L’Abruzzo in autunno è una carezza lenta: l’aria si fa più fresca, le colline teramane si tingono di oro e ruggine, i borghi rallentano e tornano a misurare il tempo con il suono delle campane e il profumo della legna nei camini. Questo itinerario di un solo giorno ti porta nel cuore della provincia di Teramo, tra una città spesso sottovalutata e due borghi che sembrano sospesi fuori dal tempo: Teramo con il suo romantico Castello della Monica, Campli e Civitella del Tronto.
È un percorso perfetto da fare in auto: le distanze sono contenute (tra i 20 e i 40 minuti di guida tra una tappa e l’altra), le strade scorrono morbide tra colline coltivate, vigneti e scorci di montagne sullo sfondo. In una sola giornata puoi entrare in un castello “sognato” da un artista, passeggiare tra palazzi rinascimentali e vie silenziose, salire su una delle fortezze più scenografiche d’Italia affacciata sui Monti Gemelli e sull’Adriatico lontano.
Questo non è solo un itinerario turistico, ma un invito a rallentare: a camminare piano, a fermarti nelle piccole piazze, a bere un caffè al banco mentre fuori le foglie cadono, a chiacchierare con chi qui ci vive tutto l’anno. Se cerchi un Abruzzo autentico, poco affollato, con un’anima profonda e dettagli da scoprire con calma, questa giornata d’autunno tra Teramo, Campli e Civitella del Tronto potrebbe essere il tuo prossimo piccolo grande viaggio.
Prima tappa: Teramo e il sogno neo-medievale del Castello della Monica
Inizia la giornata a Teramo, quando la città si sveglia piano e le strade sono ancora tranquille. Dal centro, in pochi minuti a piedi sali verso la collina su cui svetta il Castello della Monica, un luogo che sembra uscito da un romanzo cavalleresco più che da una mappa urbana.
Il castello fu progettato e realizzato tra il 1889 e il 1917 dall’artista teramano Gennaro Della Monica, pittore, scultore e architetto che decise di trasformare la sua dimora privata in un omaggio visionario al Medioevo. Sorse sulle rovine dell’antica chiesa di San Venanzio, riutilizzandone materiali e decorazioni: un intreccio affascinante tra storia reale e fantasia, dove elementi gotici, neoromanici e dettagli decorativi si mescolano con grande libertà creativa.
Già la salita lungo Via del Castello, stretta, in lieve pendenza, circondata da case e scorci di città, è una piccola anticipazione di ciò che ti aspetta: passo dopo passo, ti allontani dalla quotidianità e ti avvicini a un micro-mondo sospeso. Una volta arrivato, la sagoma asimmetrica, le torrette, i merli, le finestre decorate e le loggette ti sorprendono come un set cinematografico improvvisamente reale.
All’interno, quando aperto al pubblico come sede del Polo Museale di Teramo, ti attendono ambienti che raccontano il gusto e la personalità del suo creatore: sale affrescate, arredi, dettagli che sembrano parlare di cavalieri e dame, ma anche di un artista che ha messo se stesso in ogni pietra. In autunno, la luce più morbida esalta i toni caldi delle mura e del panorama che si scorge dai punti più alti: tetti, campanili, colline.
Consiglio pratico: dedica al castello almeno un’ora, meglio un’ora e mezza, verificando in anticipo gli orari di apertura, che possono variare in base alla stagione. Poi, scendendo verso il centro, puoi concederti un caffè o una colazione in Piazza Orsini o nei dintorni del Duomo, prima di riprendere l’auto in direzione della prossima tappa.
Seconda tappa: Campli, borgo d’arte e di silenzi d’autunno
Da Teramo, in circa una ventina di minuti d’auto tra campi, vigneti e casali, raggiungi Campli, uno dei borghi più affascinanti della zona, celebre per il suo centro storico e per la Scala Santa. Qui l’autunno sembra avere un suono diverso: è quello delle foglie che scricchiolano sotto i passi e dei rintocchi che rimbalzano tra le facciate dei palazzi.
Il cuore del borgo è una sorprendente piazza scenografica, incorniciata da palazzi storici e portici: un salotto a cielo aperto dove viene naturale fermarsi, respirare e osservare. Passeggiando tra le vie in pietra si incontrano chiese, scorci panoramici e dettagli architettonici che parlano di secoli di storia e di passaggi di artisti, con un patrimonio che include testimonianze rinascimentali e influenze di grandi maestri.
