Un’ondata di gelo eccezionale ha interessato l’Abruzzo tra il 7 e l’8 gennaio 2026, portando le temperature a livelli tipicamente artici in molte aree interne e montane della regione. Nella notte tra mercoledì e giovedì, la colonnina di mercurio è scesa ben al di sotto dello zero, con valori che in diversi casi hanno toccato punte da record per il periodo.
A fornire i dati più precisi è la rete di monitoraggio dell’associazione Caput Frigoris, che dispone di oltre trenta stazioni meteo e webcam attive in tutto il territorio abruzzese. Secondo le rilevazioni, la temperatura più bassa è stata registrata nell’Aquilano: a Civitaretenga di Navelli, a 723 metri di altitudine, i termometri hanno segnato un impressionante -17,4°C.
Freddo estremo anche sull’Altopiano delle Cinque Miglia, dove a quota 1.250 metri si sono raggiunti i -15,8°C. Le gelide correnti non hanno risparmiato nemmeno le alte quote del Gran Sasso, dove il Rifugio Franchetti (2.433 metri, versante teramano) ha fatto segnare -15,7°C, mentre a Campo Imperatore, presso il Giardino Alpino (2.132 metri), la minima si è attestata sui -13,7°C.
Questi valori testimoniano la severità dell’inverno 2025-2026 nelle zone di montagna abruzzesi, dove il manto nevoso e le rigide condizioni atmosferiche rendono impegnative le attività all’aperto e richiedono massima prudenza a chi si avventura sui sentieri o nelle aree di alta quota.
L’ondata di gelo rappresenta una delle più intense degli ultimi anni e conferma come l’Abruzzo, con i suoi altopiani e massicci appenninici, resti una delle regioni più fredde d’Italia nella stagione invernale.



























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