Arroccato su una collina che domina il borgo di Manta, all’ombra del maestoso Monviso e incorniciato dalle imponenti Alpi Cozie, il Castello della Manta è uno dei tesori meglio conservati del Piemonte medievale.
Non aspettatevi un castello da favola con torri slanciate e mura merlate: questo maniero dall’aspetto austero nasconde al suo interno un gioiello assoluto dell’arte tardogotica europea, un ciclo di affreschi che vi lascerà senza fiato e che da solo vale il viaggio. Come recita il motto dei conti della Manta inciso sul camino all’ingresso, questo luogo straordinario è “da ammirare con calma”.
Castello della Manta: storia di una dimora marchionale
Le origini del Castello della Manta risalgono al XIII secolo, quando nacque come avamposto militare sulla via che collega Saluzzo alla Val Varaita. La struttura che vediamo oggi è il risultato di trasformazioni successive, ma la vera rinascita avvenne nel XV secolo grazie a Valerano Saluzzo della Manta, figlio naturale del marchese Tommaso III di Saluzzo. Uomo colto e raffinato, Valerano trasformò la severa fortezza in una splendida dimora signorile, chiamando i migliori artisti dell’epoca per decorarne le sale.
Tommaso III, padre di Valerano, fu figura chiave per comprendere l’anima del castello: durante la sua prigionia nel castello di Torino tra il 1394 e il 1396, scrisse il celebre poema cavalleresco Le Chevalier Errant (Il Cavaliere Errante), un’allegoria della vita che racconta il viaggio di un cavaliere attraverso i mondi di Amore, Fortuna e Conoscenza. Proprio da questo testo si ispirarono gli affreschi che oggi rendono famoso il castello in tutto il mondo.
Con l’estinzione del casato dei Saluzzo alla fine del XVIII secolo, il castello venne abbandonato e cadde in rovina, utilizzato persino come ospedale militare durante il periodo napoleonico. Nel 1860 fu acquistato dai conti Radicati di Marmorito che intrapresero importanti lavori di ristrutturazione. Infine, nel 1984, la contessa Elisabetta de Rege Thesauro lo donò al FAI (Fondo Ambiente Italiano), che da allora lo gestisce e lo ha riportato al suo antico splendore.
La Sala Baronale: un capolavoro tardogotico
Il cuore pulsante del Castello della Manta è senza dubbio la Sala Baronale, che custodisce uno dei più straordinari cicli pittorici tardogotici dell’Italia settentrionale. Entrando nella sala attraverso una porticina, vi troverete faccia a faccia con diciotto figure maestose che sembrano uscite dalle pagine di un libro di cavalleria: nove eroi e nove eroine dell’antichità, effigiati con abiti sontuosi e preziosissimi che rispecchiano la moda del primo Quattrocento.
Realizzati tra il 1416 e il 1424 circa da un maestro anonimo conosciuto come il “Maestro del Castello della Manta”, gli affreschi rappresentano i Nove Prodi (Ettore, Alessandro Magno, Giulio Cesare, Giosuè, Davide, Giuda Maccabeo, Re Artù, Carlo Magno e Goffredo di Buglione) e le Nove Eroine (Deifile, Sinope, Ippolita, Semiramide, Etiope, Lampeto, Tomiri, Teuca e Pentesilea), ispirati al poema del marchese Tommaso III. Questi personaggi, secondo la tradizione iconografica classica, ebraica e cristiana, portano i tratti dei marchesi e delle marchese di Saluzzo, in un magnifico omaggio alla famiglia.
Sulla parete opposta domina la scena della Fontana della Giovinezza, tema medievale di straordinaria rarità: personaggi di ogni età e rango si immergono in una fontana esagonale per uscirne giovani e rigenerati, pronti a vivere nell’eterno giardino dell’amore cortese. Gli affreschi sono impreziositi dal misterioso motto “Leit”, ripetuto più volte: il suo significato è ancora dibattuto, ma secondo alcune interpretazioni deriva dal tedesco arcaico con il significato di “guida” o “condottiero”, mentre altre lo riconducono al provenzale con il senso di “lieto” o all’espressione “leit leit”, ovvero “con calma”, “adagio adagio”.
