Arroccata a quasi 2.000 metri di altitudine, nel cuore delle Dolomiti Patrimonio UNESCO, la Chiesetta della Madonna Assunta di Passo Rolle rappresenta uno di quei luoghi magici dove la spiritualità incontra la bellezza mozzafiato della montagna.
Questo piccolo santuario alpino, che veglia silenzioso sulle maestose Pale di San Martino e sul Cimon della Pala, è molto più di una semplice cappella: è un simbolo di fede, tenacia e amore per la montagna che ogni visitatore dovrebbe scoprire durante un soggiorno a Primiero San Martino di Castrozza, in Trentino Alto Adige.
Chiesetta di Passo Rolle: una storia di determinazione e fede
La storia della chiesetta è intrinsecamente legata a quella di Giovanni Segat, un albergatore di Passo Rolle la cui ostinazione e devozione hanno reso possibile questo piccolo miracolo architettonico. Nel luglio del 1939, Segat non solo disegnò personalmente i progetti della cappella, ma si fece promotore di una raccolta fondi e avviò l’iter burocratico necessario per la costruzione. La sua visione era chiara: creare un luogo sacro che potesse servire sia i residenti della vicina Scuola Alpina della Guardia di Finanza, sia i numerosi turisti che durante la stagione estiva frequentavano il passo.
Il 15 agosto 1942, dopo tre anni di lavori e sacrifici, la chiesetta fu finalmente benedetta e aperta al culto dal Vescovo ausiliare di Trento, Monsignor Oreste Rauzi. Sul piccolo campanile venne collocata un’antica campanella proveniente dalle Valli Giudicarie, un dettaglio che aggiunge fascino e storia a questo luogo di culto. Una turista inglese, colpita dalla particolare architettura dell’edificio, scrisse che la sua forma ricorda “una gigantesca pietra tombale, che culmina in una piramide”, una descrizione che ben rende l’unicità di questa costruzione.
Un patrimonio da tutelare
La chiesetta appartiene catastalmente alla parrocchia di Siror ed è dipendente dalla parrocchia dei Santi Martino e Giuliano di San Martino di Castrozza. Nonostante le dimensioni ridotte, questo piccolo tempio alpino ha un valore emblematico tale che nel dicembre 2005 la Sovrintendenza per i beni architettonici della Provincia di Trento è intervenuta per difenderlo dall’invadenza di macchine e sciatori. Le prescrizioni imposte mirano a preservare l’integrità del bene tutelato, proteggendo le prospettive visive e l’ambientazione caratterizzata dallo stretto rapporto tra la chiesetta, i prati circostanti e le imponenti cime dolomitiche sullo sfondo.
La famiglia Segat continua ancora oggi a prendersi cura della manutenzione, del riordino e dei fiori sempre freschi all’interno della chiesetta, mantenendo vivo lo spirito del suo fondatore con esemplare generosità.
Un luogo di incontro tra natura e spiritualità
Passo Rolle (1.984 metri sul livello del mare) è uno dei valichi più famosi e suggestivi delle Dolomiti, situato all’interno del Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino. Il passo collega la Val di Primiero con la Val di Fiemme attraverso la SS 50, separando le Pale di San Martino dalla Catena del Lagorai. Il nome “Rolle” ha probabilmente origini antiche, risalenti al 1204, quando veniva indicato come “mons de arola”, che in lingua dell’epoca significava “piccola aia”, nome che riflette perfettamente le caratteristiche del luogo: un’area prativa aperta situata tra le montagne.
Durante il Medioevo, Passo Rolle era attraversato da carovane di commercianti che trasportavano merci tra la Pianura Padana e il Tirolo. La strada che attraversa il valico fu costruita tra il 1863 e il 1874, quando le comunità di Primiero e Fiemme erano sotto l’Impero Asburgico. Durante la Prima Guerra Mondiale, l’area fu teatro di scontri tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico, come testimoniano le fortificazioni presenti sui monti vicini.
Ogni anno, in occasione della festa dell’Assunta (15 agosto), presso la chiesetta si celebra la tradizionale “Festa delle Guide Alpine”, un momento di grande partecipazione che unisce fede, tradizione e la comunità montana.
