Immersa nel verde lussureggiante delle colline che si ergono alle spalle di Busca, la Cappella del Castello del Roccolo è uno di quei luoghi che incantano non appena li si scopre.
Piccola, elegante e intrisa di storia, questa chiesetta del XIX secolo rappresenta un tassello prezioso di quel sogno romantico che il marchese Roberto Tapparelli d’Azeglio tradusse in pietra e natura a partire dal 1831.
Visitarla significa compiere un viaggio nel tempo, attraverso lo stile neogotico che dominava i salotti della corte sabauda e respirare l’atmosfera di un’epoca in cui arte, letteratura e passione politica si intrecciavano nelle dimore di villeggiatura della nobiltà piemontese.
Cappella del Castello del Roccolo: un piccolo tempio nel bosco
La Cappella del Roccolo sorge a pochi passi dall’ingresso posteriore del castello, in parte avvolta dal bosco che caratterizza il vasto parco di oltre 500.000 metri quadrati. Edificata nel 1842, questa piccola chiesa si presenta con un tetto a capanna e un portico che anticipa l’ingresso, seguendo fedelmente le linee dello stile neogotico adottato per l’intero complesso. L’edificio si inserisce perfettamente nell’armonia architettonica voluta dal marchese Roberto, fratello del più celebre Massimo d’Azeglio, statista, scrittore e pittore del Risorgimento italiano.
Varcando la soglia della cappella, il visitatore viene accolto da un interno raccolto e prezioso. Qui si conservano parte degli stalli del coro del XVI secolo, acquisiti dalla cappella marchionale di Revello, testimonianza di come la famiglia d’Azeglio fosse attenta non solo alla creazione di nuove opere, ma anche alla preservazione del patrimonio artistico del territorio. Questi stalli lignei, finemente intagliati, conferiscono alla cappella un’aura di solennità e devozione che contrasta dolcemente con le dimensioni contenute dell’edificio.
Il Castello del Roccolo: dimora di sogni e storia
Per comprendere appieno il fascino della cappella, è necessario immergersi nella storia del Castello del Roccolo, il cui nome deriva dai “roccoli”, le reti utilizzate per la cattura degli uccelli di piccola taglia. Quando Roberto Tapparelli d’Azeglio acquistò la proprietà nel 1831, aveva in mente di creare una dimora estiva che potesse rivaleggiare con le residenze neogotiche inglesi che tanto ammirava. Il risultato fu un edificio scenografico e pittoresco: torri circolari, merli ghibellini, archi moreschi, rosoni, bifore e trifore si fondono in un insieme armonioso che evoca il fascino dei castelli medievali reinterpretati attraverso la sensibilità romantica dell’Ottocento.
Gli interni del castello sono altrettanto straordinari: affreschi con vedute paesaggistiche, soffitti decorati con la tecnica del trompe-l’œil, vetri colorati legati a piombo e arredi provenienti dalla bottega dell’illustre ebanista Gabriele Capello, detto il Moncalvo. Le sale del Roccolo hanno ospitato personaggi di spicco della storia italiana ed europea: da Silvio Pellico, appena liberato dalle prigioni dello Spielberg, ai primi ministri inglesi Lord Palmerston e Lord Gladstone, dal conte Cavour al re Umberto I e alla regina Margherita di Savoia.
Il parco romantico: un’esperienza immersiva nella natura
Una visita alla Cappella del Roccolo non può prescindere da una passeggiata nel parco plurisecolare che circonda il castello. Concepito secondo i canoni del giardino romantico, questo spazio verde presenta nicchie con statue, grotte, cascate, fontane, laghetti e numerosi punti panoramici da cui ammirare la pianura circostante. Il celebre paesaggista Xavier Kurten intervenne nella progettazione di alcuni elementi del parco, contribuendo a creare quell’atmosfera di sogno e contemplazione tanto cara ai romantici.
Tra i percorsi più suggestivi vi è la “grande passeggiata nel bosco”, riaperta al pubblico nel 2013, che si snoda per circa quattro chilometri tra distese di iperico, la valle delle felci, belvedere panoramici e il padiglione del tè, voluto dalla marchesa Costanza Alfieri di Sostegno. La regina Margherita, ospite frequente del castello, amava trascorrere ore nel parco leggendo vicino al lago del tritone.
Non meno affascinante è la struttura monumentale delle Serre, costruita tra il 1846 e il 1850 e restaurata nel 2003. Il tetto dell’edificio costituisce una vasta terrazza da cui si gode uno splendido panorama sulla pianura cuneese, offrendo un punto di osservazione privilegiato sulle Alpi che fanno da sfondo al paesaggio.
Informazioni pratiche per la visita della Cappella del Castello del Roccolo
Il Castello e il Parco del Roccolo sono aperti al pubblico da maggio a ottobre, con aperture ordinarie la prima e la terza domenica del mese, dalle 14:30 alle 19:00. Le visite guidate partono ogni mezz’ora (ore 15:00, 15:30, 16:00, 16:30, 17:00, 18:00) senza necessità di prenotazione. Il biglietto d’ingresso costa 6 euro per l’intero e 4 euro il ridotto, con gratuità per i minori di 6 anni e per i disabili con accompagnatore. L’ingresso comprende l’accesso al parco e la visita guidata dell’antica dimora ottocentesca.
Sono previste anche aperture straordinarie su prenotazione in alcune date selezionate durante l’anno. È consigliabile verificare sempre gli orari aggiornati sul sito ufficiale www.castellodelroccolo.it o contattare telefonicamente al numero +39 353 365 4865.