Le altre meraviglie del Castello della Manta
Oltre alla Sala Baronale, il castello offre altri ambienti di grande interesse. La cinquecentesca Sala delle Grottesche, parte dell’appartamento voluto da Michele Antonio della Manta intorno al 1560, presenta un soffitto finemente dipinto con decorazioni a stucco, grottesche, antiche rovine e architetture rinascimentali che testimoniano l’influenza della cultura italiana centrale. In una piccola nicchia si conserva un delicato affresco quattrocentesco della Madonna del Latte, raffigurante la Vergine che allatta Gesù.
Non perdete la biblioteca privata, le cucine e le aree di servizio che offrono uno spaccato affascinante della vita quotidiana nelle dimore nobiliari. Il giardino che circonda il castello regala viste panoramiche mozzafiato sulle Alpi Cozie e sul Monviso, creando una cornice naturale perfetta per questo gioiello architettonico.
Monviso, the highest peak of the Cottian Alps (Alpi Cozie), covered in snow under a clear sky
Informazioni pratiche per la visita
Il Castello della Manta si trova in Via De Rege Thesauro 5, a Manta, a pochi chilometri da Saluzzo in provincia di Cuneo. Per raggiungerlo in auto, prendete l’autostrada A6 Torino-Savona, uscita Marene, proseguite per Savigliano e Saluzzo, quindi seguite le indicazioni per Manta. È presente un piccolo parcheggio all’ingresso del castello e un altro nei pressi della piazza del Municipio. Dal parcheggio dovrete percorrere una strada di ghiaia in salita per qualche centinaio di metri: indossate scarpe comode.
Il castello è aperto da mercoledì a domenica con orari variabili a seconda della stagione. Da febbraio a giugno e da settembre a novembre l’orario è 10:00-18:00, mentre da giugno ad agosto è 11:00-19:00. I biglietti costano €11,00 per l’intero, €4,00 per i ragazzi dai 6 ai 18 anni e per gli studenti fino ai 25 anni, mentre l’ingresso è gratuito per gli iscritti FAI e per i bambini fino ai 5 anni. Sono disponibili visite guidate con un supplemento di €4,00 per gli iscritti FAI e €4,00 aggiuntivi al biglietto d’ingresso per i non iscritti. È consigliabile acquistare i biglietti online sul sito del FAI per evitare code.
Le tipicità gastronomiche del territorio del Castello della Manta
Una visita al Castello della Manta non può prescindere dalla scoperta delle eccellenze enogastronomiche del Saluzzese e del Cuneese, terre ricche di sapori autentici che affondano le radici nella tradizione contadina e nobiliare. La cucina di questa zona si basa su ingredienti locali di altissima qualità: carni pregiate, formaggi d’eccellenza, pasta fresca e dolci artigianali.
Tra i primi piatti non potete perdere gli agnolotti del plin, piccoli ravioli ripieni di carne brasata serviti con burro e salvia, e i tajarin, sottilissime tagliatelle all’uovo tipiche delle Langhe. Una variante raffinata sono gli agnolotti al Castelmagno DOP, il celebre formaggio della Valle Grana che viene fuso in una salsa vellutata. Dalla Val Varaita provengono le ravioles, simili agli gnocchi ma realizzate con patate di montagna e Tomino di Melle, condite con abbondante burro d’alpeggio.
Il piatto simbolo del territorio è la Bagna Càuda, salsa calda a base di aglio, acciughe e olio extravergine d’oliva servita come intingolo per verdure di stagione, perfetta per essere gustata nella stagione fredda. Tra i secondi domina il brasato al Barolo, preparato con carne di Fassona piemontese marinata per ore nel celebre vino e cotta lentamente fino a diventare tenerissima. La Gallina bianca di Saluzzo, presidio Slow Food, è un’altra eccellenza da provare.
E i formaggi
I formaggi sono protagonisti assoluti: oltre al Castelmagno DOP, trovate la Toma piemontese, la Robiola fresca, il Tumin dal Mel e il Nostrale. Tra i salumi spiccano quelli tipici piemontesi, perfetti per comporre un tagliere tradizionale.
