia, creano uno scenario quasi fiabesco, particolarmente suggestivo nelle estati quando l’acqua scorre abbondante dalle rocce dolomitiche.​

La Chiesa di Santa Caterina, che domina il centro storico del paese, merita una visita attenta. Costruita in stile tardo gotico, questa chiesa commemora Santa Caterina d’Alessandria ed è rinomata per i due pannelli dell’altare, tradizionalmente attribuiti al maestro veneto Tiziano durante un suo transito dalla zona. Quale che sia l’effettiva paternità artistica di queste opere, la qualità esecutiva e la rilevanza storica rimangono indiscutibili.​

Per gli appassionati di golf, Corvara mette a disposizione un campo da golf di considerevole interesse ubicato a 1.700 metri di altitudine. La veduta panoramica dalle buche rappresenta un elemento competitivo unico nel contesto europeo: mentre si esercita il proprio swing, i golfisti si trovano circondati dalle cime più iconiche delle Dolomiti, creando un’atmosfera rarefatta e stimolante.​

Un fenomeno naturale particolarmente suggestivo che Corvara offre ai visitatori è l’Enrosadira, il fenomeno ottico per cui le cime dolomitiche si tingono di colori rosa intensi, rossi e violacei all’alba e al tramonto. Questo effetto deriva dall’interazione fra la luce solare a bassa angolazione e la composizione mineralogica delle rocce dolomitiche, ricche di carbonato di calcio e magnesio. A Corvara, il fenomeno è particolarmente spettacolare grazie alla posizione centrale all’interno dell’anfiteatro naturale formato dalle cime circostanti.

Selva di Val Gardena: La Capitale Sportiva delle Dolomiti

A soli 5 chilometri di distanza, Selva di Val Gardena sorge a quota 1.563 metri, rappresentando il comune più elevato dell’omonima valle. Nonostante l’altitudine leggermente inferiore rispetto a Corvara, Selva occupa una posizione strategica nel complesso sistema viario dolomitico e riveste un’importanza storica e culturale considerevole.​

Il paesaggio immediatamente circostante Selva è caratterizzato dalla presenza del massiccio del Sella, quell’imponente formazione montuosa che sembra letteralmente sorreggere il cielo. La Val Gardena si estende verso sud e presenta un articolato sistema di piste sciistiche che formano il celebre circuito del Sellaronda, il “Giro dei Quattro Passi” attraverso le valli dolomitiche. Questo percorso sciistico, uno dei più rinomati al mondo, comprende 40 chilometri di piste ininterrotte che consentono di attraversare quattro passi alpini (Passo Gardena, Passo Campolongo, Passo Pordoi e Passo Sella) senza togliere gli sci, visitando contemporaneamente cinque villaggi distinti: Selva, Corvara, Colfosco, Arabba e Canazei.

Dal punto di vista storico-culturale, Selva ospita numerose testimonianze di epoca medievale. Il Castel Wolkenstein, il cui nome derivò dall’omonima famiglia nobile tirolese, rappresenta uno dei più suggestivi esempi di architettura fortificata alpina. Questo castello, costruito attorno al XIII secolo, si erge sulla parete rocciosa del Monte Stevia a quota 1.600 metri, in una posizione talmente inusuale e difficile da raggiungere che la sua funzione primaria doveva essere la sorveglianza dei passaggi montani fra le valli. La leggenda vuole che il celebre poeta e compositore medievale Oswald von Wolkenstein, una delle figure più eminenti della letteratura teutonica del Medioevo, vi abbia soggiornato durante i mesi estivi. Oggi, benché in rovina, il castello rimane accessibile ai visitatori mediante un sentiero ripido che parte dal Centro di Addestramento dei Carabinieri in Vallunga.

La Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta mantiene un nucleo originario cinquecentesco, nonostante successivi restauri abbiano conferito all’edificio caratteristiche stilistiche neogotico. Una cappella commemorativa nel cimitero del paese ricorda gli alpinisti deceduti durante la pratica dell’alpinismo sulle Dolomiti, un elemento che sottintende il carattere della zona quale meta di scalata internazionalmente riconosciuta.​

Selva di Val Gardena si è consolidata inoltre come centro di eccellenza per le attività sportive di montagna durante la stagione estiva. Il programma dell’Active Card, offerto da numerosi alberghi della zona, comprende passeggiate guidate in montagna, escursioni in mountain bike, lezioni di cucina, sessioni di nordic walking, arrampicata su roccia e lezioni di yoga. La fitta rete di funivie interconnesse consente agli escursionisti di modulare i propri percorsi secondo il livello di preparazione atletica, dalla camminata tranquilla lungo i prati all’alpinismo tecnico sulle pareti rocciose.​

Il Sassolungo, quell’inconfondibile torre di roccia che domina il panorama, è protagonista della leggenda ladina secondo la quale una gigantesca creatura fu punita dai suoi simili e sepolto in questa formazione rocciosa. Scalarsi intorno al Sassolungo attraverso il Giro del Sassolungo rappresenta una delle escursioni più celebrate delle Dolomiti, con partenza dal Passo Sella a quota 2.180 metri e percorrenza di circa 10 chilometri con dislivello significativo.

