C’è un Abruzzo che non si mostra subito, che va cercato con lentezza, passo dopo passo. È proprio così che Fiorella Gabriele ha scoperto la Vecchia Chiesetta di Sant’Onofrio, nascosta tra le colline che circondano Lanciano, in provincia di Chieti. Un luogo fuori dalle rotte più battute, dove il tempo sembra essersi fermato e la natura ha iniziato a riprendersi ciò che le apparteneva.
Il primo impatto è quello con i ruderi della chiesetta. Le mura, ormai scoperte e segnate dal tempo, raccontano una storia fatta di devozione e abbandono. Nella fotografia scattata da Fiorella, l’interno dell’edificio appare a cielo aperto: le pareti in pietra e mattoni, consumate e irregolari, lasciano intravedere archi e finestre ormai vuote. La luce entra senza ostacoli, disegnando contrasti netti tra le zone illuminate e quelle in ombra. Al centro, quello che un tempo era probabilmente un altare o una nicchia, oggi è solo una traccia, una memoria sospesa. L’erba cresce spontanea sul pavimento, trasformando lo spazio sacro in un piccolo giardino selvatico.
Ma l’esperienza non si ferma qui. Attorno alla chiesetta, il paesaggio si apre in tutta la sua bellezza. Un’altra fotografia cattura le colline abruzzesi in primavera: campi coltivati, filari ordinati e casali sparsi creano un mosaico di verde. Sullo sfondo, imponenti e ancora innevate, si stagliano le montagne della Maiella, regalando una profondità scenica che lascia senza parole. È uno di quei panorami che raccontano perfettamente l’identità dell’Abruzzo: una terra dove mare e montagna convivono a pochi chilometri di distanza.
Il percorso per raggiungere la chiesetta è parte integrante dell’esperienza. Fiorella ha immortalato anche il sentiero che conduce al sito: una strada sterrata che si snoda tra erba alta e cespugli, accompagnata da un albero spoglio e da una croce semplice, quasi a segnare il cammino. In lontananza, la struttura appare come una presenza discreta, quasi timida, immersa nel silenzio della campagna. Questo tratto finale del percorso ha qualcosa di meditativo, come se preparasse il visitatore all’incontro con un luogo carico di suggestione.
La Vecchia Chiesetta di Sant’Onofrio non è solo un rudere: è un simbolo. Rappresenta la memoria di un territorio, la spiritualità semplice delle campagne abruzzesi e il legame profondo tra uomo e paesaggio. Visitare questo luogo significa rallentare, osservare i dettagli, ascoltare il vento che attraversa le pietre e le erbe.
Per chi ama la fotografia, è una vera fonte di ispirazione. Le texture delle mura, i giochi di luce, i contrasti tra natura e architettura offrono infinite possibilità creative. Per chi invece cerca un’esperienza autentica, lontana dal turismo di massa, questo è uno di quei posti che restano nel cuore.
Fiorella Gabriele, con il suo sguardo attento e sensibile, è riuscita a cogliere l’essenza di questo luogo: non solo la sua bellezza visiva, ma anche la sua anima. Le sue immagini raccontano una storia silenziosa, fatta di luce, pietra e natura.
Se ti trovi nei dintorni di Lanciano, concediti il tempo di raggiungere questo piccolo angolo nascosto. Non aspettarti servizi o indicazioni turistiche perfette: qui il fascino sta proprio nell’imperfezione, nella scoperta, nella sensazione di essere arrivato in un luogo che pochi conoscono.
E quando ti fermerai davanti a quei ruderi, sotto il cielo aperto, capirai che a volte i luoghi più semplici sono quelli che sanno emozionare di più.
































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