C’è un momento, durante una camminata nella natura, in cui il tempo sembra fermarsi. È quello che ha vissuto “Il Mondo attraverso l’Obiettivo” durante un’escursione estiva nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, quando tra i boschi silenziosi sono comparsi loro. “Dolci e timidi daini, Abruzzo agosto 2025”, scrive nel suo diario fotografico, fissando in poche parole l’essenza di quell’incontro.
Questi animali, eleganti e discreti, popolano alcune aree del Parco e non è raro avvistarli al mattino presto o al calare della sera, quando la foresta si riempie di ombre e i rumori umani lasciano spazio ai suoni della natura. I daini si muovono in piccoli gruppi, spesso restando nascosti tra gli alberi, ma la loro curiosità li porta a fermarsi, ad osservare, quasi a chiedersi chi sia l’escursionista che ha invaso, per pochi istanti, il loro mondo.
L’incontro raccontato non è solo una fotografia, ma un invito a vivere il Parco con rispetto e attenzione. Qui la natura non concede spettacoli rumorosi: offre invece momenti autentici, da scoprire in silenzio, lasciandosi sorprendere da un movimento tra le fronde o da uno sguardo fugace. I daini incarnano la delicatezza di un ecosistema che, ancora oggi, custodisce intatta la sua magia.
Visitare il Parco significa avere la possibilità di assistere a queste scene senza tempo: che sia un cervo in lontananza, un camoscio che si arrampica sui pendii o, come in questo caso, un gruppo di daini timidi e dolcissimi, l’esperienza resta impressa più di qualsiasi parola.
Agosto, con i suoi sentieri illuminati dal sole e le serate fresche, è stato lo sfondo perfetto per questo incontro ravvicinato. E il ricordo che ne rimane è un invito a tornare, ogni volta con occhi nuovi, per continuare a lasciarsi sorprendere da ciò che la natura d’Abruzzo ha da raccontare.































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