Curon Venosta: Il Paese Della Memoria Sommersa

A 1.520 metri di altitudine, Curon Venosta si colloca come il terzo comune più elevato della regione, eppure detiene un profilo turistico assai particolare e affascinante, intriso di elementi tragici legati alla sua storia recente. Curon non attira visitatori primariamente per le opportunità sciistiche o escursionistiche – benché entrambe le attività siano disponibili – bensì per un’attrazione unica al mondo: il Campanile Sommerso del Lago di Resia.​

La storia del Campanile risale a una tragedia moderna avvenuta fra gli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento. Nel 1939, durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, lo Stato italiano autorizzò la costruzione di una diga artificiale nel Passo di Resia, fra i comuni di Curon e Resia, con l’obiettivo di sfruttare le risorse idriche della valle per la produzione di energia. Nell’estate del 1950, i lavori furono completati e il livello dell’acqua del lago artificiale cominciò a salire, sommergendo il piccolo paese di Curon Vecchia, incluse ben 160 edifici. L’unica testimonianza monumentale del paese sommerso rimane il Campanile della Chiesa romanica di Santa Caterina d’Alessandria, risalente al XIV secolo (alcuni documenti lo datano al 1357), che continua a spuntare dalle acque del Lago di Resia, alto circa 70 metri.

Il Campanile rappresenta non semplicemente un’attrazione turistica, bensì un simbolo profondo di resilienza e memoria collettiva. Intorno a questa struttura gravitano leggende locali affascinanti: nella mitologia popolare della valle, si sostiene che durante i giorni gelidi dell’inverno, quando il lago ghiaccia completamente, sia possibile udire le campane risuonare dal fondo del lago, benché nella realtà le campane furono rimosse il 18 luglio 1959, poco prima della sommersione finale. Quale che sia la fondatezza di queste leggende, il Campanile continua a simboleggiare il legame della comunità con il proprio passato e con il sacrificio che la modernizzazione ha imposto al territorio.​

Dal Pontile d’ingresso dell’area turistica circostante il Campanile, è possibile osservare la struttura da diversi angoli prospettici. A seconda del livello dell’acqua (che varia stagionalmente), i visitatori possono salire a bordo di battelli per circumnavigare il Campanile, oppure, quando il lago è in secca, scendere fino alla spiaggia di ciottoli e percorrere a piedi un sentiero che circonda la torre. Numerose terrazze panoramiche e panchine lungo le rive del lago consentono ai fotografi di catturare l’immagine della struttura entro cornici paesaggistiche mutevoli e suggestive.​

La piccolissima Chiesetta di Sant’Anna, che domina il paesaggio dalle rive del lago, offre una prospettiva privilegiata del Campanile da un lato e della nuova Curon dall’altro, creando un’esperienza meditativa unica. Per gli appassionati di escursionismo a lungo termine, la Passeggiata del Lago circonda l’intero specchio d’acqua per una lunghezza complessiva di circa 15 chilometri, regalando viste mozzafiato della valle in continua mutazione.​

Il Museo Alta Val Venosta, ospitato nell’ex Municipio di Curon Venosta, racconta il capitolo buio della sommersione del paese attraverso una collezione fotografica di straordinaria potenza documentale. Visitabile durante la stagione estiva (da metà giugno a fine settembre) esclusivamente mediante visita guidata, il museo espone oggetti sacri recuperati dalle antiche chiese prima della loro distruzione, artefatti della vita contadina, e documentazione fotografica che illustra il processo di costruzione della diga e le successive fasi dell’allagamento. Le visite guidate sono organizzate ogni giovedì alle 17.00, e durante i mesi di luglio e agosto anche martedì alle 10.00; la prenotazione telefonica è obbligatoria.

Negli immediati dintorni di Curon, emerge anche il Giro del Lago della Muta, un percorso di circa 6 chilometri di notevole semplicità, adatto a escursionisti di qualsiasi livello di preparazione, che offre panorami di biotopi naturali e vallate alpine di considerevole bellezza.​

Appendici Territoriali: I Dintorni

Le tre località confluiscono all’interno di un contesto geografico più ampio nel quale meritano menzione altri siti di rilievo turistico. Glorenza, situata ad una quota inferiore (907 metri) all’interno della Val Venosta, rappresenta uno dei borghi medievali meglio conservati di tutta Europa, caratterizzato da mura centenarie intatte, tre maestose porte turrite, e una struttura urbana ancora leggibile secondo l’assetto medievale..

Le Dolomiti, nel loro insieme, sono state riconosciute Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2009 per la loro eccezionale importanza geologica, geomorfologica e paesaggistica. Questa nomina ha conferito un riconoscimento internazionale alla straordinaria bellezza di questa catena montuosa, che i locali denominano tradizionalmente “Monti Pallidi” nelle leggende ladine.​

Per coloro che intendono limitare il soggiorno a un territorio circoscritto durante una visita al Trentino-Alto Adige, il triangolo formato da Corvara, Selva di Val Gardena e Curon Venosta consente di esperire in pochi giorni la pluralità di caratteri che definiscono questa regione: l’eccellenza sportiva internazionale, il patrimonio medievale, la tradizione culinaria, e la memoria storica di comunità che hanno trasformato il trauma della modernità in simboli di consapevolezza collettiva.

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