Il trend dei borghi instagrammabili e artistici ha raggiunto un picco: ogni anno, a giugno, migliaia di viaggiatori cercano mete d’arte alternative alle classiche città, perfette per passeggiare a piedi sotto il sole di inizio estate. Tra le destinazioni più affascinanti del Nord Italia, i borghi dipinti e i musei a cielo aperto rappresentano una scelta ideale per chi vuole unire arte, natura e storia in un’esperienza slow e autentica.
In questo articolo vi porto alla scoperta di Arcumeggia, il primo paese d’Italia trasformato in una galleria d’arte all’aperto negli anni ’50, passeggiando tra vicoli acciottolati e affreschi monumentali firmati da grandi maestri del Novecento. Vedremo anche altre mete analoghe in Lombardia e Veneto, con consigli pratici per organizzare la vostra gita fuori porta.
Arcumeggia: il primo borgo dipinto d’Italia in provincia di Varese
La storia della prima galleria all’aperto italiana
Arcumeggia, frazione del Comune di Casalzuigno nella Valcuvia (provincia di Varese), rappresenta una realtà unica nel suo genere. A partire dagli anni ’50 del Novecento fu avviata nel paese un’esperienza innovativa, con l’obiettivo di combattere l’abbandono dei territori montani che il paese stava vivendo.
Nel 1956 l’Ente Provinciale per il Turismo di Varese decise di trasformarla in un borgo dipinto: giunsero così in paese decine di illustri pittori, i cui affreschi si possono ammirare sulle pareti esterne delle case e lungo la Via Crucis. „Arx Media”, questo l’antico nome di Arcumeggia, era già la prima esperienza di „Galleria all’aperto dell’affresco” in Italia.
Gli artisti e le opere che trasformano il borgo
Vennero chiamati artisti di fama nazionale ed internazionale a realizzare affreschi sulle facciate delle case rurali. Tra i nomi più celebri: Monachesi, Sassu, Usellini, Brindisi, Migneco, Carpi, De Amicis. La prima rosa di nomi includeva anche Achille Funi, Eugenio Tomiolo, Gianfilippo Usellini, Francesco Menzio, Fiorenzo Tomea.
A questi seguirono altri noti artisti, quali Aligi Sassu, Remo Brindisi, Giuseppe Migneco, Gianni Dova, Aldo Carpi e Umberto Faini, nonché pittori locali quali Innocente Salvini, Antonio Pedretti e Albino Reggiori.
I soggetti degli affreschi: vita agreste, emigrazione e religiosità
Tra i soggetti dipitti appaiono le immagini relative all’emigrazione, raffigurazioni simbolico-allegoriche, ritratti di abitanti e mestieri del paese, intervallate da santi e scene religiose, a cui recentemente si sono aggiunte rappresentazione naturalistiche e paesaggistiche.
Passeggiando per i viottoli si possono scorgere affreschi che rappresentano scene di vita agreste, tradizioni e usanze locali. Ogni muro racconta una storia grazie agli affreschi realizzati da grandi artisti italiani del Novecento.
Itinerario di visita: cosa vedere a Arcumeggia
La passeggiata tra i vicoli acciottolati
L’itinerario ideale per visitare Arcumeggia inizia dal parcheggio gratuito di Villa della Porta Bozzolo a Casalzuigno, da dove si procede a piedi verso il borgo. Il paese si trova a circa 560 m slm e è lontano tre chilometri dal centro di Casalzuigno.
Percorrete i vicoli acciottolati del centro medievale, ammirando gli affreschi sulle facciate delle case rurali. La passeggiata è adatta a tutti, con un percorso agevole che si adatta perfettamente a una gita fuori porta ad inizio estate.
La Via Crucis e gli affreschi del sagrato di Sant’Ambrogio
Tra le attrattive principali del paese vi è il sagrato della chiesa dedicata a Sant’Ambrogio, dove si possono ammirare gli affreschi delle 14 stazioni della Via Crucis. Questo percorso religioso rappresenta uno dei nuclei più significativi della galleria all’aperto.
