Un percorso che sussurra storie di genti in movimento, di greggi che migravano lungo sentieri antichi, di paesaggi plasmati dal tempo e dalle tradizioni. Nasce oggi la Ciclovie della Transumanza, un’affascinante rete ciclabile di 378 chilometri che trasforma gli storici tratturi abruzzesi in un’esperienza turistica immersiva, tessendo insieme natura, cultura e rigenerazione territoriale.
Un Tappeto di Km tra Montagna e Mare
L’iniziativa emerge come una visione ambiziosa che abbraccia due province abruzzesi – Pescara e L’Aquila – coinvolgendo otto comuni che, uniti nella consapevolezza di possedere un patrimonio straordinario, decidono di condividere questa ricchezza con cicloturisti italiani e internazionali. Dalla maestosità innevata del Gran Sasso d’Italia fino alle sponde adriatiche, i 378 chilometri di percorsi ciclabili si articolano attraverso un’altimetria variegata, dai 300 ai 1500 metri, offrendo itinerari che abbracciano colline dolci, fondovalle, borghi storici e salite impegnative che richiamano chi ama la vera sfida su due ruote.
Le Otto Comunità Protagoniste
Il progetto riunisce comuni carichi di identità e storia: Cugnoli, che assume il ruolo di capofila dell’iniziativa, Brittoli, Bussi sul Tirino, Capestrano, Civitella Casanova, Montebello di Bertona, Popoli Terme e Torre de’ Passeri. Ogni nome racchiude storie pluricentenarie, castelli che dominano paesaggi scolpiti dal vento, chiese tratturali e eremi dove il silenzio conserva la memoria collettiva.
Il progetto rappresenta un’operazione coordinata dal Comune di Cugnoli in partnership con Carsa, storica casa editrice abruzzese particolarmente attenta alla valorizzazione territoriale, creando una sinergia fra pubblica amministrazione e competenza privata.
Dodici Percorsi all’Interno di una Grande Rete
La struttura della Ciclovie si articola in dodici percorsi distinti, ciascuno pensato per raccontare una sfaccettatura diversa del territorio. I tracciati, già mappati e integrati nelle app specializzate del settore cicloturistico, si snodano attraverso un’infrastruttura completamente segnalata, accessibile e pensata per accogliere cicloturisti di diversi livelli di preparazione. È qui che la tecnologia delle e-bike diviene elemento cruciale: rendendo praticabili anche i tratti più ardui della montagna abruzzese, apre questi scenari a un pubblico internazionale che prima non avrebbe potuto affrontare simili altimetrie e dislivelli.
I Parchi Nazionali come Custodi del Percorso
Il cammino si svolge fra due straordinari Parchi Nazionali: il Gran Sasso – Monti della Laga e la Maiella. Non si tratta soltanto di scenari naturali, ma di geografie che racchiudono secoli di storia rurale e pastorale, di paesaggi dove ogni curva del percorso svela architetture rurali, nuclei abitati medievali e testimonianze religiose di profonda spiritualità. Castelli medievali si ergono sui crinali, eremi silenziosi ripetono benedizioni da secoli, chiese tratturali conservano l’eco delle preghiere dei pastori itineranti.
L’Eredità Annunziana e il Riconoscimento UNESCO
I sentieri della Ciclovie della Transumanza seguono le tracce immaginifiche di Gabriele d’Annunzio, il quale immortalò il fenomeno della transumanza – quella migrazione stagionale delle greggi che caratterizzò l’economia abruzzese per millenni – come elemento centrale della sua visione della regione. Questa testimonianza letteraria acquista nuovo valore alla luce del riconoscimento conferito dall’UNESCO nel 2019, quando la Transumanza è stata inscritta nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’umanità, conferendo a questi percorsi una dignità internazionale che trascende il semplice turismo sportivo.
Una Rinascita per Territori Vulnerabili
L’iniziativa persegue un obiettivo profondamente umano: ridare voce e prospettiva a territori feriti dal terremoto, attraverso quella che gli artefici del progetto definiscono “la forza gentile del cicloturismo”. Non è una scelta casuale quella di puntare sulla bicicletta come mezzo di transito e di scoperta; essa rappresenta uno dei segmenti turistici a maggior crescita a livello italiano e mondiale, combinando sostenibilità ambientale, benessere individuale e valorizzazione del patrimonio locale.
Una Rete di Servizi Oltre il Percorso
Ciò che distingue la Ciclovie della Transumanza da una semplice pista ciclabile è la sua ambizione di costituirsi come prodotto turistico integrale. Oltre all’infrastruttura materiale – i percorsi – il progetto comprende servizi connessi, esperienze enogastronomiche, laboratori didattici e iniziative che permettono ai cicloturisti di comprendere e vivere autenticamente il territorio. Durante il press tour dell’ottobre 2025, giornalisti delle principali testate cicloturistiche – Bikeitalia, Cyclinside, Bici Style, 4Bicycle – hanno testato il tracciato sperimentando non soltanto il percorso fisico, ma l’interezza dell’offerta esperienziale: dalle sorgenti del Pescara alle feste locali come il Corteo della Festa di San Giovanni a Capestrano, dagli insediamenti storici come Villa Celiera alle esperienze pastorali con “Un Giorno da Pastore”.
Una Visione Strategica di Lungo Respiro
Lanfranco Chiola, vice-sindaco di Cugnoli e coordinatore dell’Area omogenea 5, sottolinea come il progetto sia ormai in fase avanzata di realizzazione, con l’obiettivo di posizionare le Ciclovie della Transumanza sui mercati turistici internazionali di riferimento. La strategia coinvolge una prospettiva di sviluppo territoriale che, attraverso il cicloturismo, tesse connessioni tra comunità, tradizioni e paesaggi, trasformando una rete di antiche vie di transito in un’infrastruttura turistica contemporanea.
La Ciclovie della Transumanza rappresenta, dunque, una delle risposte più affascinanti che il centro Italia possa offrire a chi cerca di comprendere – pedalando – l’anima profonda di una regione dove la storia non è mero passato, ma respirazione viva nel presente.
Traccia GPS a disposizione
Ecco la traccia GPS ( di massima) fornita dall’utente Patrick Kofler



























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