A giugno, quando la maggior parte dei visitatori della Calabria cerca il mare, chi conosce il territorio sa che le montagne del Pollino offrono alternative straordinarie. Le Gole del Raganello, canyon vertiginoso lungo 17 km con pareti che si elevano fino a 400 metri, sono chiamate il “Gran Canyon d’Europa” per lo spettacolo naturale che regalano.
In questo itinerario uniamo lo spettacolo delle gole al fascino del borgo di Civita, uno dei paesi Arbëreshë (italo-albanesi) che custodisce tradizioni, lingua e riti antichi tramandati per oltre 500 anni. Dal Ponte del Diavolo, arroccato a strapiombo sulle gole, fino alle case Kodra con i loro comignoli antropomorfi, questo percorso offre natura selvaggia e cultura unica in un solo viaggio.
Le Gole del Raganello: lo spettacolo del “Gran Canyon d’Europa”
Caratteristiche del canyon
Le Gole del Raganello si dividono in gole alte e gole basse, con un percorso che inizia dalla sorgente Lamia a 750 metri di quota. Il canyon ha una profondità massima di 400 metri e si sviluppa per circa 13-17 km seguendo il corso del torrente Raganello.
| Caratteristica | Dato |
|---|---|
| Lunghezza totale | 17 km |
| Profondità massima | 400 metri |
| Quota sorgente Lamia | 750 metri |
| Localizzazione | Parco Nazionale del Pollino, CS |
Il Ponte del Diavolo
Il Ponte del Diavolo è il punto più suggestivo per ammirare le gole. Situato nel Comune di Civita, questo ponte collega le due pareti rocciose del canyon scavato dal fiume Raganello. Da qui si gode di una vista meravigliosa sulle Gole del Raganello, circondate da pareti vertiginose che creano un paesaggio quasi surreale.
Leggendaria è la storia che il ponte venisse utilizzato già all’epoca romana, aggiungendo un tocco di mistero allo spettacolo naturale.
Attività disponibili
Le Gole del Raganello sono una Riserva Naturale Orientata perfetta per appassionati di natura e avventura:
- Escursioni escursionistiche sui sentieri CAI (sentiero 934)
- Canyoning per esperti (solo con guide certificati)
- Rafting lungo il torrente Raganello
- Vista panoramica dal Ponte del Diavolo per tutti i visitatori
Importante: L’accesso alle gole per canyoning e torrentismo è permesso solo con guide abilitate e da giugno a settembre. Il percorso completo di 13 km lungo il torrente è attualmente non praticabile per motivi di sicurezza.
Civita: il borgo Arbëreshë che custodisce l’albanese in Calabria
Cultura italo-albanese unica
Civita è uno dei paesi di cultura arbëreshë in Calabria, nella provincia di Cosenza. Gli abitanti si chiamano “arbëreshë” e parlano una variante antica dell’albanese, tramandata di generazione in generazione insieme ai riti e al folklore tradizionale.
La Calabria ospita la più alta densità di comunità Ärbëreshë in Italia, quasi tutte in provincia di Cosenza. Questi albanesi si rifugiaronoin Italia nel XV secolo quando l’esercito Ottomano invase i Balcani, portando con sé tradizioni che resistono ancora oggi.
Cosa vedere nel borgo
Case Kodra: le “casette dal volto umano”
Le Case Kodra sono abitazioni storiche realizzate su due livelli, con una grande porta al primo piano. Sopra la porta (non su tutte) si erge un comignolo che ricorda un volto umano con occhi e bocca.
Queste case in pietra furono costruite tra il Seicento e il Settecento e prendono il nome dal pittore post-cubista Ibrahim Kodra, che nelle case di Civita riconosceva geometrie e colori della sua arte.
Comignoli particolari
Civita è conosciuto come il paese dei comignoli dalle forme particolari, elementi distintivi dell’architettura locale arbëreshë.
Museo Etnico Arbëreshë
Per approfondire la cultura italo-albanese, visita il Museo Etnico della cultura Arbëresh, creato proprio per la tutela e promozione della cultura della minoranza etnica. Il museo ospita collezione di oggetti tradizionali, documentazione della lingua e mostre sui riti religiosi.
Chiesa e riti tradizionali
Nel borgo si conservano le tradizioni arbëreshë inclusi riti religiososi unici che mescolano tradizioni albanesi e italiane.
