Immersi tra cime maestose e panorami che sembrano toccare il cielo, i borghi più elevati del Nord-Est italiano regalano un’esperienza unica di montagna. In queste zone, l’altitudine non è solo un numero: influenza lo stile di vita, l’architettura e le tradizioni locali, plasmando comunità che si sono adattate a un ambiente tanto affascinante quanto impegnativo.
Tra le valli verdi del Friuli Venezia Giulia, i picchi dolomitici del Trentino Alto Adige e le montagne incontaminate del Veneto, questi piccoli centri custodiscono scorci pittoreschi, sapori autentici e itinerari naturalistici che catturano l’immaginazione. Camminare per le strade lastricate o fermarsi ad ammirare il panorama dall’alto significa respirare la storia e la cultura di luoghi dove il tempo sembra scorrere più lentamente, regalando momenti di puro incanto.
3 tre paesi più alti del Friuli Venezia Giulia
Sauris (1.400 m s.l.m.)
Sauris è il comune più alto della regione e uno dei più suggestivi. Situato in una valle laterale della Carnia, è famoso per la sua identità linguistica unica: qui si parla ancora un antico dialetto tedesco, lo “Zahre”, retaggio di colonizzazioni medievali. Il borgo si divide in due nuclei principali, Sauris di Sopra e Sauris di Sotto, circondati da pascoli e boschi rigogliosi. Da non perdere il Lago di Sauris, dalle acque color turchese, perfetto per escursioni e pic-nic estivi. La gastronomia locale è rinomata per il prosciutto affumicato di Sauris IGP, le birre artigianali e i formaggi di malga. In inverno, le piccole piste da sci e i percorsi per ciaspole offrono un’atmosfera intima e autentica.
Sappada (1.217 m s.l.m.)
Sappada è un altro importante centro montano, famoso per la sua forte identità culturale e le caratteristiche case in legno con balconi fioriti. Anche qui si parla un antico dialetto germanofono, il Plodarisch, che contribuisce a rendere il paese un vero unicum linguistico. Sappada è molto amata per il turismo estivo e invernale: d’estate offre sentieri panoramici come quello per le Sorgenti del Piave, mentre d’inverno è un’apprezzata località sciistica con impianti moderni e aree dedicate ai bambini. Il Carnevale di Sappada, con le sue maschere in legno intagliato, è uno degli eventi folkloristici più noti del Friuli. L’enogastronomia propone piatti ricchi come i canederli, la polenta con selvaggina e dolci tipici come la linzer torte.
Ravascletto (950 m s.l.m.)
Ravascletto, pur essendo il più basso dei tre, resta tra i paesi più alti della regione. È una porta d’accesso privilegiata al Monte Zoncolan, una delle mete preferite dagli amanti dello sci e del ciclismo su strada, celebre per le sue salite epiche del Giro d’Italia. Il borgo, immerso nel verde, conserva ancora l’atmosfera tranquilla dei paesi di montagna. In estate, numerosi sentieri portano tra boschi e panorami mozzafiato, fino a malghe dove gustare prodotti tipici come burro, ricotta e formaggi stagionati. In inverno, la ski area Zoncolan offre una delle migliori esperienze sciistiche del Friuli. Interessante anche il patrimonio religioso e architettonico, con antiche chiesette alpine e capitelli votivi disseminati nei dintorni.
3 tre paesi più alti del Trentino Alto Adige
Corvara in Badia (1568 m s.l.m.)
Corvara in Badia, con i suoi 1568 abitanti, si trova nel cuore dell’Alta Badia ed è considerata una delle località turistiche più rinomate delle Dolomiti. Immersa in un’ampia conca ai piedi del massiccio del Sella, Corvara è la meta ideale per chi cerca sport, natura e tradizione.
Cosa vedere e fare:
- Sci e sport invernali: Corvara fa parte del comprensorio Dolomiti Superski e offre accesso diretto alla celebre Sellaronda, uno dei circuiti sciistici più spettacolari d’Europa.
- Escursioni e MTB: In estate i sentieri si trasformano in un paradiso per escursionisti e ciclisti. Da non perdere la salita al Col Alt, con il suo storico impianto di risalita, e i percorsi panoramici che conducono verso il Passo Gardena e il Passo Campolongo.
- Golf e relax: Il campo da golf a nove buche situato a oltre 1700 metri di quota offre un’esperienza unica, immersa in un contesto di straordinaria bellezza paesaggistica.
Selva di Val Gardena (1563 m s.l.m.)
Selva di Val Gardena si trova a 1563 metri sul livello del mare ed è una delle località simbolo della Val Gardena. Conta 1563 abitanti e vanta una posizione privilegiata tra le cime dolomitiche del Sassolungo, del Gruppo del Sella e del Cir.
Cosa vedere e fare:
- Sci e alpinismo: Anche Selva è inserita nel Dolomiti Superski e rappresenta uno degli accessi principali alla Sellaronda. In inverno è il regno degli sport sulla neve, mentre in estate diventa un punto di partenza per ferrate e arrampicate.
