Sul gruppo “Viaggiando Abruzzo” è apparsa di recente una fotografia che cattura con rara intensità l’anima più autentica e libera della montagna abruzzese. L’autore, Nicola Verticelli, ha immortalato un gruppo di cavalli al pascolo su un altopiano che domina il Lago di Campotosto, a ben 2.100 metri di quota.
La scena è potente e allo stesso tempo poetica: gli animali, eleganti e robusti, si muovono tra prati d’alta quota che si affacciano sull’azzurro intenso del bacino artificiale più grande d’Abruzzo, circondato dal profilo maestoso del Gran Sasso e dei Monti della Laga.
Il contrasto tra la calma degli animali e l’immensità del paesaggio esalta la sensazione di libertà. Questi cavalli, che vivono in semibrado, sono parte integrante dell’ecosistema montano e testimoniano la continuità di tradizioni antiche, fatte di transumanze, pascoli estivi e simbiosi tra uomo e natura. La foto di Verticelli diventa così non solo un ritratto naturalistico, ma anche un invito a riscoprire un Abruzzo meno battuto, dove la montagna conserva spazi intatti e atmosfere genuine.
Visitare questa zona significa affrontare sentieri d’alta quota e respirare aria tersa, osservando dall’alto un panorama che spazia fino ai Sibillini. È un’esperienza che unisce trekking e contemplazione, ideale per chi ama la natura in forme pure. Anche nelle giornate meno favorevoli, il territorio circostante offre rifugi e piccoli borghi dove rifugiarsi, gustando piatti tradizionali come le zuppe di legumi montani o i formaggi di malga.
La fotografia condivisa su “Viaggiando Abruzzo” diventa così la porta d’ingresso a un racconto più ampio: quello di un’Abruzzo che, ad alta quota, rivela ancora il suo volto selvaggio, sospeso tra cielo e terra, dove i cavalli pascolano liberi e il lago di Campotosto riflette il cielo come uno specchio.






























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