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Conosci la favola “Il cane bianco e il giovane”? Ecco perché il fiume Tirino è così meraviglioso

L’Abruzzo è anche luogo di ispirazione che a volte sfocia nella scrittura di una favola sia per bambini che per i più grandi. “Il cane bianco e il giovane” è una favola moderna che immagina il modo e il motivo per cui il Fiume Tirino in Abruzzo abbia questi colori meravigliosi tra il turchese e lo smeraldo oltre ad essere uno trai più puliti d’Italia. Ecco di seguito la favola de “Il cane bianco e il giovane”.


C’era una volta un fiume grigio e melmoso, così poco invitante che nessuno voleva passare di lì. Le foglie che cadevano dagli alberi erano già secche e nere e nessun pesce, insetto o uccello voleva abitare lì.

Un giorno arrivò un giovane ragazzo che voleva bagnarsi nel fiume, perché nel suo villaggio si diceva che, così facendo, sarebbe stato libero dalla paura, dalla malattia e dalla miseria. 

Si tolse scarpe, calze, pantaloni e maglietta e si sfregò le mani. Era su di giri. Non poteva crederci, da lì a qualche minuto sarebbe stato libero. Coraggio, salute e ricchezza sarebbero arrivati nelle sue mani.

Il giovane mise un piede nel fiume e, in quell’istante, dalle campagne attorno, arrivò un grosso cane bianco con una piccola macchia marrone sul muso che gli si mise seduto di fianco. 

– Aspetta, che fai?, chiese il cane bianco.

– Mi bagno nel fiume così sarò libero da paura, malattia e miseria.

– Chi ti ha promesso queste cose?, chiese ancora il cane.

– Lo dicono tutti, rispose il giovane, anche nel mio villaggio lo dicono. 

– Sei impaurito, malato e conduci una vita miserevole e pensi che bagnarti in questo fiume melmoso possa aiutarti?

– Sei qui, disse il giovane, solo perché anche tu sei invidioso. Io tra poco sarò finalmente libero e tu come gli altri non vuoi la mia felicità.

– Ti sbagli. Sono qui solo di passaggio e volevo solo sapere più di te.

– Grazie per il tuo interesse, cagnaccio. Ora vai via, che mi devo bagnare per essere finalmente libero e felice.

Il cane bianco fece alcuni passi indietro e si accucciò, mentre il ragazzo entrò in acqua fino a scomparire. Passarono alcuni secondi e di lui nessuna notizia. Passarono, giorni, settimane e mesi. Poi un braccio fuori dalla superficie dell’acqua che chiedeva aiuto. Il cane bianco, che era rimasto lì ad aspettare, si gettò nel fiume e salvò il giovane portandolo sulla riva. 

Il giovane, dopo alcuni minuti, riprese i sensi e tossì per tirar fuori il fango che aveva mandato già. Si girò e vide di fianco a lui un vecchio coi vestiti bagnati la barba bianca con una piccola macchia marrone. Il vecchio fece un cenno con la testa e sorrise. 

Il fiume melmoso e grigio era diventato limpido, di un colore turchese e smeraldo. Grazie alla bontà del cane bianco per il giovane, anche dopo essere stato trattato in malo modo, il mondo aveva deciso di inviare qui sul fiume un incantesimo di bellezza.

– Il fiume è diverso ora, disse il giovane, è meraviglioso, così trasparente e che colori!

– Era così anche prima, disse il vecchio, solo che tu, con la mente piena di pensieri non tuoi, non potevi vederlo.

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