Il Lazio non è solo Roma: la regione custodisce borghi, paesaggi e città d’arte che meritano di essere vissuti con calma, anche in un breve viaggio di un solo giorno.
Un itinerario ben collegato in auto può condurvi attraverso tre tappe straordinarie: Celleno, il borgo fantasma che affascina con il suo silenzio; Civita di Bagnoregio, la “città che muore” sospesa su un colle tufaceo; e Viterbo, città dei papi e scrigno di un centro storico medievale intatto.
Un percorso che unisce storia, natura e gastronomia, perfetto per chi vuole un assaggio autentico dell’Alto Lazio.
Celleno – Il borgo fantasma
Celleno, in provincia di Viterbo, è uno di quei luoghi che sembrano usciti da un racconto. Abbandonato negli anni Cinquanta a causa di frane e instabilità del terreno, oggi il borgo antico è visitabile e offre un’atmosfera unica, sospesa nel tempo. Passeggiando tra i vicoli silenziosi, ci si imbatte in case in pietra ormai spoglie, chiese sconsacrate e scorci che si aprono sulla valle del Tevere e sui Monti Cimini. L’assenza di abitanti non rende il luogo desolato, ma piuttosto suggestivo: è come entrare in una dimensione parallela, dove ogni pietra racconta storie passate. Nel borgo nuovo, poco distante, si possono assaggiare piatti tipici della Tuscia come le pappardelle al cinghiale o i dolci alla nocciola. Una visita a Celleno è un’esperienza sensoriale, tra memoria e contemplazione, che introduce al meglio questo itinerario.
Civita di Bagnoregio – La città che muore
A pochi chilometri da Celleno si trova Civita di Bagnoregio, forse uno dei borghi più iconici d’Italia. Si raggiunge percorrendo un ponte pedonale sospeso che già da solo vale il viaggio, regalando panorami mozzafiato sulla Valle dei Calanchi. Una volta entrati nella porta d’accesso, si viene catapultati in un borgo medievale perfettamente conservato, con vicoli lastricati, archi in tufo e scorci panoramici.
Civita è nota come la “città che muore” perché l’erosione del terreno tufaceo la minaccia costantemente, rendendola fragile e al tempo stesso preziosa. Oltre a passeggiare, si possono visitare piccole chiese e musei, oppure fermarsi nelle osterie per gustare piatti della tradizione come la zuppa di lenticchie o le bruschette con olio locale. L’atmosfera sospesa, unita al fascino dei calanchi che cambiano colore con la luce del giorno, rende Civita una tappa imperdibile e quasi magica.
Viterbo – La città dei papi
L’itinerario si conclude a Viterbo, una città che custodisce un centro storico medievale tra i meglio conservati d’Italia. Camminando tra le stradine del quartiere di San Pellegrino, con le sue case-torri e piazzette in pietra, si respira un’atmosfera d’altri tempi. Il simbolo della città è il Palazzo dei Papi, dove nel XIII secolo si svolsero i conclavi, ma non mancano altre attrazioni come il Duomo di San Lorenzo, le mura medievali e le numerose fontane rinascimentali.
Viterbo è anche famosa per le sue terme: già apprezzate dagli etruschi e dai romani, oggi offrono un momento di relax ideale dopo una giornata di visite. Per chi vuole immergersi nei sapori locali, da provare le acquacotta viterbese o i dolci a base di nocciole e castagne, tipici della Tuscia. Una città che coniuga arte, storia e benessere, chiudendo in bellezza il viaggio.
Questo itinerario tra Celleno, Civita di Bagnoregio e Viterbo permette di scoprire, in un solo giorno, tre volti diversi e complementari del Lazio: il silenzio evocativo di un borgo fantasma, la meraviglia fragile di una città sospesa e la vivacità storica di un centro medievale. Un viaggio breve ma intenso, che unisce emozioni e scoperte autentiche. Vale la pena mettersi in auto e vivere questa esperienza, lasciandosi sorprendere dalla Tuscia viterbese e dalla sua bellezza senza tempo.




























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