Via degli Allievi e la gipsoteca di Giuseppe Cerini
Nel cuore del paese la Via degli Allievi, a loro dedicata, ha esposti diversi pannelli affrescati e inoltre accoglie il piccolo spazio espositivo di sculture in gesso di Giuseppe Cerini (Arcumeggia 1862-Torino 1935) e Giovanni Vidini (Arcumeggia 1899-1994), entrambi originari di Arcumeggia.
Arcumeggia è il paese natale dello scultore Giuseppe Vittorio Cerini, di cui si conserva una piccola gipsoteca in casa e alcune altre opere al cimitero locale.
La Casa del Pittore: storia e architettura
Tale ambizioso progetto rese necessaria la realizzazione di strutture che potessero ospitare gli artisti nel corso della produzione dell’opera; per questo motivo nel 1957 fu creata la Casa del Pittore, dove gli stessi potevano pernottare e lavorare ai bozzetti dei propri affreschi.
Altri borghi dipinti e musei a cielo aperto in Lombardia
Calcio e Gravellona Lomellina: murales giganteschi nella Bergamasca e Pavia
Spostandosi nella bassa Bergamasca, si trova Calcio, dove sono presenti 47 murales giganteschi realizzati da artisti di fama e dalle Accademie di Brera, Barcellona, Brescia, Sassari, Birmingham e Vienna.
Una delle mete in provincia di Pavia è Gravellona, borgo agricolo immerso tra le risaie trasformato negli ultimi anni in una galleria d’arte pop: un centinaio di murales sulle pareti delle case (ogni anno ne compaiono di nuovi), tetti decorati, sculture sui marciapiedi.
Claino con Osteno: il borgo dipinto del Ceresio in provincia di Como
Il tour termina sulle sponde del lago Ceresio, il versante italiano del Lago di Lugano, a Claino con Osteno (Como). Il progetto borgo dipinto è nato nel 2015 e oggi conta più di 50 opere che colorano tutto il paese, con panorama suggestivo incluso.
A partire dal 2015, attraverso il progetto artistico „Borgo Dipinto Claino”, 21 artisti hanno trasformato il centro medievale di Claino in un vero e proprio museo a cielo aperto che raccoglie 46 opere. Oggi ci sono 63 paintings: le varie opere mostly tell scenes of local life of the past.
Borghi dipinti nel Veneto: Cibiana di Cadore e Fratta-Colmaggiore
Cibiana di Cadore: il „Paese dei Murales” in Belluno
In provincia di Belluno, immersa in una verde vallata a oltre mille metri sul livello del mare, Cibiana di Cadore racconta la sua storia attraverso una cinquantina di affreschi dipinti a partire dagli anni ’80 sui muri esterni degli edifici da artisti italiani e stranieri.
Dal 1980 nel borgo sono stati realizzati più di 50 affreschi, formando così un vero e proprio museo all’aperto, tanto da aver fatto conferire al paesino l’appellativo „Paese dei Murales” o „Paese che racconta la sua storia”. Queste pitture, eseguite da artisti autorevoli giunti non solo dall’Italia ma anche dal Giappone e dall’ex URSS, sono disseminate sulle pareti delle case e ne raccontano la storia.
I dipinti raffigurano soprattutto gli antichi mestieri, dal fabbro al casaro, dal mugnaio al carbonaro.
Fratta e Colmaggiore in Tarzo: la Via dei Murales dei Laghi di Revine
Nel comune di Tarzo in provincia di Treviso, precisamente nelle sue frazioni di Fratta e Colmaggiore, situate lungo le rive dei Laghi di Revine, troviamo la Via dei Murales. Un percorso lungo il quale si possono ammirare i famosi murales dipinti nel corso degli anni da diversi artisti veneti e dedicati all’emigrazione e alla cultura popolare.
Consigli pratici per visitare Arcumeggia
Come arrivare a Arcumeggia in auto
In auto dalla Milano-Varese (A8): Autostrada dei Laghi A8 Milano-Varese direzione Sesto Calende-Gravellona Toce, uscita Vergiate-Sesto, direzione Besozzo-Laveno. Dopo Gemonio proseguire per Valcuvia-Luino, fino a Casalzuigno.
Da Varese: la più diretta route è l’A8 motorway (Milano-Varese), exiting at Varese Nord, then following provincial roads towards Cuvio and Casalzuigno (approx. 25 minutes from Varese).
