C’è un istante, nelle mattine d’inverno, in cui la costa di Vasto sembra trattenere il respiro. Il mare è ancora quasi nero, il freddo punge le mani, il silenzio sale dal golfo come una marea lenta. È proprio in quell’istante che Domenico Vasile sceglie di fermarsi al belvedere di Santa Lucia, puntare l’obiettivo verso l’orizzonte e aspettare che accada la magia.
Nella sua foto l’alba non è solo un orario: è un gesto ostinato della luce. Un sole basso, appena sveglio, squarcia la fascia scura delle nuvole e irrompe sulla scena, come se non accettasse di restare dietro le quinte. I raggi si aprono a ventaglio, scivolano sul mare d’Inverno ancora assonnato, disegnano una lunga colata dorata che dal cielo arriva fin quasi alla riva. È un corridoio luminoso, una strada liquida che sembra invitare a mettersi in cammino, anche solo con lo sguardo.
Sopra, il cielo è un mosaico di blu profondi e nubi inquiete. I toni freddi si mescolano alle sfumature calde dell’arancio e del viola, creando un contrasto potente, quasi drammatico. La parte alta dell’immagine racconta la notte che non vuole andare via, la parte bassa è il giorno che avanza con passo deciso. In mezzo, proprio dove si trova il sole, c’è la frontiera sottile tra il buio e la speranza.
Dal belvedere di Santa Lucia, Vasto si affaccia al mare Adriatico come un balcone privilegiato. Nella foto non si vedono le case, le strade, le persone: rimangono solo i profili scuri degli alberi, una linea appena accennata di costa, quasi a ricordare che davanti a certi spettacoli la presenza umana deve farsi discreta. Tutto il resto è luce che filtra, respiro del mare, cielo che cambia minuto dopo minuto.
Le parole con cui Domenico accompagna il suo scatto – “Alba invernale dal belvedere Santa Lucia di Vasto (Ch). Nonostante tutto, la luce irrompe filtrando tra le nuvole. Buongiorno” – sono la chiave per leggere questa immagine. “Nonostante tutto”: nonostante il freddo, nonostante le nuvole pesanti, nonostante i pensieri che ognuno porta con sé quando il giorno comincia. La luce non chiede permesso, entra lo stesso, trova un varco tra le nubi e si prende la scena.
È un messaggio semplice e potente: ogni mattino, anche il più grigio, contiene un’apertura, una possibilità. Bisogna solo avere la pazienza di aspettare quel varco e lo sguardo pronto a riconoscerlo. La fotografia, in questo, diventa un invito: alzarsi presto, uscire, mettersi davanti all’orizzonte e lasciare che il sorgere del sole faccia il resto.
Guardando questa alba invernale di Vasto si sente quasi il fruscio del mare, il rumore lontano di qualche auto che arriva in città, il passo di chi, come Domenico, sceglie di salutare il nuovo giorno con un clic. È un “buongiorno” che non è solo una formula di cortesia, ma una promessa: comunque vada, la luce troverà il modo di farsi strada.
E allora basta un istante, quello in cui il sole rompe il bordo delle nuvole, per capire che sì, davvero, nonostante tutto, oggi può ancora essere un buon giorno.



























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