Immaginate di salire su una collina della provincia di Modena, tra prati ondulati e filari di vigneti che si perdono all’orizzonte. Qui, nella frazione di Levizzano Rangone, vi aspetta il Castello di Levizzano Rangone, una delle fortezze più affascinanti e meno conosciute dell’Emilia-Romagna.
Non è uno di quei castelli che catturano i riflettori dei grandi tour operator, ma proprio per questo il Castello di Levizzano Rangone conserva un’autenticità rara: una magia che solo i luoghi capaci di raccontare mille anni di storia sanno regalare.
La prima cosa che colpisce, quando ci si avvicina, è la sua Torre Matildica, massiccia e quadrata, che svetta verso il cielo come una sentinella vigilante. È qui che tutto ha inizio—un insediamento fortificato eretto probabilmente alla fine del IX secolo come baluardo difensivo contro le scorribande degli Ungari che percorrevano la Pianura Padana. Il primo documento che menziona il Castello di Levizzano Rangone risale all’890, quando apparteneva all’Abbazia di Nonantola. Poi, nel 1038, il Vescovo Viberto di Modena lo cedette al marchese Bonifacio di Toscana, padre della leggendaria Matilde di Canossa. Sì, quello stesso luogo che avrebbe ospitato uno dei personaggi più straordinari del Medioevo italiano.
Camminando all’interno della cinta muraria del Castello di Levizzano Rangone, vi renderete conto che ogni pietra è un messaggio dal passato. Dal XII secolo in poi, il complesso fu restaurato e ampliato: venne aggiunto il palazzo feudale e costruita una galleria sotterranea—ancora oggi visibile—che collegava il palazzo alla Torre Matildica. Ma l’evoluzione più affascinante del Castello di Levizzano Rangone avvenne nel XVI secolo, quando la famiglia Rangoni consolidò il suo potere. Fu allora che nacquero le cosiddette “Stanze dei Vescovi”, stupefacenti ambienti affrescati con cicli rinascimentali che vi trasporteranno indietro nel tempo. Dal salone principale, si accede a un loggiato con vista mozzafiato sulle colline disseminate di vigneti: un’atmosfera da favola.
Come Visitare il Castello di Levizzano Rangone: Informazioni Pratiche
Il Castello di Levizzano Rangone è visitabile esclusivamente con visita guidata, su prenotazione. Non è una limitazione, ma un’opportunità: le visite guidate—che durano circa 1 ora e 15 minuti, inclusa l’esplorazione del Museo Rosso Graspa—sono condotte da persone che amano profondamente questo luogo. Il costo è di soli 4 euro per adulto (gratuito fino ai 12 anni). È necessario presentarsi nella corte esterna del castello qualche minuto prima dell’orario stabilito. La prenotazione si effettua online sul sito www.experiencemore.it.
Nel 2025, le aperture primaverili e estive del Castello di Levizzano Rangone si distribuiscono soprattutto nei fine settimana: sabato pomeriggio dalle 14:30 alle 19:00 e domenica dalle 14:30 alle 19:00, con aperture da marzo a novembre. È consigliabile controllare il calendario aggiornato prima di pianificare la visita, poiché alcune date potrebbero essere riservate a eventi speciali.
Il Museo Rosso Graspa: Dove Pulsa il Cuore Contadino
All’interno del Castello di Levizzano Rangone si trova il Museo Rosso Graspa, un’esperienza immersiva dedicata alla storia del vino e della società rurale. Qui, attrezzi agricoli, utensili per la vinificazione e straordinarie fotografie storiche del fotografo Giuseppe Simonini raccontano la vita nei campi tra le due guerre. Ma ciò che rende unico il museo sono i “tappeti sonori”—dispositivi interattivi che si attivano al vostro passaggio e vi permettono di ascoltare le voci del passato nel dialetto locale. È museo, sì, ma anche teatro della memoria dove respirare l’atmosfera autentica dell’Emilia rurale.
Le Tipicità Gastronomiche: Il Racconto del Territorio nel Piatto
Visitare il Castello di Levizzano Rangone significa entrare nel cuore di uno dei territori gastronomici più generosi d’Italia. Qui, a Castelvetro di Modena, nascono alcune delle eccellenze che hanno reso famosa l’Emilia-Romagna in tutto il mondo.
Il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP è il vino principe di questi colli. Di colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, questo vino frizzante offre un profumo intenso di frutta rossa, mora e amarena, con note di violetta e mandorla fresca. È corposo e strutturato, perfetto per accompagnare i salumi e i formaggi della tradizione. Assaggiatelo freddo, a 12-14°C, mentre gustate lo gnocco fritto, il vero fast-food emiliano: un impasto semplice di farina, acqua frizzante e strutto, fritto nello stesso strutto fino a gonfiare come un pallone dorato. Servito caldo, accompagnato da salumi e formaggi invecchiati, è un’esperienza che cambia la vita.
E poi c’è l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, il “nero liquido” che rende immortale ogni piatto. A Castelvetro, l’Acetaia Comunale, condotta dai Maestri Assaggiatori della Consorteria, vi permette di scoprire come questo elisir nasce dall’invecchiamento lentissimo del mosto in botti di legno pregiato. È non solo un condimento, ma una filosofia di vita.
Curiosità e Magia del Luogo
Una curiosità affascinante riguarda il cunicolo sotterraneo che, secondo le leggende locali, collegava il castello al di fuori delle mura—una via di fuga per gli assediati. Non è storicamente confermato, ma il fascino che emana da questi muri suggerisce che ogni storia sia possibile.
Negli anni pari, il borgo di Castelvetro di Modena—sceso dalla collina dove sorge il Castello di Levizzano Rangone—ospita la “Dama Vivente”, una rievocazione in costume medievale sulla Piazza della Dama, con la celebre pavimentazione a scacchiera rinascimentale. È un momento magico in cui il Medioevo ritorna a vivere.
Il Viaggio Vale la Pena
Il Castello di Levizzano Rangone non è una meta per chi vuole raccogliere “selfie da museo”. È una destinazione per chi desidera comprendere come gli uomini, nel Medioevo, costruivano fortezze non solo per difendersi, ma per sognare. Per chi vuole assaggiare vini e cibi che raccontano il territorio con più eloquenza di mille parole. Per chi riconosce che la vera ricchezza di un viaggio non si misura in ore di coda, ma in momenti di consapevolezza.
Salite quella collina. Varicate le mura del Castello di Levizzano Rangone. Ascoltate i sussurri del passato. Il vostro cuore vi ringrazierà.




























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