Hai letto proprio la domanda che ti ha fatto battere il cuore: “Consiglio per gita in moto, non troppo lontano da Roma nord, con arrivo nel verde per escursione non troppo impegnativa?”. È il tipo di richiesta che ogni viaggiatore in moto conosce bene: voglia di staccare dal caos urbano, crociera tra curve dolci, cielo aperto e un’escursione rilassante in mezzo alla natura, senza trasformare il weekend in una fatica estrema.
Nel gruppo Viaggiando Lazio la risposta è stata immediata e calorosa, come solo comunità di appassionati sapevano dare: un coro di voci, ognuna con un proprio angolo di Lazio che vale la pena scoprire in sella.
Tra laghi e boschi: il Lazio sulle due ruote
Il primo nome che compare è Danilo D’Andreis, che suggerisce il Lago del Salto. È un invito perfetto per chi esce da Roma nord: in un’ora e poco più si arriva a un bacino artificiale incastonato tra le montagne, con strade sinuose e scorci sull’acqua che invogliano a una passeggiata leggera o a un pic‑nic all’ombra degli alberi. Il percorso è scorrevole, adatto anche a chi non vuole stressare motore né gambe.
Subito dopo compare Venusia de Cavalieri, che indica il vicino Lago del Turano. Qui la differenza è nel paesaggio: rotte più aspre, aria montana e un clima da “piccola vacanza in montagna”, con lungolago e sentieri semplici per respirare davvero fuori città.
Il “già visto” che fa riflettere
Arriva però la risposta che dà una svolta alla conversazione: un partecipante anonimo rivela di avere già visitato quasi tutti i posti segnalati. È un momento emblematico: il Lazio è così ricco che, dopo un paio di stagioni in moto, si rischia di girare sempre gli stessi rifugi, laghi e borghi. La frase “Il Lazio è tutto bello, davvero!” diventa un piccolo manifesto del viaggiatore curioso: ora non basta più “vicino a Roma”, serve qualcosa di nuovo, ma sempre accessibile.
Sentieri leggeri e boschi incantati
Sul filo dell’emozione casalinga, Isabella Branchinelli punta dritto sul bosco ipogeo sottostante Manziana e la Caldara, una riserva naturale tra fenomeni vulcanici e vegetazione selvaggia. È la scelta ideale per chi esce da Roma nord e vuole un’escursione facile: percorsi ben segnalati, atmosfere da bosco incantato e il fascino di un territorio carsico unico nel Lazio.
Per chi invece desidera un’esperienza più “da montagna” senza nemmeno uscire dal territorio regionale, Anna Sardi suggerisce il Parco regionale di Veio: il parco naturale più vicino a Roma, con bianchi strati di tufi, antichi sentieri etruschi e percorsi adatti anche a camminate leggere.
Montagna, anima e rifugi in quota
Sergio Salvatori sposta il radar verso il Terminillo, con un trio vincente: curve, buon cibo e aria buonissima. È la risposta per chi non teme un po’ di salite, ma vuole sentire davvero la “montagna” a poche ore da Roma nord, con possibilità di escursioni sia semplici (passeggiate ad anello) che più impegnative.
Chi ama l’Appennino laziale e la vita lenta trova un invito ancora più emozionante: Eliana D’Accardi propone Filettino, Val Granara e Campo Staffi, oasi di tranquillità dove la moto diventa compagna di lunghe discese e avvistamenti di fauna.
Per chi sogna un soggiorno più “lento”, Laura Cerrocchi racconta Serrone, ai piedi del Monte Scalambra, con una casa di montagna a 750 metri: spazi verdi, aria pulita, adatta anche a chi viaggia con animali. È un’idea che seduce chi, dopo una giornata in moto, vuole addormentarsi tra i boschi e svegliarsi senza rumori di traffico.
Borghi spiriti e sapori della Sublacense
Seri Gianluca ricorda invece Rieti e i santuari francescani, un’alternativa meno “verde estremo” ma molto meditativa: un modo di viaggiare in moto che unisce paesaggi dolci, storia e un’atmosfera quasi sacra.
Sul fronte gourmet‑on‑the‑road, Cati Cati segnala Subiaco e la famosa tappa dei panini di “Ma Se Hai Fame”, lungo la strada Sublacense. È il classico consiglio da motociclista: un break goloso lungo il percorso, prima di tornare soddisfatti a Roma nord.
Oltre Roma: la magia della Tuscia
Quando la domanda si allontana un po’ dalla città, arrivano le proposte più “lontane ma vicine al cuore”: MGrazia Conti e Sandra Alessandrini risvegliano l’idea della Tuscia laziale, con il gorgo del Lago di Bolsena e le sue strade panoramiche. È un itinerario che unisce curve dolci, borghi come Bolsena, Capodimonte e Latera, e la possibilità di una passeggiata lieve lungo le rive del lago.
Un’altra voce, Emanuela Gasbarroni, indica gli Altipiani di Arcinazzo, un’area ancora poco inflazionata dal turismo di massa, dove la moto trova strade aperte e la natura si fa generosa.
Infine Frezza Gianluca lascia scritto un solo nome: Monte Gelato. È come un piccolo regalo ancora tutto da scoprire, un angolo di altipiano che aspetta di essere assaggiato da chi ama guidare immerso nel verde, con il sole che scende lentamente sulle creste.



























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