Come visitare la Chiesetta di Passo Rolle
Raggiungere la chiesetta è semplice e fa parte di un’esperienza più ampia di scoperta del territorio. Da San Martino di Castrozza, situata a 9 chilometri di distanza, si può arrivare comodamente in auto attraverso la SS 50, oppure utilizzare il servizio di autobus della linea B122 che collega San Martino di Castrozza con Passo Rolle. Per chi proviene da più lontano, l’autostrada A22 con uscita Egna-Ora, seguita dalla SS48 delle Dolomiti fino a Predazzo e poi la SS50, rappresenta l’itinerario più comodo.
Una volta raggiunto il passo a 1.980 metri di quota, la chiesina si individua subito, costruita poco sopra i primi alberghi a fianco della pista da sci. La cappella è generalmente aperta la domenica e durante le principali festività religiose. La sua posizione strategica la rende il punto di partenza ideale per numerose escursioni, come quella verso la Baita Segantini, il trekking del Cristo Pensante, o l’ascensione al Monte Cavallazza.
Le delizie gastronomiche del Primiero
Una visita alla chiesetta di Passo Rolle non sarebbe completa senza assaporare le straordinarie specialità enogastronomiche della Valle del Primiero. Questa terra, oltre a offrire panorami mozzafiato, custodisce una ricchissima tradizione gastronomica che affonda le radici nella cultura contadina e pastorale.
Fresh Tosela cheese from Primiero displayed with apples on a wooden board, showcasing a typical local delicacy
La regina indiscussa della tavola primierotta è la Tosèla, un formaggio fresco di giornata preparato con latte intero di vacca appena munto. Tagliato a fette dello spessore di un dito e fatto friggere nel burro fuso, viene servito caldissimo accompagnato da polenta e funghi porcini, rappresentando un piatto sostanzioso e incredibilmente gustoso. La tosèla può essere resa ancora più saporita grattuggiandovi sopra lo “scorzone”, una sorta di tartufo nero alpino.
Un altro prodotto d’eccellenza è il Botìro di Primiero di Malga, un burro Presidio Slow Food ricavato da panna cruda affiorata naturalmente in malga e lavorato dai casari per ottenere dorati panetti dal profumo delicato e floreale. Famoso già ai tempi della Serenissima come il miglior burro in vendita a Venezia, questo prodotto è disponibile solo nei mesi estivi presso il Caseificio di Primiero.
Tra i primi piatti della tradizione trentina spiccano gli strangolapreti, gnocchi di pane raffermo e spinaci insaporiti con uova, latte e sale, conditi con grana e burro fuso. A Primiero gli gnocchi di patate vengono spesso proposti con la “poina fumada”, una ricotta vaccina leggermente affumicata che conferisce un aroma inconfondibile che ricorda le serate intorno al fuoco di un camino. I canederli, ottimo cibo invernale, sono a base di pane raffermo mescolato con latte, uova, grana trentino grattugiato e salumi tagliati a dadini, e possono essere gustati in brodo oppure asciutti.
Il formaggio Primiero (disponibile fresco, stagionato, riserva o di malga) e il Trentingrana rappresentano altre eccellenze casearie del territorio. Non mancano poi lo speck aromatizzato alle erbe e fiori di montagna, la lucanica cauriota (un insaccato di maiale speziato da consumarsi grigliato o stagionato come salame), e la selvaggina in salmì accompagnata da confetture casalinghe di mirtillo nero, ribes o mirtillo rosso.
E i dolci?
Tra i dolci, oltre allo strudel e alla torta di noci e miele, merita una menzione speciale lo smorum de pomi, tipico del Primiero: una specie di frittata strapazzata cucinata con zucchero, latte, farina, scorza di limone e mele, accompagnata da confettura leggermente asprigna di ribes o mirtillo rosso. Questo dolce, introdotto nel Primiero in epoca medievale dai minatori tirolesi, rappresenta un perfetto esempio della cucina del riuso e dell’anti-spreco che caratterizza le ricette della tradizione contadina.
