C’è un momento, a Punta Aderci, in cui la notte lascia il posto al primo respiro del giorno e il promontorio diventa un palco naturale sospeso tra mare e cielo. È proprio in quell’istante che Filippo Impieri si è trovato davanti a una scena che ogni fotografo sogna: tre cavalieri che avanzano in silenzio lungo il sentiero, scolpiti nella luce dorata dell’alba.
La Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci, lungo la costa di Vasto, è uno degli angoli più selvaggi e incontaminati dell’Adriatico, con il promontorio che si alza a circa 26 metri sul mare offrendo una visuale a 360 gradi su spiagge, vigneti e pinete. Qui la natura detta i ritmi: il vento profuma di salsedine, il rumore delle onde accompagna i passi e i colori cambiano a ogni minuto, soprattutto quando il sole inizia a sorgere dietro la linea dell’orizzonte.
Filippo cammina lungo il sentiero sterrato che corre in quota, l’ex tracciato ferroviario trasformato in percorso panoramico, e si lascia guidare dalla luce. Sa che l’alba a Punta Aderci è sempre speciale: il cielo si accende di rosa e arancio, la falesia si tinge di rame e il mare si fa specchio liquido di questo spettacolo. Ma quel mattino c’è qualcosa di diverso.
In lontananza, dalla curva del sentiero, appaiono tre sagome scure che si stagliano contro il bagliore del sole: sono cavalli al passo, accompagnati dai loro cavalieri, probabilmente reduci da una delle escursioni all’alba che attraversano la riserva fino alle spiagge di Punta Penna e Mottagrossa. Il rumore ovattato degli zoccoli sulla terra secca, il respiro degli animali, il fruscio dell’erba bruciata dall’estate: tutto contribuisce a creare un’atmosfera sospesa, quasi cinematografica.
La foto che nasce da questo incontro è un racconto completo.
Nel fotogramma si vede il sentiero che sale dolcemente verso il promontorio, delimitato da una staccionata in legno che guida lo sguardo verso il punto in cui il sole, bassissimo, sfiora l’orizzonte e inonda tutto di luce calda. I tre cavalli avanzano in fila, leggermente sfalsati, con i cavalieri che emergono come silhouette scure contro il cielo dorato, mentre ai lati della traccia si distendono campi aridi e cespugli bruciati dal vento. Sullo sfondo, a sinistra, s’intuisce il mare che brilla appena, ricordando che Punta Aderci è un balcone naturale affacciato sull’Adriatico più selvaggio.
È uno scatto che parla di libertà e lentezza: il passo dei cavalli segue il ritmo del paesaggio, senza fretta, quasi a rispettare il silenzio della riserva. Filippo cattura il momento esatto in cui i soggetti sono perfettamente allineati sulla cresta della collina, creando una diagonale visiva che parte dal basso e conduce l’occhio fino al sole nascente. La scelta di fotografare in controluce trasforma i protagonisti in ombre piene di mistero, mentre il cielo, uniforme e morbido, avvolge tutto in una sensazione di calma assoluta.
Quello che colpisce, in questa alba a cavallo sul promontorio di Punta Aderci, è la fusione tra elementi diversi: la durezza della terra, la fluidità del mare, la forza degli animali e la fragilità della luce che dura solo pochi minuti. La riserva, con i suoi 285 ettari di natura protetta tra spiagge di sabbia, ciottoli, falesie e colline coltivate a vigneti e graminacee, diventa lo scenario ideale per vivere un’esperienza che va oltre la semplice passeggiata o la fotografia.
Per chi ama il contatto autentico con la natura, immaginare di seguire le orme di Filippo significa svegliarsi prima dell’alba, camminare (o cavalcare) lungo i sentieri che costeggiano la spiaggia dei Libertini e la spiaggia di Mottagrossa, lasciandosi sorprendere dai colori del cielo e dalle forme del promontorio che si staglia sul mare. Ogni curva regala una prospettiva diversa: una volta è il trabocco che appare come un’ombra di legno sospesa sull’acqua, un’altra è il profilo lontano della Maiella che si intravede nelle giornate più limpide.
L’incontro di Filippo Impieri con i cavalli all’alba non è solo un fortunato colpo d’occhio, ma la dimostrazione di quanto Punta Aderci sappia regalare emozioni a chi si concede il tempo di viverla quando tutti ancora dormono. In quell’immagine c’è la quintessenza della riserva: una terra di confine tra mare e campagna, dove l’uomo è ospite discreto e la natura rimane protagonista assoluta.
Se ami i luoghi che sanno ancora stupire, annota questo consiglio: arriva a Punta Aderci prima che il sole salga alto, percorri il sentiero verso il promontorio e lascia che siano la luce, il vento e – chissà – magari anche qualche cavallo all’orizzonte a raccontarti la loro storia, proprio come è successo a Filippo.



























Discussion about this post