Immagina di percorrere una strada tortuosa che si snoda tra vigne, uliveti e pascoli della campagna romana, quando all’improvviso, da uno sperone di tufo vulcanico che si innalza come un’isola nel mare verde, appare il profilo merlato del Castello di Ceri, a Cerveteri in provincia di Roma.
È un’apparizione che toglie il fiato, un viaggio nel tempo che inizia ancora prima di varcare l’unica porta medievale che conduce al borgo.
Il Castello di Ceri: un Palazzo che racconta secoli di storia
Il Castello di Ceri, noto anche come Palazzo Torlonia, è il cuore pulsante di questo minuscolo borgo medievale eretto su una rupe tufacea nel comune di Cerveteri. La struttura attuale, con la sua caratteristica pianta a “L”, affaccia i suoi lati esterni sulla piazzetta dell’Immacolata e sulla strada d’accesso, mentre i lati interni dominano uno spettacolare giardino pensile che abbraccia la valle circostante.
La storia del palazzo inizia nel 1470, quando gli Orsini conti dell’Anguillara edificarono la nuova rocca. Ma è l’epico assedio del 1503 a rendere questo luogo leggendario: per ben 36 giorni, le truppe del temibile Cesare Borgia, il Duca Valentino, bombardarono la rocca con oltre 6.000 cannonate, impiegando secondo alcune fonti persino le micidiali macchine da guerra progettate da Leonardo da Vinci. Asserragliato sulla rocca a difesa del suo possedimento c’era Renzo da Ceri, il valoroso Lorenzo Orsini, che alla fine si arrese l’8 aprile 1503.
Nel corso dei secoli, il palazzo passò di mano tra le più illustri casate nobiliari: dai Borromeo agli Odescalchi, dai Serra di nuovo ai Borromeo. Ma è nel 1833 che il volto del borgo cambia radicalmente, quando Don Alessandro Torlonia acquista il palazzo insieme a gran parte dell’antico borgo e alle campagne circostanti. Con passione e predilezione particolare per questo luogo tranquillo, ideale per riposare e andare a caccia di antichità, Don Alessandro avvia radicali rinnovamenti: demolisce molte case per creare la grande piazza centrale, costruisce la nuova cinta muraria merlata con finti cannoni in ghisa per accentuare l’immagine difensiva, e realizza il magnifico giardino pensile, conformandosi allo stile architettonico tardo romantico tanto in voga nell’Ottocento.
Tesori artistici e spirituali
All’interno del Piano Nobile del castello si conservano saloni con pareti decorate da affreschi del XVI secolo e altri più tardi del XIX secolo. Ma il vero tesoro artistico del borgo è custodito nella vicina Chiesa della Madonna di Ceri, il santuario parrocchiale che domina la piazzetta principale.
La chiesa, originariamente dedicata a San Felice II papa e martire, conserva un nucleo antichissimo: l’abside risale a epoca antecedente al ‘300. Ma è nel 1980, durante i restauri, che viene alla luce un tesoro inaspettato: sulla parete destra della navata centrale emergono affreschi di scuola romana del XII secolo, raffiguranti scene tratte dall’Antico Testamento e storie della vita di San Silvestro. Questi affreschi, di straordinario valore sia per l’epoca che per le tecniche pittoriche impiegate, mostrano una vivacità narrativa e colori brillanti che richiamano gli affreschi della basilica inferiore di San Clemente a Roma. Particolare curioso: sullo zoccolo della parete destra si possono ammirare scene inconsuete per un luogo di culto, come scene di cucina, diavoli in lotta e persino una chimera.
Il giardino incantato
Il giardino pensile del castello è un’oasi di pace e bellezza che si apre come un abbraccio sulla valle circostante. Questo magnifico giardino all’italiana dall’aspetto ottocentesco è caratterizzato da vialetti sinuosi, aiuole dove sbocciano coloratissimi fiori, e intorno essenze tipiche della macchia mediterranea come pini, lecci e cipressi. Dalla parte opposta, un profumatissimo agrumeto con la sua limonaia completa questo angolo di paradiso.
Il castello apre periodicamente le sue porte al pubblico con eventi speciali come “Le Domeniche al Castello” e “Giardino di Primavera”, occasioni in cui è possibile visitare le sale del Piano Nobile con breve racconto della storia, passeggiare nel giardino e partecipare a degustazioni di prodotti del territorio.
Sapori autentici del territorio del Castello di Ceri
Visitare Ceri significa anche immergersi nei sapori genuini della tradizione romana e laziale. Nel borgo e nelle immediate vicinanze si trovano trattorie storiche che dal 1957 portano avanti la cultura culinaria locale con passione e dedizione. La Trattoria La Rocca, il Ristorante Sora Lella e il Ristorante La Casetta offrono cucina schietta e genuina che non manca di conquistare ogni palato.