Per acquistare questi prodotti, il Caseificio Sociale di Primiero (aperto tutti i giorni in stagione dalle 8:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00) offre una ricca selezione di formaggi di produzione propria, oltre a vini, birra artigianale di Primiero, speck, lucaniche, miele e confetture. Il caseificio gestisce anche due agriturismi, la Malga Rolle (proprio a Passo Rolle) e la Malga Fossernica di Dentro nel Vanoi, luoghi ideali per pranzi genuini e cene suggestive.
Curiosità e leggende
Il territorio di Primiero e San Martino di Castrozza è intriso di storie affascinanti e leggende che arricchiscono l’esperienza del visitatore. Una delle leggende più suggestive è quella del Mazaròl, un folletto che abita nei boschi ai piedi delle Pale di San Martino. Secondo la tradizione, questo omino piccolo con lunga barba, cappuccio rosso e mantello nero conosce tutti i segreti della lavorazione del latte e del formaggio. Si racconta che una fanciulla, seguendo le sue impronte, perse la memoria e fu portata nella grotta del Mazaròl, dove imparò i segreti della tosèla e del burro. Riportata al paese da un cacciatore e guarita grazie al latte di una capretta bianca, la ragazza insegnò ai suoi compaesani l’arte casearia, motivo per cui ancora oggi gli abitanti del Primiero sono rinomati nella preparazione del formaggio.
Un altro simbolo del territorio è la lontra, raffigurata negli stemmi araldici di diversi comuni della vallata e rappresentata anche da una grande scultura in acciaio COR-TEN sulla rotatoria di Imer. Questo animale è diventato un vero e proprio emblema identitario della zona.
San Martino di Castrozza, una storia turistica prestigiosa
San Martino di Castrozza vanta una storia turistica prestigiosa: già nell’800 fu scoperta da alpinisti inglesi e tedeschi incantati dal maestoso spettacolo delle Pale di San Martino tinte di rosa al tramonto. Artisti illustri come Arthur Schnitzler e Richard Strauss si sono ispirati a questi paesaggi, e le vie alpinistiche più belle e famose portano nomi di pionieri come Lovelace, Bull, Langes e Solleder.
Le Pale di San Martino, dichiarate nel 2009 Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, costituiscono il gruppo montuoso più esteso delle Dolomiti con circa 240 km² di superficie. L’altopiano centrale, studiato per la prima volta dal marchese Déodat de Dolomieu nel 1788, si estende su circa 50 km² formando un enorme tavolato roccioso che oscilla tra i 2.500 e i 2.800 metri di altitudine. Secondo alcune fonti, questo ambiente lunare e maestoso avrebbe ispirato lo scrittore bellunese Dino Buzzati nell’ambientazione del suo romanzo “Il deserto dei Tartari”.
Chiesetta di Passo Rolle: un’esperienza indimenticabile
La Chiesetta di Passo Rolle rappresenta molto più di una semplice tappa turistica: è un’esperienza completa che unisce spiritualità, storia, natura incontaminata e tradizioni autentiche. Che siate alpinisti esperti, escursionisti della domenica, appassionati di fotografia o semplicemente alla ricerca di un momento di pace e riflessione, questo piccolo santuario alpino saprà conquistarvi con il suo fascino discreto e la sua posizione straordinaria.
Fermatevi a contemplare il panorama mozzafiato sulle Pale di San Martino, respirate l’aria pura di montagna a 2.000 metri di altitudine, entrate nella chiesetta per un momento di raccoglimento, e poi concedetevi una sosta golosa in uno dei rifugi o malghe vicine per assaporare la tosèla fumante con polenta o gli gnocchi con ricotta affumicata. Qui, dove le guglie dolomitiche si tingono di rosa al tramonto e il silenzio della montagna parla all’anima, scoprirete perché questo angolo di Trentino ha incantato generazioni di viaggiatori e continua a essere una delle destinazioni più amate delle Dolomiti.
La Chiesetta di Passo Rolle vi aspetta, piccola sentinella bianca sulle Dolomiti, custode silenziosa di storie, fede e bellezza senza tempo.




























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