Di pietra e di luce, il borgo abruzzese rinasce nell’abbraccio candido dell’inverno, immortalato dallo sguardo di Franco Di Carlo.
Esiste un momento preciso, sospeso tra il respiro della terra e quello del cielo, in cui la realtà cede il passo alla fiaba. Accade quando i primi fiocchi scendono su Castel del Monte, nell’aquilano, trasformando l’antica roccaforte di pietra in un’apparizione onirica. Non è semplicemente meteorologia; è una liturgia silenziosa che veste il borgo di un abito sacro, restituendoci un’immagine che ha il sapore dell’eterno.
La fotografia di Franco Di Carlo non si limita a documentare un paesaggio: cattura un’emozione. Lo scatto ci porta dritti al cuore di questo “borgo già incantevole di suo”, che però, sotto il tocco della neve, subisce una metamorfosi sentimentale.
Come osserva con profonda sensibilità lo stesso autore, Castel del Monte “con le prime nevi diventa un sogno: silenzioso, raccolto, come se il tempo si fermasse per ammirarlo”. Ed è proprio questa la sensazione che pervade l’osservatore: l’arrestarsi frenetico del tempo moderno per lasciare spazio al ritmo lento delle stagioni. Le case, che solitamente mostrano la fierezza rugosa della pietra viva, ora “brillano di bianco”, ammorbidite, quasi addolcite dal gelo che paradosso non è, ma protezione.
C’è una poetica struggente nei vicoli imbiancati. La neve cancella gli spigoli, attutisce i rumori, e come scrive Di Carlo, fa sì che “ogni vicolo sembri una carezza d’inverno”. È una carezza visiva, tattile, che invita al raccoglimento, a camminare in punta di piedi per non disturbare la grandiosità del Gran Sasso che veglia dall’alto.
Ma è quando il giorno decide di congedarsi che la magia raggiunge il suo apice. La luce radente del tramonto non si spegne semplicemente; incendia il bianco, trasformandolo in oro e cipria. “Quando il sole cala”, prosegue il racconto dell’autore, “una luce calda avvolge il borgo, facendolo brillare come un ultimo, dolcissimo abbraccio del giorno”.
In questo contrasto cromatico – tra il freddo cristallino della neve e il calore avvolgente della luce serale – risiede l’anima di Castel del Monte. È un luogo dove la pietra racconta storie millenarie e la neve, ogni inverno, torna a scriverci sopra nuove pagine di silenzio e bellezza. Grazie allo sguardo di Franco Di Carlo, ci viene ricordato che la meraviglia non è lontana: è qui, in un borgo di pietra che sa farsi culla, sogno e poesia.




























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