Appena varco la soglia della chiesa di San Panfilo a Villagrande di Tornimparte, ho la sensazione di entrare in un luogo sospeso, dove il tempo rallenta e i colori del Rinascimento aquilano si riaccendono sulla pietra antica. La piccola frazione abruzzese, stretta tra i profili dell’Appennino e i silenzi della Conca aquilana, custodisce uno scrigno d’arte che dall’esterno non immagini. È qui che inizia l’esperienza di viaggio e fotografia di Roberto Dundee, venuto fin qui per raccontare con l’obiettivo l’anima nascosta di questo borgo di montagna.
Dentro, l’occhio corre subito verso l’abside: un’esplosione di figure, angeli, santi e volti che riempiono la volta con la scena del Dio Padre benedicente circondato da un coro celeste. Sono gli affreschi realizzati alla fine del Quattrocento da Saturnino Gatti, uno dei maestri più raffinati del Rinascimento aquilano, chiamato qui tra il 1489 e il 1494 per trasformare il presbiterio in un vero teatro sacro. Le pareti laterali raccontano gli episodi della Passione di Cristo, dalla cattura nell’orto al Bacio di Giuda, dalla Flagellazione al Compianto, in un susseguirsi di scene che sembrano muoversi alla luce che entra dalle piccole finestre strombate.
Roberto si ferma a lungo sotto il catino absidale, la macchina fotografica pronta ma il dito esitante sul pulsante di scatto: prima occorre ascoltare il silenzio del luogo. La luce filtra dall’alto, rimbalza sul pavimento di pietra consunta e risale lungo le colonne fino alle campiture verdi e rosse degli affreschi, disegnando contrasti morbidi e profondi. In quell’istante, il fotografo capisce che la chiesa di San Panfilo non è solo un monumento da documentare, ma una storia da interpretare immagine dopo immagine.
La foto che ne nasce – quella che vedi qui – è una visione ampia e luminosa dell’interno: il pavimento in pietra conduce lo sguardo verso il presbiterio rialzato, racchiuso da una balaustra lignea dal calore quasi domestico. In primo piano, la massiccia vasca in pietra del fonte battesimale, levigata dal tempo, apre la scena e racconta di generazioni che qui hanno ricevuto il battesimo. L’altare moderno, bianco e lineare, crea un dialogo sorprendente con il tripudio di figure rinascimentali dell’abside, mentre ghirlande di verde e fiori freschi incorniciano il percorso verso il cuore liturgico della chiesa.
Nella parte alta dell’immagine, il tetto in legno a vista, con le travi scure e le pianelle in cotto, restituisce il carattere rurale e autentico di questa pieve di montagna, le cui origini risalgono all’XI‑XII secolo. A destra e a sinistra, piccole nicchie, statue e tele moderne raccontano la devozione quotidiana della comunità di Villagrande, sede del municipio di Tornimparte e cuore della vita del paese. Il risultato è un equilibrio sorprendente tra passato e presente: l’architettura romanica e gli interventi barocchi dialogano con la sobrietà delle aggiunte contemporanee, senza mai oscurare la potenza narrativa degli affreschi.
Per chi ama l’arte e i borghi meno battuti, la chiesa di San Panfilo è una tappa da segnare in rosso sulla mappa del proprio viaggio in Abruzzo. Si arriva facilmente da L’Aquila, seguendo le strade che risalgono la Conca verso Tornimparte, e ci si ritrova improvvisamente in un paesaggio fatto di colline, boschi e piccoli nuclei abitati dove il ritmo della vita è ancora lento. Varcare il portale di questa chiesa significa entrare in contatto diretto con uno dei cicli pittorici più importanti della regione, un concentrato di spiritualità e bellezza che pochi conoscono davvero.
Roberto Dundee, attraverso i suoi scatti, cerca proprio questo: far emergere la forza emotiva di luoghi che rischiano di rimanere ai margini dei circuiti turistici più noti. Nella chiesa di San Panfilo, ogni dettaglio diventa occasione per un nuovo scatto: il volto di un santo appena visibile, una crepa che attraversa il colore, la scritta latina che resiste al tempo, il raggio di luce che, per pochi minuti, accende il volto di Cristo nel Compianto. È un invito a guardare oltre la superficie, a fermarsi qualche minuto in più, a vivere la visita non come un semplice “check” sulla lista delle cose da vedere, ma come un incontro intimo con un luogo e la sua memoria.
Se stai programmando un viaggio tra L’Aquila, il Gran Sasso e i piccoli paesi della conca, concediti una deviazione verso Villagrande di Tornimparte e lasciati accogliere dal silenzio colorato di San Panfilo. Porta con te la macchina fotografica, ma soprattutto il tempo per sederti su una panca, respirare e osservare: scoprirai che, proprio come nelle immagini di Roberto Dundee, la vera bellezza di questa chiesa si rivela a chi sa prendersi il lusso di rallentare.





























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