Quando affrontate il ponte che conduce al Castello di Celleno, non è solo una struttura di pietra e tufo a darvi il benvenuto: è un viaggio indietro nei secoli, un dialogo silenzioso con il Medioevo che non vuole morire. Situato nella provincia di Viterbo, nel cuore della Tuscia, questo straordinario borgo fantasma rappresenta una delle gemme nascoste più affascinanti del Lazio, un luogo dove la storia non è una lezione da imparare, ma un’esperienza da respirare.
Celleno Vecchia, come viene denominato il nucleo antico, sorge su uno sperone di tufo a 341 metri d’altezza, tra il Lago di Bolsena e il Lago di Alviano. Le origini del castello risalgono all’epoca etrusca (IV-III secolo a.C.), ma è il Medioevo che ha dato forma al borgo che osservate oggi. Costruito tra il X e l’XI secolo dai Conti di Bagnoregio come fortezza strategica, il Castello Orsini – che prende il nome dalla famiglia che lo dominò nel XVI secolo – rappresenta ancora oggi il simbolo di questo luogo incantevole. Il suo maestoso ponte levatoio, rimasto intatto nei secoli, e le possenti torri di guardia narrano storie di battaglie, alleanze e vite passate, trasformando ogni angolo del borgo in un capitolo di storia medievale.
Ciò che rende Celleno veramente straordinario è il suo abbandono consapevole. A partire dagli anni Trenta del Novecento, terremoti e frane convinsero gli abitanti a trasferirsi nella nuova Celleno, situata più in basso. Oggi, il borgo antico rimane disabitato – eccetto per la viva memoria che custodisce – ma perfettamente visitabile. Camminando per le viuzze tortuose, scoprirete case in tufo rosso senza intonaco, la Chiesa di San Carlo (costruita nel 1625), i ruderi della Chiesa di San Donato e un intricato sistema di cavità scavate nella roccia – le cosiddette “celle” – dove anticamente si conservavano vino, olio e viveri.
Una curiosità affascinante caratterizza il Castello: nel 1973, il celebre pittore Enrico Castellani, considerato padre del minimalismo, si innamorò di questo luogo a prima vista e ne acquistò il castello. Per oltre quarant’anni, questo artista italiano di fama mondiale – le cui opere decorano i musei più prestigiosi del pianeta, dal MoMA di New York al Guggenheim – ha vissuto e lavorato a Celleno, restaurando il castello e convivendo creativamente con il fascino del passato fino alla sua morte nel 2017.
Le Ciliegie: Il Sapore Dolce della Tradizione
Se la storia parla di castelli e battaglie, il palato racconta un’altra storia altrettanto affascinante. Celleno è la capitale indiscussa della ciliegia Ravenna della Sabina, una varietà introdotta nel territorio durante il tardo Medioevo. Queste piccole meraviglie – caratterizzate da una polpa croccante e un sapore intenso – sono state riconosciute dal Ministero delle Politiche Agricole come Prodotto Agroalimentare Tradizionale. La tradizione vuole che Papa Onorio IV, ricevuto in dono un cesto di ciliegie cellenesi, se ne innamorasse perdutamente. A buona ragione: ogni giugno, quando i ciliegi sbocciano, le distese di biancospino e cremisi trasformano il paesaggio della Teverina in un quadro impressionista.
Dal 1960, Celleno celebra questo frutto simbolico con la Festa delle Ciliegie, manifestazione giunta ormai alla 38ª edizione (6-8 giugno 2025). Durante questo weekend, le vie del borgo si animano di carri allegorici, sfilate in costume e – soprattutto – di delizie gastronomiche. Imperdibili le frittelle di ciliegie fritte al momento, ma la vera regina della festa è la celebre “Crostatona”: una crostata di confettura di ciliegie lunga circa 20 metri, preparata dalle donne del paese. Il concorso internazionale dello “Sputo del Nocciolo” (26ª edizione), con record da battere di 22,80 metri, aggiunge una nota goliardica e divertente all’evento.
Quando Visitare e Come Muoversi
Il Castello di Celleno è visitabile tutto l’anno, anche se la primavera (aprile-maggio) e l’estate precoce regalano il massimo della bellezza paesaggistica. Celleno si trova a soli 90 minuti da Roma, nella provincia di Viterbo, facilmente raggiungibile in auto da Roma in direzione Viterbo-Orvieto. Il borgo antico non è completamente accessibile per ragioni di sicurezza (le mura sono fragili), ma una passeggiata attorno al castello e attraverso i principali percorsi interno è totalmente possibile e affascinante.
Per approfondire storia e leggende, vi consiglio di visitare il sito ufficiale: www.visitlazio.com/celleno/. I ristoranti del borgo – come San Rocco Vino e Cucina Tipica – offrono menù che celebrano le ciliegie e i prodotti locali della Strada del Vino della Teverina.
Celleno non è una destinazione per chi corre. È un luogo che chiede di essere sentito, dove la bellezza decadente di un passato magnifico si intreccia con la dolcezza di frutti coltivati da secoli. È il genere di posto che cambia il modo di vedere l’Italia: non come museo, ma come continua conversazione tra passato e presente.




























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