I piatti tipici seguono la tradizione romana: dalla celebre carbonara alla cacio e pepe, dagli immancabili bucatini all’amatriciana ai cuori di carciofo alla maggiorana, senza dimenticare il ghiotto maialino al forno che fa la gioia dei buongustai. Tutto rigorosamente preparato con prodotti locali e accompagnato dai pregiati vini dei Colli Ceriti.
Il territorio circostante vanta una tradizione di eccellenza nell’olio extravergine d’oliva, prodotto artigianalmente dal Frantoio Paoloni che da oltre 37 anni trasforma con maestria le olive locali in un olio di qualità, con grande attenzione all’ecosostenibilità. Con il nocciolo delle olive si ottiene infatti il nocciolino, un combustibile per le caldaie a biomassa.
Non può mancare il pane fresco fatto in casa secondo la tradizione, preparato con farina a chilometro zero dalle massaie locali. L’Antico Forno a Legna Piergentili nel centro storico di Cerveteri rappresenta un punto di riferimento per i pani a lievitazione naturale, multicereali e il classico pane casereccio dal gusto antico e fragrante, la pizza bianca alla pala impastata con olio extravergine d’oliva, e i dolci caserecci come ciambelline al vino ceretano, tozzetti e crostate.
Curiosità e leggende
Il borgo conserva storie affascinanti che alimentano il mistero e il fascino del luogo. La cantina antichissima della Trattoria La Rocca, probabilmente fondata tra la fine del periodo etrusco e l’avvicendarsi di quello romanico, è interamente scavata nel tufo e viene ancora oggi usata per conservare i vini pregiati. La leggenda narra di un fantasma avvistato in questa cantina: alcuni turisti scattarono una foto in cui apparve la figura di un uomo, dando inizio a un lungo passaggio di medium e curiosi attratti da questo mistero.
Nella piazza principale del borgo troneggia una statua della Madonna in ghisa, un manufatto dalla storia enigmatica: fu ritrovata nel lago del Fucino durante la sua bonifica e ancora oggi se ne ignora la reale provenienza.
Prima degli Etruschi e dei Romani che abitarono questi luoghi fin dall’età del bronzo, Ceri potrebbe essere stata un sito di venerazione di antiche divinità. Le campagne circostanti conservano tracce di necropoli etrusche, testimonianza di quando Ceri era un centro satellite dell’antica Caere Vetus, l’odierna Cerveteri.
Informazioni pratiche per la visita
Il Castello di Ceri è visitabile su prenotazione contattando il numero 06 5783698 o 340 1181261, oppure scrivendo a castellodiceri@libero.it. Durante gli eventi speciali, il giardino e le sale del Piano Nobile aprono con visite guidate gratuite e degustazioni.
Come arrivare: da Roma, il borgo dista circa 38 km ed è raggiungibile in auto percorrendo la SS1 via Aurelia fino al km 32,500 (bivio per Ceri), oppure uscendo dall’autostrada A12 a Torrimpietra (da sud) o Cerveteri (da nord). Con i mezzi pubblici, si può prendere il treno da Roma Termini a Ladispoli-Cerveteri, poi proseguire con l’autobus urbano linea 22 che collega Cerveteri a Ceri. Il viaggio in auto richiede circa un’ora.
Un parcheggio gratuito si trova a sud del paese, da cui parte la suggestiva rampa che sale al borgo attraverso l’unica porta medievale ad arco. Il borgo è talmente piccolo e raccolto che una visita può essere completata anche in mezza giornata, ma il fascino del luogo merita di essere assaporato con calma.
Il castello oggi ospita anche un hotel per vacanze rilassanti e funge da apprezzata location per matrimoni ed eventi speciali. Durante l’anno si svolgono manifestazioni culturali, mostre d’arte, concerti e degustazioni che animano questo gioiello medievale.
Visitare il Castello di Ceri significa compiere un autentico viaggio nel tempo, dove ogni pietra racconta secoli di storia, ogni affaccio panoramico regala scorci mozzafiato sulla campagna etrusca, e ogni assaggio riporta ai sapori genuini di una volta. È un’esperienza che conquista il cuore e l’anima, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato per regalarci la bellezza di un’Italia autentica, lontana dalla frenesia moderna, dove ancora si respira l’essenza vera del territorio e delle sue tradizioni.




























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