- Parco Naturale Puez-Odle: A breve distanza si estendono le aree protette del parco, con itinerari escursionistici che attraversano paesaggi dolomitici dichiarati Patrimonio Mondiale UNESCO.
- Tradizione ladina: Il paese è ricco di cultura locale, che si può scoprire visitando il centro, con le sue chiese, sculture lignee e botteghe artigiane.
Curon Venosta (1520 m s.l.m.)
Curon Venosta, situato a 1520 metri di altitudine nella parte più settentrionale della regione, è famoso per il suggestivo campanile sommerso del Lago di Resia, simbolo del paese e tra le immagini più iconiche dell’Alto Adige.
Cosa vedere e fare:
- Il Lago di Resia: Il lago artificiale, creato negli anni Quaranta, offre opportunità per sport acquatici come kitesurf e vela, oltre a spettacolari passeggiate lungo le sue rive. In inverno, quando la superficie ghiaccia, il lago si trasforma in un’immensa pista per pattinaggio o escursioni con gli sci da fondo.
- Escursioni e ciclismo: La ciclabile della Val Venosta attraversa Curon e permette di esplorare la valle fino a Merano, passando tra meleti e antichi borghi.
- Storia e memoria: Il campanile romanico che emerge dall’acqua ricorda il dramma della vecchia Curon, sommersa per la costruzione della diga. Un piccolo museo e pannelli informativi raccontano la storia del paese scomparso.
Corvara in Badia, Selva di Val Gardena e Curon Venosta rappresentano non solo le località più alte del Trentino-Alto Adige, ma anche tre modi diversi di vivere la montagna: dallo sci internazionale alla cultura ladina, fino ai paesaggi struggenti della Val Venosta. Ognuno di questi paesi offre esperienze autentiche, immerse nella natura e nella storia, ideali per ogni stagione.
3 tre paesi più alti del Veneto
Livinallongo del Col di Lana – 1.475 m
Situato nel cuore delle Dolomiti bellunesi, tra il Gruppo del Sella e il Col di Lana, Livinallongo del Col di Lana (o Fodom, in ladino) è il comune più alto del Veneto. Questo paese, immerso in un paesaggio spettacolare, è profondamente segnato dalla storia della Grande Guerra: il Col di Lana, oggi meta di escursioni emozionanti, fu uno dei fronti più drammatici del conflitto.
Oltre all’interesse storico, Livinallongo è parte del comprensorio sciistico Arabba-Marmolada, rendendolo una meta invernale di primo piano. In estate, è il punto di partenza ideale per trekking verso il Passo Pordoi o giri in bicicletta lungo la Strada delle Dolomiti. La cultura ladina è ben radicata: il Museo Ladino Fodom offre uno spaccato della vita alpina di un tempo, con oggetti, fotografie e documenti che raccontano la resilienza di queste comunità.
Zoppè di Cadore – 1.460 m
Pittoresco e appartato, Zoppè di Cadore è il più piccolo comune del Cadore, ma anche uno dei più affascinanti. Circondato dalle imponenti vette del Monte Pelmo e del Monte Rite, offre uno scenario alpino intimo, incontaminato, perfetto per chi cerca quiete e natura.
Dal borgo partono diversi sentieri panoramici, come quello che conduce al Rifugio Venezia, alle pendici del Pelmo, dove si possono ammirare albe spettacolari e paesaggi d’alta quota. Non mancano le testimonianze della storia locale: la Chiesa di Sant’Anna, con i suoi affreschi antichi, e le antiche stalle in legno, oggi ristrutturate, raccontano di una cultura pastorale fortemente radicata. Zoppè è anche sede di eventi legati alla tradizione, come le feste di paese in costume tipico, che offrono al visitatore uno spaccato autentico della vita alpina.
Colle Santa Lucia – 1.453 m
Adagiato tra la Val Fiorentina e l’Agordino, Colle Santa Lucia è uno dei borghi più fotogenici del Veneto, grazie alla sua posizione scenografica che guarda dritto verso il Monte Civetta. Il centro storico, raccolto intorno alla Chiesa di Santa Lucia con il suo caratteristico campanile, conserva ancora l’impronta dell’architettura ladina e un’atmosfera senza tempo.
Il paese è un ottimo punto di partenza per esplorare le Cinque Torri, la zona di Passo Giau e il Museo della Grande Guerra al Lagazuoi, luoghi ideali per escursioni panoramiche e itinerari naturalistici e storici. La cultura ladina si respira ancora nelle case, nelle usanze e nella lingua. Il Museo Etnografico Ladino custodisce utensili, abiti e oggetti della vita quotidiana di un tempo, offrendo una preziosa occasione di approfondimento culturale per chi visita la zona.































Discussion about this post