Per raggiungere Busca, situata a circa 90 chilometri da Torino, si può utilizzare l’autostrada A6 Torino-Savona con uscita a Marene, oppure l’autostrada A33 Asti-Cuneo con uscita Cuneo Centro o Cuneo Est. L’aeroporto più vicino è quello di Cuneo-Levaldigi, a soli 15 chilometri, mentre l’aeroporto di Torino-Caselle dista 82 chilometri. Busca è raggiungibile anche in treno e autobus, con collegamenti dalle principali città piemontesi.
Le delizie gastronomiche del territorio
Una visita al Castello del Roccolo offre l’occasione perfetta per scoprire le tipicità gastronomiche del Cuneese, una terra generosa che vanta prodotti di eccezionale qualità. Busca, in particolare, fa parte dell’associazione nazionale “Città del Pane” per il numero e la bravura dei suoi panificatori. Tra i prodotti tipici locali spicca la Campagnola buschese, un pane tradizionale preparato secondo antiche ricette.
I golosi non possono perdere i Baci di Busca, dolcetti preparati con cioccolato fondente, cacao e nocciole IGP Piemonte, prodotti da diverse pasticcerie locali che custodiscono gelosamente le proprie ricette di famiglia. Questi cioccolatini rappresentano un vero e proprio simbolo gastronomico della città.
Il territorio cuneese è celebre per i suoi formaggi DOP: il Castelmagno, dal sapore fine che diventa piccante con la stagionatura; il Raschera, a pasta compatta di colore bianco avorio; il Murazzano, prodotto con latte ovino; e il Bra, nelle versioni tenero e duro. Questi formaggi d’alpeggio sono protagonisti di numerosi piatti della tradizione, come il risotto con Castelmagno e nocciole o le Ravioles della Valle Varaita.
La carne bovina di razza piemontese, chiamata “oro rosso” dagli allevatori locali, è un altro tesoro gastronomico del territorio. A Busca opera la cooperativa agricola Terra Viva, che lavora e vende carni di altissima qualità fornite da oltre ottanta allevatori associati. Questa carne è protagonista di piatti iconici come la battuta al coltello e il vitello tonnato.
Primi piatti
Tra i primi piatti tradizionali spiccano gli agnolotti piemontesi, i tajarin con sugo di carne e fegatini, e i tortiglioni pasticciati. Immancabile sulla tavola piemontese è la bagna caôda, il condimento per eccellenza a base di acciughe, aglio, olio e burro, che viene servito con verdure fresche e croccanti.
Per quanto riguarda i dolci, oltre ai Baci di Busca, vale la pena assaggiare i Cuneesi al Rhum, praline create fin dal 1923 dalla pasticceria Arione di Cuneo, il Bônet (un budino al cioccolato e amaretti), e i biscotti di meliga, preparati con farina di mais.
Numerosi ristoranti e trattorie a Busca e dintorni permettono di assaporare queste specialità. Tra i locali consigliati figurano il San Quintino Resort, che propone cucina italiana contemporanea, Porta Santa Maria, rinomato per i piatti di pesce e la cucina mediterranea, e l’Osteria Fuorimano, che celebra la tradizione piemontese con un tocco innovativo. La Gastronomia Il Sorriso di Michela Aimar è il luogo ideale per acquistare prodotti locali a km zero, pasta fresca e preparazioni tradizionali.
Curiosità e leggende
Il Castello del Roccolo custodisce anche un affascinante mistero. Si narra infatti che nelle sue sale si aggiri il fantasma di Melania d’Azeglio, figlia dei marchesi Roberto e Costanza, che sposò il senatore Salvatore Pes, marchese di Villamarina. Secondo la leggenda, il suo spirito buono vaga ancora di notte nel castello e nel parco, in attesa del ritorno dell’amato marito. Il cippo dedicato a Melania nel parco è una delle tappe più suggestive della visita.
Recentemente, durante i lavori di restauro della Cappella di San Quintino, situata nell’omonima frazione di Busca ai piedi della collina del Roccolo, è stata rinvenuta un’antica meridiana di cui non si conosceva l’esistenza. Questo ritrovamento sottolinea come il territorio continui a rivelare sorprese e testimonianze del passato. La cappella, restaurata nel 2025, è punto di partenza per suggestive passeggiate che conducono al Castello del Roccolo attraverso sentieri immersi nella natura.
Un’altra curiosità riguarda la Reale Galleria (oggi Galleria Sabauda) di Torino, la cui creazione fu proposta proprio da Roberto Tapparelli d’Azeglio a Carlo Alberto nel 1831. Il marchese ne fu direttore per ventidue anni, dimostrando una passione per l’arte e la cultura che si riflette anche negli arredi e nelle decorazioni del Castello del Roccolo.
Un invito alla scoperta
La Cappella del Castello del Roccolo rappresenta molto più di una semplice meta turistica: è un’esperienza che coinvolge i sensi e l’anima. Passeggiare nel parco al tramonto, quando le ombre si allungano tra gli alberi secolari e il canto degli uccelli accompagna i passi; ammirare gli affreschi e le decorazioni neogotiche che raccontano il sogno di una famiglia illuminata; assaporare i prodotti genuini della tradizione cuneese in una trattoria accogliente: tutto questo rende la visita a questo angolo di Piemonte un’esperienza indimenticabile.
Che siate appassionati di storia e architettura, amanti della natura, cultori dell’enogastronomia o semplicemente in cerca di un luogo dove riscoprire la bellezza e la tranquillità, il Castello del Roccolo e la sua cappella sapranno conquistarvi. Come scriveva il marchese Roberto d’Azeglio, sensibile alle suggestioni romantiche della sua epoca, questo luogo fu concepito come un rifugio dove poter “godere della bellezza in tutte le sue forme”. Un invito che, a distanza di quasi due secoli, conserva intatta tutta la sua forza e il suo fascino.




























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