Tra le pieghe del Gennargentu, dove i profili granitici addolciscono l’orizzonte e l’aria sa di legna e macchia, la Sardegna svela un volto montano, lento e pieno di tradizioni.
Qui si trovano i tre paesi posti all’altitudine più elevata dell’isola: Fonni (1000 m), Ollolai (920 m) e Tonara (900 m), tutti in provincia di Nuoro. Sono borghi che vivono al ritmo delle stagioni e offrono esperienze autentiche: trekking su creste panoramiche, cucine schiette, riti secolari e artigianati di carattere.
Raggiungerli significa scoprire un’isola diversa da quella balneare, fatta di silenzi, boschi, feste di paese e musei diffusi nelle strade. Di seguito, un itinerario ragionato con suggerimenti pratici per chi vuole immergersi nella Barbagia d’altura.
Fonni (Nuoro) — 1000 m: porta alta del Gennargentu
Capoluogo dell’alta quota sarda, Fonni è la base ideale per esplorare il massiccio del Gennargentu. Dal paese si raggiungono in breve i principali accessi ai sentieri che portano verso Punta La Marmora, il tetto della Sardegna, e verso Bruncu Spina. Tra primavera e autunno i percorsi regalano viste amplissime, fioriture e pascoli; in inverno, quando arriva la neve, l’atmosfera si fa inaspettatamente alpina.
Il centro storico raccoglie case in granito, piazzette e una sequenza di murales che raccontano la vita pastorale e la memoria collettiva. Vale la visita il santuario campestre dedicato alla Madonna, in posizione appartata e circondata dal verde, e le piccole chiese disseminate tra le frazioni.
Per una sosta di gusto, cercate salumi e formaggi di produzione locale, pani tradizionali e dolci legati al calendario delle feste. Il carnevale barbaricino di Fonni, con le maschere zoomorfe e figure arcaiche, è un evento forte per comprendere il legame tra comunità e territorio.
In giornata si possono abbinare escursioni a punti panoramici del Gennargentu, soste nei pascoli e visite a cantieri artigiani. In estate, al tramonto, una breve camminata lungo le alture che cingono l’abitato offre una fotografia nitida della Barbagia: luci lunghe, profilo delle cime e il paese adagiato come un presepe.
Ollolai (Nuoro) — 920 m: Barbagia autentica tra pietra e tradizioni
Ollolai è uno snodo storico e simbolico della Barbagia: un centro di pietra compatto, vissuto, con un tessuto urbano che invita a muoversi a piedi. Il paese è perfetto per chi cerca un’immersione nella quotidianità: botteghe dove si lavora il legno e il tessile, cortili che si aprono su orti e stalle, e un ritmo comunitario che si coglie al mercato e nelle feste patronali.
L’assetto altimetrico lo rende balcone naturale su colline, boschi di leccio e altopiani, con una rete di sentieri che si snoda tra muretti a secco, cuili (antichi ricoveri pastorali) e fonti.
Dal paese è agevole organizzare giornate tematiche: un anello a piedi tra i nuraghi del circondario e i resti pastorali; una visita agli atelier artigiani con dimostrazioni sulle lavorazioni tradizionali; un pranzo in cui assaggiare zuppe rustiche, paste di semola tirate a mano e carni alla brace. Per ampliare l’orizzonte, in breve tempo si raggiungono borghi noti per i murales o per i riti delle maschere barbaricine, oltre al vicino mondo lacustre dell’interno, ideale per passeggiate dolci e birdwatching.
Chi viaggia in autunno troverà colori intensi, funghi nei sottoboschi e feste di paese che uniscono musica a tenore, balli e tavolate conviviali. Ollolai è un’ottima base “lenta”: mattinate di trekking leggero, pomeriggi tra incontri e assaggi, e sere di aria fina e cieli limpidi.
Tonara (Nuoro) — 900 m: castagneti, campanacci e il regno del torrone
Tonara è un nome che subito richiama il torrone: la tradizione dolciaria è antica e radicata, celebrata in botteghe e in una sagra che richiama visitatori da tutta l’isola. Ma il paese è molto più di questo. Distribuito in storici rioni, conserva una forte identità artigiana: qui hanno casa maestranze celebri per la forgiatura dei campanacci (strumenti della transumanza e della musica popolare), per la lavorazione del legno e del rame.
L’altitudine e l’esposizione disegnano un paesaggio di castagneti e querceti, incisi da ruscelli e radure ideali per picnic e fotografie, soprattutto tra fine settembre e novembre, quando le foglie incendiano i versanti.
Per un itinerario a piedi, scegliete un sentiero che entri nel cuore dei boschi, con sosta presso le fonti e gli antichi essiccatoi: si cammina tra profumi di terra e sottobosco, con possibilità di incontrare pastori e raccoglitori. In paese, cercate le case storiche affacciate sulle viuzze ripide e le piccole esposizioni dedicate alla memoria artigiana.
La tavola racconta l’interno sardo: carni cotte lentamente, formaggi stagionati, miele e noci che s’incontrano nei dolci. In primavera e in autunno, Tonara è perfetta per un weekend “di sapori”: laboratorio sul torrone, passeggiata tra i castagni, visita alle botteghe dei campanacci e, al ritorno, un tagliere da condividere con vista sui tetti del borgo.
Consigli pratici di visita
- Quando andare: primavera e autunno offrono clima mite, cieli trasparenti e colori intensi; l’inverno può regalare freddo e, talvolta, neve.
- Attività: trekking su percorsi segnati del Gennargentu, esplorazione dei centri storici e dei murales, visite ad artigiani, partecipazione a feste e riti tradizionali.
- Cosa mettere in valigia: scarponcini con buona suola, strati termici anche in estate per la sera, mantellina antipioggia, borraccia.
- Abbinamenti: dai tre paesi è semplice costruire tour ad anello in Barbagia, alternando borghi d’arte, siti nuragici, laghi interni e piccole cantine.
Scegliere Fonni, Ollolai e Tonara significa incontrare la Sardegna che vive di montagna: essenziale, fiera e ospitale. Tre soste che, in un fine settimana lungo o in tre uscite diverse, compongono un mosaico di paesaggi, mestieri e sapori destinato a restare nella memoria.



























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