Felix Anthony Silla, l’attore che ha dato vita al surreale Cugino Itt nella serie cult “La Famiglia Addams”, è nato in un minuscolo borgo abruzzese, Roccacasale, dimostrando come da un paese appollaiato sulla roccia si possa arrivare fino alle luci abbaglianti di Hollywood.
Dal cuore della Valle Peligna ai set di Hollywood
Felix Anthony Silla nasce l’11 gennaio 1937 a Roccacasale, un paese montano di poche centinaia di abitanti, adagiato sulle pendici del Monte della Rocca, nella Valle Peligna, in provincia dell’Aquila.
All’anagrafe è registrato come Felice Antonio Silla, un nome che racconta subito le sue radici profondamente italiane, prima che la vita lo porti a diventare cittadino statunitense e volto – anzi, corpo – di personaggi indimenticabili.

In quegli anni l’Abruzzo interno è ancora una terra dura, di emigrazione e sacrifici, dove partire “per l’America” è il sogno difficile ma insistente di molti giovani. La statura minuta di Felix, 119 centimetri, in un contesto rurale e chiuso rischia di essere un limite; sarà invece proprio questo elemento, unito al talento fisico e alla determinazione, a trasformarsi nella sua più grande opportunità professionale.
L’America, il circo e il mestiere di stuntman
Nel 1955 Felix Silla lascia l’Abruzzo e si imbarca verso gli Stati Uniti, seguendo la scia di tanti migranti che vedono nel Nuovo Mondo la possibilità di un futuro diverso.
All’inizio trova lavoro dove agilità, coraggio e misura del corpo contano più dei titoli di studio: il circo, dove si esibisce come acrobata, imparando il controllo assoluto del proprio fisico e sviluppando una presenza scenica fuori dal comune.
Queste competenze lo spingono presto verso Hollywood, dove diventa stuntman e attore, specializzato in ruoli che richiedono grande precisione nei movimenti, travestimenti complessi e spesso totale copertura del volto. La sua carriera si muove dietro le quinte, tra set, cavi, cadute controllate e personaggi in costume, aprendo a Felix le porte di produzioni televisive e cinematografiche destinate a entrare nell’immaginario collettivo mondiale.
Cugino Itt: un abruzzese nella Famiglia Addams
Il grande salto arriva negli anni Sessanta con il contratto per la storica serie televisiva “La Famiglia Addams”, andata in onda negli Stati Uniti tra il 1964 e il 1966. In questo telefilm comico, che racconta le vicende di una famiglia stravagante e macabramente ironica in una villa fatiscente, Silla interpreta uno dei personaggi più bizzarri e amati: il Cugino Itt.
Cugino Itt è una creatura completamente coperta di capelli fino a terra, con un cappello e occhiali da sole, che parla un linguaggio incomprensibile ma incredibilmente espressivo, fatto di suoni acuti e parole incomprensibili. A rendere vivo questo personaggio non è il volto, mai visibile, ma i movimenti del corpo, le inclinazioni del capo, il modo di camminare e di occupare lo spazio: esattamente il tipo di recitazione fisica in cui Felix eccelle.
Grazie a lui, un bizzarro parente “peloso” diventa uno dei simboli più iconici della serie, dimostrando come persino un ruolo senza volto possa conquistare memoria e affetto del pubblico.
Oltre la Famiglia Addams: Twiki, gli Ewok e la fantascienza
Anche se per molti resta per sempre il Cugino Itt, la carriera di Felix Silla non si ferma al portone cigolante della casa degli Addams. Negli anni successivi prende parte a numerose produzioni televisive e cinematografiche di successo, soprattutto nel genere fantastico e fantascientifico, dove la recitazione fisica è spesso centrale.
Diventa celebre, ad esempio, come interprete del robottino Twiki nella serie “Buck Rogers” (1979-1981), altro personaggio in costume complesso che richiede movimento preciso, ritmo e mimica corporea. Partecipa inoltre a telefilm molto popolari come “Vita da strega” e arriva persino nell’universo di “Star Wars”: nel 1983 è uno degli Ewok ne “Il ritorno dello Jedi”, confermando la sua capacità di dare vita a figure fantastiche con pochi, essenziali gesti.
Questa galleria di personaggi racconta una specializzazione rara: Felix è uno di quegli interpreti che costruiscono mondi senza mostrare il volto, lasciando che siano il corpo, il costume e il ritmo a scolpire le emozioni sullo schermo.
Roccacasale: il borgo sospeso tra roccia e cielo
Raccontare Felix Silla significa anche tornare a Roccacasale, il borgo da cui tutto è iniziato e che, ancora oggi, conserva la sua dimensione raccolta e scenografica. Il paese conta appena qualche centinaio di abitanti e si affaccia sulla Valle Peligna, arrampicato sulla nuda roccia e aperto con un ampio sguardo verso ovest, dove il sole cala colorando le montagne d’Abruzzo.
Il centro storico è un dedalo di vicoli e case addossate l’una all’altra, in salita verso lo scenografico Castello De Sanctis, che domina dall’alto come un nido d’aquila. Attorno, l’Appennino abruzzese regala sentieri e panorami, mentre a poca distanza si trovano alcuni dei luoghi più affascinanti della regione: Sulmona con i suoi confetti e i portici eleganti, le Gole del Sagittario, Anversa degli Abruzzi, Cocullo con il suo celebre rito dei serpari.
Pensare che da questo microcosmo di pietra e cielo sia partito un artista arrivato fino a Hollywood aggiunge a Roccacasale un fascino narrativo in più: non è solo un borgo da visitare, ma anche una piccola “fabbrica di storie”, capace di ispirare chi sogna di cambiare vita partendo da un luogo apparentemente ai margini.
Un ultimo applauso a Felix Silla
Felix Anthony Silla si spegne a Las Vegas il 16 aprile 2021, a 84 anni, dopo una vita trascorsa tra set, circhi, teatri di posa e costumi di scena.
La notizia della sua scomparsa riporta l’attenzione sulle sue origini abruzzesi e sulla lunga carriera spesso rimasta dietro le quinte, ma fondamentale per l’immaginario televisivo e cinematografico di intere generazioni.
La sua storia è quella di un ragazzo di un piccolo borgo che, invece di farsi schiacciare dai limiti del proprio contesto, li trasforma nella chiave per aprire le porte del mondo. Dal castello che veglia su Roccacasale ai corridoi bui della villa degli Addams, il percorso di Felix Silla è un invito a guardare ai borghi d’Abruzzo non solo come luoghi di pietra antica e panorami, ma anche come culle di destini straordinari, capaci di arrivare, silenziosamente, fino al cuore di Hollywood.




























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