C’è un luogo in Abruzzo dove il tempo sembra rallentare e il mare racconta storie antiche, sospese tra cielo e acqua. È la Costa dei Trabocchi fotografata dall’Abbazia di San Giovanni in Venere, uno degli scorci più suggestivi dell’Adriatico. Qui, il fotografo Francesco Ciammaricone ha saputo catturare un momento che va oltre la semplice immagine: è un’esperienza visiva e sensoriale.
Siamo a Abbazia di San Giovanni in Venere, un luogo carico di storia e spiritualità, arroccato su un promontorio che domina la costa. Da questo punto privilegiato lo sguardo si apre su un tratto iconico della Costa dei Trabocchi, dove le antiche macchine da pesca in legno – i trabocchi – emergono dal mare come sculture vive.
L’esperienza di Francesco Ciammaricone
Francesco racconta di essere arrivato all’abbazia in una giornata limpida, con la luce piena che accarezzava la costa. Non era la prima volta, ma ogni visita ha qualcosa di irripetibile. “C’è un momento,” dice, “in cui il vento si ferma, il mare si placa e tutto sembra sospeso. È lì che nasce la fotografia.”
La scelta dell’inquadratura non è casuale: dall’alto dell’abbazia, la prospettiva permette di abbracciare l’intero paesaggio. Non solo il mare, ma anche la linea morbida della costa, le colline verdi e la presenza discreta delle case. È una visione completa, quasi narrativa.
Descrizione della foto
Nell’immagine si apre un panorama ampio e luminoso, dominato da un mare Adriatico dalle sfumature turchesi e azzurre. La costa si snoda dolcemente da sinistra verso destra, accompagnata da una vegetazione rigogliosa che scende fino a lambire la spiaggia.
In primo piano si intravede il verde intenso degli alberi, che crea una cornice naturale e introduce lo spettatore nella scena. Più in basso, la spiaggia è animata da piccoli punti colorati: sono gli ombrelloni e i bagnanti, che danno vita e scala al paesaggio.
Ma i veri protagonisti sono i trabocchi. Queste strutture in legno si allungano nel mare attraverso sottili passerelle, terminando con piattaforme sospese sull’acqua. Alcuni sono più vicini alla riva, altri si perdono verso l’orizzonte, creando una sequenza visiva affascinante. Le barriere frangiflutti emergono come linee spezzate, disegnando geometrie naturali nel mare calmo.
La luce è quella tipica delle giornate estive abruzzesi: nitida, intensa ma mai aggressiva. Esalta i contrasti tra il blu del mare e il verde della costa, regalando una sensazione di serenità profonda.
La magia della Costa dei Trabocchi
Fotografare la Costa dei Trabocchi dall’Abbazia di San Giovanni in Venere significa entrare in dialogo con un territorio autentico. Qui la fotografia non è solo tecnica, ma ascolto: del vento, della luce, delle onde.
I trabocchi, simbolo identitario di questa costa, raccontano una tradizione antica legata alla pesca. Oggi molti sono stati trasformati in piccoli ristoranti, ma conservano intatta la loro anima. Visti dall’alto, come nella foto di Ciammaricone, diventano elementi poetici, quasi sospesi tra passato e presente.
Un invito al viaggio
Questo scatto non è solo un’immagine: è un invito. Invita a rallentare, a osservare, a lasciarsi sorprendere dalla bellezza semplice ma potente dell’Abruzzo. Che sia all’alba o al tramonto, la Costa dei Trabocchi offre sempre una nuova sfumatura, una nuova emozione.
E forse è proprio questo il segreto della fotografia di Francesco Ciammaricone: riuscire a fermare un attimo che, in realtà, continua a vivere dentro chi lo guarda. Di seguito la foto nel suo formato originale.




























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