Montelapiano è il comune meno popolato dell’intera regione, con appena 69 abitanti, adagiato a 740 metri sulle pendici del Monte Vecchio nella media Val di Sangro. È noto come il “terrazzo d’Abruzzo” perché dalle sue piazzette e scalinate si apre un panorama amplissimo sulla valle del Sangro, sui massicci della Maiella e delle Mainarde, sul lago di Bomba e, nelle giornate più terse, fino alla costa adriatica.
Passeggiare a Montelapiano significa entrare in un mondo rallentato, fatto di stradine strette, lunghe rampe di gradini e piccoli affacci panoramici dove il tempo sembra essersi fermato. Il borgo conserva un interessante patrimonio artistico e religioso, con chiesette storiche e una scaletta artistica decorata da ceramiche colorate che raccontano, come un libro a cielo aperto, le tradizioni del paese.
Per chi ama la natura, Montelapiano è anche una base ideale: sentieri e percorsi escursionistici attraversano boschi e pascoli intorno al borgo, mentre la vicinanza al lago di Bomba permette di praticare pesca sportiva e attività all’aria aperta tra acqua e montagna. La posizione, a metà strada tra le montagne di Roccaraso e il mare Adriatico, lo rende un punto strategico per esplorare un Abruzzo allo stesso tempo montano e marinaro, senza rinunciare alla quiete di un paese minuscolo.
Per approfondire Montelapiano e i suoi panorami:
- Sito ufficiale Abruzzo Turismo: https://www.abruzzoturismo.it/it/destinazioni/montelapiano
Carapelle Calvisio: fortificato tra Gran Sasso e Maiella
Carapelle Calvisio conta appena 78 abitanti ed è arroccato a circa 900 metri di quota sulle colline calcaree della Valle Tritana, sul versante aquilano del Gran Sasso. Il borgo è avvolto da boschi di querce e pini e gode di un’aria limpida e profumata, con un belvedere naturale che guarda verso il massiccio della Maiella e le montagne circostanti.
Il nucleo più antico sorge sulla sommità di un colle ed è ancora leggibile come borgo fortificato, con tracce di mura medievali, case-mura e strette vie selciate che conservano un raro carattere unitario di architettura minore abruzzese. Tra gli edifici di rilievo spiccano la parrocchiale cinquecentesca di Santa Maria, la chiesa di San Francesco con altare barocco e soffitto a cassettoni, e i ruderi rurali di San Cristoforo, che aggiungono fascino romantico al paesaggio agricolo circostante.
Carapelle Calvisio appartiene a quella costellazione di borghi minimi dell’altopiano, un tempo legati alla Baronia di Carapelle insieme a Castelvecchio Calvisio, Calascio e Santo Stefano di Sessanio, e oggi perfetti per chi cerca un turismo di prossimità fatto di silenzi, storia e cammini lenti. A pochi chilometri da qui si diramano sentieri escursionistici del Gran Sasso che permettono di abbinare la visita al borgo con trekking panoramici, fotografia di paesaggio e scoperta delle tradizioni pastorali.
Per scoprire meglio Carapelle Calvisio:
- Scheda su Italia.it: https://www.italia.it/it/abruzzo/l-aquila/carapelle-calvisio
- Approfondimento storico-artistico: https://camminodelgransasso.it/carapelle-calvisio/
Montebello sul Sangro: l’antico borgo di “Buonanotte”
Montebello sul Sangro, con i suoi circa 87 abitanti, è il secondo comune più piccolo d’Abruzzo e domina la valle del Sangro dalla sua posizione a circa 800 metri di altitudine in provincia di Chieti. Il paese è diviso in due anime: il borgo nuovo, con il parco pubblico e i monumenti ai caduti e a Padre Pio, e l’affascinante borgo antico, noto come Buonanotte Vecchia, arroccato più in alto e raggiungibile attraverso un sentiero nel bosco o una stradina che risale la roccia.
L’antico abitato, conosciuto fino agli anni Sessanta proprio con il nome di Buonanotte, è avvolto da leggende medievali e custodisce ruderi suggestivi come il castello Caracciolo del XIII secolo, le case pastorali in pietra e il campanile superstite della vecchia chiesa di Santa Giusta. Dal paese si gode una vista ampia sulla media valle del Sangro e sul lago di Bomba, con scenari che cambiano colore a seconda delle stagioni e che restituiscono tutta l’essenza rurale dell’Abruzzo interno.
Montebello sul Sangro è un borgo per chi ama i luoghi fuori traccia: pochi abitanti, grande quiete, una storia fatta di cambi di nome e frane che hanno spostato il baricentro della vita dal borgo vecchio a quello nuovo, ma senza cancellare il legame con il passato. Camminare tra i resti di Buonanotte Vecchia, tra pietra viva e silenzi, significa entrare in una dimensione quasi teatrale, dove l’immaginazione ricostruisce le vicende feudali e la quotidianità contadina di un tempo.
Per approfondire Montebello sul Sangro:
- Scheda turistica Regione Abruzzo: http://www.abruzzoturismo.it/it/destinazioni/montebello-sul-sangro
- Racconto storico e paesaggistico: https://abruzzoforteegentile.altervista.org/montebello-sul-sangro-la-storia-sconfitta-buonanotte/
- Approfondimento sul borgo di Buonanotte Vecchia: https://www.yesabruzzo.com/montebello-sul-sangro
Perché raccontarli oggi
Questi tre micro-paesi sono laboratori viventi di resistenza allo spopolamento, dove una manciata di residenti continua a presidiare territori, paesaggi e memorie che rischierebbero di perdersi. Raccontarli significa valorizzare un Abruzzo meno conosciuto, fatto di borghi quasi “sussurrati”, perfetti per un turismo lento, consapevole e profondamente emotivo.




























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