Per quanto riguarda i dolci, a Saluzzo e dintorni potrete assaggiare i Saluzzesi al Rhum, praline raffinate con cioccolato e rhum, e i Cuneesi al Rhum, creati dalla storica pasticceria Arione e tanto golosi che persino Ernest Hemingway venne ad assaggiarli nel 1954. Non dimenticate la panna cotta, regina della tradizione piemontese, servita con salsa ai frutti di bosco o caramello. La zona è inoltre famosa per la frutticoltura: pesche, albicocche, susine ramassin, mele, pere e kiwi sono prodotti di eccellenza venduti al tradizionale “mercato delle donne” (el mercà d’le fômne) che si tiene ogni sabato a Saluzzo.
I vini del territorio non sono da meno: tra i Doc Colline Saluzzesi spiccano il Pelaverga e il Quagliano, perfetti per accompagnare i piatti locali.
Curiosità e leggende del Castello della Manta
Il Castello della Manta è avvolto da un’aura di mistero e leggende che lo rendono ancora più affascinante. Si narra che tra le sue mura si aggirino tre fantasmi. Il primo è quello della Dama Bianca, una nobildonna feroce e dalle numerose relazioni amorose che, quando si stancava dei suoi amanti, li faceva gettare in un pozzo. Scoperta dal marito, questi organizzò una vendetta ingegnosa: privò i cavalli dell’acqua per giorni e, quando la donna partì in carrozza, le bestie assetate si gettarono verso il fiume, facendo annegare tutti gli occupanti. Lo spirito della Dama Bianca vagherebbe ancora al terzo piano del castello, lasciando nell’aria un delicato profumo di gelsomino e giocando dispetti ai visitatori.
Il secondo spirito è quello di un giovane straniero, esperto di erbe medicinali e riti magici, che si innamorò della figlia del castellano. Il padre, infuriato, costrinse la ragazza a ritirarsi in convento. Il giovane, straziato dal dolore, si gettò da uno dei torrioni del castello. Si dice che nelle notti di luna piena il suo spirito vaghi ancora alla ricerca dell’amore perduto.
La terza leggenda riguarda una bella contadina addetta a mantenere colme le botti di vino bianco, esentata dal lavoro nei campi per il suo aspetto. Quando il suo innamorato, un coraggioso scudiero, morì tragicamente durante una battuta di caccia, lei si rinchiuse nella “crota d’l vin bianc”. Molti raccontano di averla incontrata e di aver udito il suo pianto nelle notti di fine inverno.
Un altro mistero del castello riguarda un mappamondo nascosto nel soffitto di una delle sale del secondo piano, testimonianza delle conoscenze geografiche dell’epoca.
Nei dintorni: Saluzzo e oltre
Il Castello della Manta è il punto di partenza ideale per esplorare il territorio saluzzese. A soli 5 chilometri si trova Saluzzo, una delle città più affascinanti del Piemonte, con il suo centro storico medievale perfettamente conservato, caratterizzato da viuzze acciottolate, eleganti palazzi nobiliari e chiese gotiche. Non perdete la Castiglia, l’antico castello che domina il borgo, Casa Cavassa con il suo museo civico ricco di affreschi, e la suggestiva chiesa di San Giovanni con le sepolture dei marchesi di Saluzzo.
A circa 9 chilometri da Saluzzo si trova l’Abbazia di Staffarda, fondata nel 1135 dai monaci cistercensi, un complesso architettonico di grande bellezza immerso nella campagna. Altri castelli della zona meritano una visita, come i castelli di Lagnasco e Villa Belvedere di Saluzzo, antica casina di caccia dei marchesi.
Il territorio circostante offre anche splendidi itinerari naturalistici: dalle colline del Saluzzese potrete godere di viste spettacolari sul Monviso, la montagna simbolo del Piemonte, e sulle Alpi Cozie. La vicinanza alle valli alpine, come la Val Varaita, permette di combinare cultura e natura in un unico viaggio.
Il Castello della Manta non è solo un monumento da visitare: è un’esperienza che vi porterà indietro nel tempo, tra dame e cavalieri, affreschi meravigliosi e paesaggi da cartolina. La combinazione perfetta tra arte, storia, natura e gastronomia rende questo luogo una meta imperdibile per chi vuole scoprire il Piemonte più autentico e affascinante. Prendetevi il vostro tempo, come suggerisce il motto del castello, e lasciatevi incantare dalla magia di questo tesoro medievale.




























Discussion about this post