La Calabria è spesso associata al mare, ma una delle sue anime più intense si nasconde nell’entroterra, tra colline, montagne, castelli e antiche lingue. Qui si trovano i 6 borghi certificati con la Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano, un marchio di qualità turistico‑ambientale che premia l’eccellenza dell’accoglienza, il patrimonio culturale e la sostenibilità del territorio.
Visitare questi centri significa scoprire un ritmo lento, materiali, tradizioni e sapori che cambiano di paese in paese, dal Pollino al Jonio, dalla Sila Piccola all’Aspromonte. In questo articolo vi portiamo tra i vicoli, i musei e i panorami di Civita, Morano Calabro, Oriolo, Taverna, Gerace e Bova, con consigli pratici per pianificare un viaggio autentico in Calabria.
Cosa sono le Bandiere Arancioni
La Bandiera Arancione è un marchio di qualità del Touring Club Italiano, dedicato ai piccoli centri dell’entroterra italiano, con meno di 15 mila abitanti. Il riconoscimento valuta soprattutto:
- qualità dell’accoglienza e dell’ospitalità;
- stato di conservazione del patrimonio storico‑artistico;
- integrazione tra natura, paesaggio e attività turistiche;
- efficacia dei servizi essenziali (parcheggi, segnaletica, info point).
Per un viaggiatore, Bandiera Arancione significa:
- basse probabilità di turismo di massa e più possibilità di vivere il borgo “come fa la gente del posto”;
- percorsi ben segnalati, musei e iniziative locali curate;
- interesse per famiglie, camminatori e food lover, grazie a percorsi guidati, agriturismi e sagre tipiche.
In Calabria sono attualmente 6 i comuni premiati, divisi tra le province di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria.
I 6 borghi calabresi con Bandiera Arancione
Partendo da nord verso sud, i 6 gemme Bandiera Arancione sono:
- Civita (provincia di Cosenza);
- Morano Calabro (provincia di Cosenza);
- Oriolo (provincia di Cosenza);
- Taverna (provincia di Catanzaro);
- Gerace (provincia di Reggio Calabria);
- Bova (provincia di Reggio Calabria).
Ognuno ha un’“identità” precisa: lingue antiche, legami con artisti famosi, castelli medievali o posizioni panoramiche sul mare. Questo li rende perfetti per un itinerario di 3–7 giorni che unisce montagna, collina e costa.
Cosenza: borghi del Pollino e dell’Alto Jonio
Civita, il borgo dall’anima arbëresh
Arroccato alle pendici del Parco Nazionale del Pollino, Civita è un concentrato di cultura arbëresh, con riti, canti e festività che mescolano radici albanesi e tradizioni calabresi. Il borgo è famoso per i suoi vicoli in pietra, le case a corte, le scalinate che si aprono su scorci sul monte e per il Ponte del Diavolo, una struttura medievale che collega il centro storico alla zona esterna.
Tra le cose da vedere:
- il Castello De Sangro, che domina il paese;
- le chiese barocche e le edicole votive disseminate nei vicoli;
- il museo o le esposizioni dedicate alla cultura arbëresh, da visitare in occasione delle feste patronali e delle sagre.
Consiglio per chi ama la natura: si può abbinare una visita a Civita con un’escursione nel Pollino (sentieri segnalati, boschi, vista sul “Lattari” e su Lagonegro).
Morano Calabro, il “paese presepe” nel Pollino
Morano Calabro è spesso definito “il paese presepe” per la sua struttura a terrazze, con case in pietra che si susseguono lungo il pendio, dominato dal Castello Normanno‑Svevo, uno dei più importanti della Calabria. La posizione all’interno del Parco Nazionale del Pollino ne fa un punto di partenza ideale per escursioni in montagna, anche per famiglie con bambini.
Da non perdere:
- le mura e la vista dal castello, con panorami sul Pollino e sulla valle sottostante;
- la cattedrale di Santa Maria Assunta, con elementi romanici e gotici;
- i percorsi pedonali intorno al paese, che passano per boschi, uliveti e piccoli torrenti.
Un’ottima base per chi viaggia in auto e vuole unire arte, storia e natura in un solo giorno.
Oriolo, le colline dell’Alto Jonio
Arroccato su un colle a oltre 500 metri di altitudine, Oriolo domina l’Alto Jonio Cosentino tra uliveti secolari e colline verdi. Il suo castello, con torrioni e mura, è il centro visivo del paese, circondato da strade strette in pietra, chiese barocche e scorci mare.
Cosa fare:
- una passeggiata sul muro di cinta o verso i punti panoramici con vista sul golfo;
- visitare la cattedrale di San Giovanni Battista e la chiesa di Santa Maria delle Grazie;
- degustare i prodotti locali: olio d’oliva, miele, vini del territorio e dolci tradizionali.
Oriolo è perfetto per chi cerca un borgo tranquillo, con pochi turisti e un’atmosfera intima, adatta a coppie e viaggiatori lenti.
Taverna, la città d’arte tra Sila e campagna
Incastonata alle porte della Sila Piccola, Taverna è la città natale del pittore barocco Mattia Preti, noto come il “Caravaggio della Calabria”. Il nucleo storico è un piccolo museo a cielo aperto, con palazzi aristocratici, chiese affrescate e cortili interni ricchi di vita.