Itinerario ideale: giorno completo tra gole e borgo
Programma consigliato
| Tempo | Attività |
|---|---|
| 9:00 | Arrivo a Civita, visita al borgo |
| 10:00 | Case Kodra e comignoli, Museo Etnico Arbëreshë |
| 11:30 | Camminata verso il Ponte del Diavolo |
| 12:30 | Vista panoramica sulle Gole del Raganello |
| 13:30 | Pranzo con cucina arbëreshë locale |
| 15:00 | Escursione sentiero CAI 934 (se disponibile) |
| 17:00 | Rientro o attività rafting/canyoning (con guida) |
Per chi è ideale questo itinerario
- Camminatori e escursionisti: sentieri CAI nel Parco del Pollino
- Coppie: vista romantica dal Ponte del Diavolo
- Food lover: cucina tradizionale arbëreshë
- Viaggiatori slow: scoperta di cultura unica e natura selvaggia
- Famiglie: visita al borgo e vista panoramica adatta a tutti
Consigli pratici per visitare Gole del Raganello e Civita
Come arrivare
IN AUTO (modo più consigliato):
- Dall’autostrada A3 SA-RC: uscita Frascineto-Castrovillari, poi 6 km in direzione Civita
- Dalla SS 106: uscita Villapiana-Castrovillari, direzione Civita
- Distanza da Cosenza: circa 70 km
- Distanza da Reggio Calabria: circa 180 km
IN BUS:
- Collegamenti(limitati) da Castrovillari con servizio regionale
- Verificare orari su servizi regionali calabresi
Periodo migliore per visitare
- Giugno-settembre: periodo ideale per accesso alle gole, temperature miti in montagna
- Giugno è particolarmente consigliato: meno caldo rispetto a luglio-agosto, flora in piena fioritura
- Autore: settembre offre colori autunnali magnificent
Dove mangiare
- L’Oste d’Arberia: ristorante tradizionale con cucina arbëreshë
- L’Antico Ulivo: Ristorante Pizzeria con cucina tipica locale
- La Piccola Bottega del Gusto (Plataci vicino): cucina italo-albanese tradizionale
Cosa mangiare: gastronomia Arbëreshë
La cucina calabrese arbëreshë è patrimonio nazionale che rispetta riti e tradizioni antichi:
- Dromsa: piatto tradizionale italo-albanese (ricetta tramandata)
- Prodotti locali: formaggi del Pollino, olio d’oliva, peperoncini calabresi
- Vini del Pollino: vini locali da vitigni autoctoni
Errori da evitare
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- Parcheggio: gratuito a Civita
- Ingresso gole: gratuito per escursioni, paga per canyoning/rafting con guida
- Museo Etnico: circa €3-5
- Pranzo: €15-25 per piatto tradizionale
FAQ: domande frequenti sulle Gole del Raganello e Civita
1. Quando è il periodo migliore per visitare le Gole del Raganello?
Il periodo migliore è da giugno a settembre, quando l’accesso alle gole per canyoning e torrentismo è permesso con guide abilitate. Giugno offre temperature miti in montagna, ideale per alternative montane al mare.
2. Come si arriva a Civita dal mare?
Dall’autostrada A3 SA-RC, prendi l’uscita Frascineto-Castrovillari e proseguire per circa 6 km in direzione Civita. Dalla SS 106 prendi l’uscita Villapiana-Castrovillari.
3. Cosa sono le case Kodra di Civita?
Le Case Kodra sono abitazioni storiche in pietra del Seicento-Settecento con comignoli che ricordano volti umani (occhi e bocca), chiamate così per il pittore Ibrahim Kodra.
4. Si può fare canyoning alle Gole del Raganello senza guida?
No, l’accesso alle gole per canyoning e torrentismo è permesso solo con guide abilitate. Prenota sempre con professionisti certificati.
5. Qual è la lingua parlata dagli arbëreshë di Civita?
Gli abitanti di Civita parlano una variante antica dell’albanese, tramandata di generazione in generazione per oltre 500 anni depuis il rifugio dai Ottomani nel XV secolo.
Le Gole del Raganello e il borgo di Civita offrono un itinerario único che unisce lo spettacolo naturalistico del “Gran Canyon d’Europa” alla scoperta della cultura Arbëreshë italo-albanese. Dal Ponte del Diavolo con vista sulle pareti vertiginose fino alle case Kodra con comignoli antropomorfi, questo percorso nel Parco Nazionale del Pollino regala natura selvaggia e tradizione millenaria.
A giugno, quando molti cercano solo il mare calabrese, chi visita queste montagne trova alternative montane impressionanti con temperature miti, flora in fioritura e cultura unica. Pianifica il tuo viaggio con guida per attività avventurose, visita il Museo Etnico Arbëreshë, e gusta la cucina tradizionale per un’esperienza completa di natura e tradizione italo-albanese nel cuore della Calabria.




























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