Da Lugano (Switzerland), il village è reachable in about 40 minutes.
Trasporto pubblico: treno e autobus
In treno: Prendere un treno della linea regionale di Trenord Laveno-Varese-Saronno-Milano e scendere alla stazione di Cittiglio. Davanti alla stazione prendere l’autobus CTPI/Linea N15, alla fermata Binda/Marconi/Stazione FN, fino a Casalzuigno, alla fermata Valcuvia/Villa Bozzolo.
In autobus: Per gli orari degli autobus consultare il sito del CTPI- Consorzio Trasporti Pubblici Insubria.
Parcheggio e orari di visita
Punto di ritrovo: parcheggio di Arcumeggia, SP7. Il parcheggio gratuito di Villa della Porta Bozzolo a Casalzuigno è disponibile per i visitatori.
Arcumeggia è visitabile tutti i giorni; per visite guidate o eventi specifici contattare la Pro Loco Arcumeggia all’e-mail: info@arcumeggia.it.
Periodo migliore per visitare
Il periodo migliore per visitare Arcumeggia e gli altri borghi dipinti è giugno e l’inizio estate, quando il sole è caldo ma non ancora eccessivo, e i цвета degli affreschi risaltano maggiormente sulla pietra antica delle case. È anche il momento in cui il trend dei „borghi instagrammabili” raggiunge il picco.
Consigli per l’esperienza ideale
- Per camminatori: La passeggiata tra i vicoli è agevole e perfetta per una visita slow di 2-3 ore
- Per famiglie: Gli affreschi raccontano storie semplici che affascinano bambini e adulti
- Per coppie: L’atmosfera romantica dei vicoli acciottolati e la luce di giugno creano scorci fotografici unici
- Per food lover: A Casalzuigno troverete Villa della Porta Bozzolo (FAI) con possibilità di ristorazione locale
- Per viaggiatori slow: Il borgo si visita perfettamente a piedi, senza bisogno di mezzi
Errori da evitare
- Non arrivare senza controllare gli orari degli autobus se viaggiate in trasporto pubblico
- Non dimenticare scarpe comode: i vicoli sono acciottolati
- Non visitare nelle ore centrali di luglio: il sole può essere troppo intenso
- Non límitesi solo ad Arcumeggia: vale la pena combinare con Claino con Osteno o Calcio per un itinerario più ricco
FAQ: domande frequenti sui borghi dipinti
1. Quale è il primo borgo dipinto d’Italia?
Arcumeggia in provincia di Varese è il primo borgo dipinto d’Italia, trasformato in galleria all’aperto nel 1956 dall’Ente Provinciale per il Turismo.
2. Quanto tempo bisogna per visitare Arcumeggia?
Una visita completa di Arcumeggia richiede circa 2-3 ore, sufficienti per passeggiare tutti i vicoli, ammirare gli affreschi principali e visitare la Via Crucis.
3. È gratuito entrare a Arcumeggia?
Sì, Arcumeggia è completamente gratuita e visitabile tutti i giorni senza bisogno di prenotare. Il parcheggio è anche gratuito.
4. Quali altri borghi dipinti ci sono in Lombardia?
In Lombardia ci sono oltre 27 paesi dipinti, tra cui Calcio (BG) con 47 murales, Gravellona Lomellina (PV) con un centinaio di murales, e Claino con Osteno (Como) con oltre 50 opere.
5. Nel Veneto ci sono borghi dipinti simili?
Sì, nel Veneto ci sono Cibiana di Cadore (Belluno) con oltre 50 affreschi dal 1980, e Fratta-Colmaggiore (Tarzo, Treviso) con la Via dei Murales dedicata all’emigrazione.
Arcumeggia rappresenta una meta perfetta per chi cerca un’esperienza d’arte autentica, lontana dalle classiche destinazioni turistiche. Il borgo dipinto in provincia di Varese offre un viaggio nel Novecento italiano, tra affreschi che raccontano storia, tradizioni e mestieri locali. Combinando questa visita con altri borghi dipinti in Lombardia e Veneto, potete creare un itinerario artistico slow ideale per una gita fuori porta ad inizio estate, sotto il sole di giugno che rende ogni colore ancora più vibrante.




























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