Punti forti:
- il Museo Diocesano “Monsignor De Luca”, che ospita affreschi staccati, opere di Mattia Preti e altri artisti;
- il parco urbano “Domenico Mazzarello”, ideale per chi viaggia con bambini;
- i vicoli del centro storico, dove trovare botteghe artigiane e piccoli ristoranti locali.
Periodo ideale:
- primavera e autunno per escursioni in Sila e in Madia‑Ampollino, con temperature miti e natura colorata.
Gerace, il borgo medievale della Costa dei Gelsomini
Nel cuore della Costa dei Gelsomini, Gerace è uno dei borghi medievali più suggestivi della Calabria. Le sue case in pietra chiara, le scalinate e le chiese fortificate lo rendono un perfetto “bivacco” tra mare e montagna.
Simboli del borgo:
- il castello normanno, con vista fino al Mar Ionio;
- la cattedrale dedicata a Maria Santissima Assunta, con elementi gotici e bizantini;
- i vicoli stretti che si aprono su piazze e terrazze panoramiche.
Gerace è perfetto per chi vuole:
- giornate rilassate tra centro storico, spiagge vicine (come Roccella Jonica) e trekking sulle colline interne.
Bova, il cuore della Bovesia grecanica
Alto sull’Aspromonte, Bova è il cuore della Bovesia, la zona dove si parla ancora la lingua grecanica e si conservano tradizioni millenarie. Il paese è un insieme di strade in pietra, balconi in legno e finestre che si aprono sulle valli e sul mare.
Cosa vivere:
- le feste popolari in cui la lingua grecanica viene recitata o cantata;
- la visita al Museo Civico e ad altri spazi dedicati alla civiltà contadina e artigianale;
- un’escursione o trekking sulle creste dell’Aspromonte, con vista fino al mare.
Per le famiglie: alcuni percorsi sono adatti anche ai bambini, ma servono scarpe adatte e acqua a sufficienza.
Come pianificare il viaggio nei borghi Bandiera Arancione
Periodo migliore per andare
- Primavera (aprile–maggio) e autunno (settembre–ottobre) sono i mesi migliori per visitare la Calabria interna: temperature miti, meno affollamenti e natura rigogliosa.
- L’estate è ideale se si vuole abbinare borghi e mare (Gerace, Bova → Costa dei Gelsomini), ma il caldo può essere intenso nell’entroterra.
Idee di itinerario
- Weekend nel Pollino: Civita + Morano Calabro (1 notte in ciascun borgo o in un unico hub nella Sibaritide).
- 3 giorni Altopiano e Sila: Oriolo (giorno 1) + Taverna (giorno 2) + escursione in Sila Piccola o Madia‑Ampollino (giorno 3).
- Itinerario Sud: Gerace (giorno 1) → Bova (giorno 2) con base nella Costa dei Gelsomini.
Come arrivare
- Tutti i borghi sono raggiungibili comodamente in auto tramite le superstrade SS106 (Jonio) e SS107 (Sibaritide), oltre alle statali per Pollino e Aspromonte.
- Chi arriva in aereo può atterrare a Lamezia Terme e impostare un itinerario a tappe; in alternativa Reggio Calabria per visitare Gerace e Bova.
Consigli pratici e errori da evitare
- Arrivare al mattino nei borghi storici: il caldo è più supportabile, i parcheggi più liberi e i luoghi più tranquilli da fotografare.
- Verificare orari dei musei e chiese, spesso ridotti in bassa stagione o il lunedì.
- Non tralasciare l’acqua e le scarpe comode: molti borghi sono su pendenze, con scalinate e pavimentazione irregolare.
- Prenotare con anticipo in alta stagione soprattutto a Gerace, Bova e nei dintorni del Pollino, dove le strutture sono limitate.
FAQ sui borghi Bandiera Arancione della Calabria
1. Quali sono i 6 borghi calabresi con Bandiera Arancione?
Sono Civita, Morano Calabro e Oriolo in provincia di Cosenza, Taverna in provincia di Catanzaro, Gerace e Bova in provincia di Reggio Calabria.
2. Qual è il periodo migliore per visitarli?
I mesi ideali sono primavera (aprile–maggio) e autunno (settembre–ottobre), quando il clima è mite e i borghi sono meno affollati.
3. Quanto tempo serve per vederli tutti?
Un viaggio di 5–7 giorni permette di visitare tutti e 6 i borghi, abbinando natura (Pollino, Sila, Aspromonte) e Costa dei Gelsomini.
4. Sono adatti alle famiglie?
Sì, in particolare Civita, Morano Calabro, Taverna e Gerace offrono percorsi pedonali, parchi urbani e musei accessibili, ma è consigliato valutare la fatica delle salite per i bambini più piccoli.
5. Come arrivano i turisti in questi borghi?
Quasi tutti i borghi sono raggiungibili in auto da Lamezia Terme o Reggio Calabria; ci sono collegamenti stradali diretti, ma i trasporti pubblici sono limitati, quindi l’auto è la soluzione più pratica.
Con i loro racconti antichi, i panorami che cambiano a ogni curva e l’ospitalità genuina, i 6 borghi calabresi con Bandiera Arancione invitano a scoprire una Calabria più lenta, profonda e autentica. Che siate in cerca di natura, storia, cibo o semplicemente di un po’ di pace, questi borghi offrono un’alternativa preziosa al turismo di massa, perfetta per chi ama viaggiare con curiosità e senza fretta.




























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