La Scala Santa, con il suo percorso devozionale da salire in ginocchio secondo la tradizione, aggiunge al borgo una dimensione spirituale e intimamente raccolta, particolarmente intensa nelle giornate grigie di ottobre o novembre, quando il cielo sembra più basso e il silenzio più denso. Campli è un luogo che invita a rallentare: qui non si “corre” per vedere attrazioni, si cammina piano tra case, botteghe, piccoli affacci sulla campagna.
In autunno puoi approfittare per sostare in una trattoria tipica e assaggiare piatti della tradizione teramana: timballo, chitarra, arrosticini, magari accompagnati da un Montepulciano d’Abruzzo locale. Il pranzo qui diventa parte integrante del viaggio, non solo una pausa.
Dal punto di vista pratico, considera circa due ore tra passeggiata e visita dei principali punti d’interesse, oltre al pranzo. Le dimensioni contenute del borgo lo rendono perfetto da esplorare a piedi, con l’auto lasciata nei parcheggi esterni o nelle aree segnalate all’ingresso del centro storico. Poi si riparte verso l’ultima tappa, Civitella del Tronto, che in meno di mezz’ora ti accoglierà con il suo profilo inconfondibile arroccato sulla roccia.
Terza tappa: Civitella del Tronto, fortezza e panorama al tramonto
L’ultima tappa di questo itinerario autunnale è Civitella del Tronto, tra i borghi più suggestivi d’Abruzzo, adagiato su una rupe rocciosa che domina la Val Vibrata e guarda verso i Monti Gemelli. Arrivando in auto, la prima cosa che colpisce è il colpo d’occhio: case in pietra, vicoli stretti, una fortezza immensa che segue la linea della montagna come una nave di pietra ancorata al cielo.
Civitella è famosa per la sua fortezza borbonica, una delle più grandi d’Europa per estensione, che in autunno regala un’atmosfera particolarmente intensa: le mura, i camminamenti, gli spalti sembrano impregnati di storie di assedi, resistenze e cambiamenti d’epoca. Salendo verso la sommità, tra scorci su tetti e cortili interni, ti troverai di fronte a uno dei panorami più emozionanti dell’Abruzzo: da un lato le colline che scivolano verso il Mare Adriatico, dall’altro le cime che annunciano l’Appennino.
Le vie del borgo sono un intreccio di scalinate, passaggi stretti, archi e slarghi improvvisi: un piccolo labirinto dove è bello perdersi, soprattutto nel tardo pomeriggio, quando la luce si fa dorata e le pietre assorbono i toni caldi del tramonto. In questo periodo, le giornate più corte invitano a vivere il borgo senza fretta: una sosta in un’enoteca o in una piccola osteria, un bicchiere di vino e qualche prodotto tipico diventano il modo più naturale per salutare la giornata.
Per la visita alla fortezza calcola almeno un’ora e mezza, meglio due se ti piace soffermarti a leggere pannelli e a fotografare. Le strade d’accesso sono ben percorribili in auto e i parcheggi, spesso in posizione panoramica, ti permettono poi di proseguire a piedi fino al cuore del borgo e all’ingresso del complesso fortificato. In autunno, una giacca calda è indispensabile: l’altitudine e l’esposizione fanno sì che la temperatura sia più fresca rispetto a Teramo e alla costa.
Un giorno che resta addosso
In una sola giornata, questo itinerario ti permette di toccare tre anime diverse dell’Abruzzo teramano: la creatività romantica del Castello della Monica a Teramo, l’intimità raccolta di Campli e la forza scenografica di Civitella del Tronto con la sua fortezza affacciata sui monti e sul mare. È un viaggio breve ma intenso, perfetto per l’autunno, quando i colori si fanno più profondi, i borghi si svuotano un po’ e il tempo sembra tornare dalla tua parte.
Se stai cercando un’idea per un weekend diverso, lontano dai circuiti più battuti, questo percorso in auto tra colline, storia e panorami potrebbe essere l’ispirazione giusta. Lasciati guidare dalla curiosità, tieni pronta la macchina fotografica e concediti una giornata lenta tra Teramo, Campli e Civitella del Tronto: potrebbe essere l’inizio di un amore duraturo con l’Abruzzo, di quelli che fanno venir voglia di tornare, stagione dopo stagione.




























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