Nel cuore dell’entroterra sud italiano, dove i calanchi argilosi scolpiti dall’erosione disegnano paesaggi lunari e il silenzio avvolge vicoli deserti, emerge un trend turistico solido: il turismo dei luoghi abbandonati. A metà giugno 2026, viaggiatori solitari e fotografi di paesaggio rispondono con crescente interesse ai “paesi-museo” della Basilicata e della Calabria, luoghi dove il tempo si è fermato ma il fascino spettrale continua a emozionare.
Tra questi, Craco spicca come il borgo fantasma più celebre della Basilicata, sospeso su una cresta di calanchi lucani nella provincia di Matera. Ma non è solo: Africo Vecchio, Pentedattilo, Roghudi Vecchio e altri borghi abbandonati raccontano storie di calamità naturali, emigrazione e comunità perdute, offrendo oggi esperienze di turismo lento, autentico e profondamente consapevole.
Questo reportage pratico ed emozionale ti guida alla scoperta del fascino spettrale dei calanchi lucani che circondano Craco, spiegando come effettuare la visita guidata in sicurezza con il caschetto protettivo, quali orari e biglietti scegliere, e comePlanificare un viaggio verso i borghi fantasma più suggestivi del Sud Italia.
Craco: il borgo fantasma sospeso sui calanchi lucani
La storia di un abandono inevitabile
Craco è una città fantasma della Basilicata situata in provincia di Matera, circa 50 chilometri da Matera e dai suoi Sassi. Arroccato su una collina tra la Val d’Agri, l’Appennino Lucano e la costa ionica, il borgo domina un paesaggio spettacolare segnato dai calanchi, formazioni argillose scolpite dall’erosione nel corso dei secoli.
L’abbandono del centro storico avvenne negli anni Sessanta quando una frana costrinse gli abitanti a evacuare, trasformando Craco in una città fantasma dal fascino magnetico. Prima di quel evento, una frana, poi un’alluvione e infine un terremoto avevano già minacciato la stabilità del borgo, costringendo la popolazione a fuggire via. Oggi restano le antiche rovine delle case in pietra, un campanile solitario, facciate scrostate e finestre che guardano una valle color argilla.
Il riconoscimento mondiale e il recupero turistico
A partire dal 2009 si è cercato di recuperare il paese e dargli nuova vita turistica e culturale, mettendo in sicurezza alcune zone. Nel 2010, l’organizzazione non profit World Monuments Fund ha inserito Craco nella lista dei siti storici da salvaguardare per le generazioni future. Dal 2011, il comune ha istituito un piano di recupero del borgo realizzando un percorso di visita guidata che consente di arrivare fino all’ex piazza principale.
A marzo 2023 è stato riaperto il Parco museale scenografico con il quale è possibile visitare e addentrarsi, accompagnati da una guida, nel borgo seguendo un percorso messo in sicurezza. Con l’acquisto del biglietto intero, o separatamente, è possibile visitare anche il Museo Emozionale allestito all’interno dell’antico monastero di San Pietro dei Frati Minori, dove attraverso un allestimento multimediale si può scoprire com’era la vita a Craco e quale fosse il suo aspetto originario.
Guida alla visita di Craco: il borgo fantasma della Basilicata
Come arrivare a Craco
Craco si raggiunge principalmente in auto, attraversando strade interne che regalano già un assaggio del paesaggio lucano. Il centro visite nel nuovo abitato è il punto di partenza: qui si acquistano i biglietti e viene consegnato il caschetto protettivo. La biglietteria non si trova all’ingresso del paese, ma al margine nord occidentale del borgo, vicino una piccola chiesa, ad 800 metri di distanza dall’entrata principale del borgo.
Orari di visita e periodi migliori
Dal 1° aprile al 31 ottobre è possibile fare la visita tutti i giorni, dalle ore 10:00 alle 18:00. Dal 1° novembre al 31 marzo, invece, sarà fruibile tutti i weekend e nei giorni festivi, dal venerdì alla domenica, dalle ore 10:00 alle 15:00.
Mezzo giugno è il periodo ideale: le giornate sono lunghe, la temperatura è mite e i calanchi lucani mostrano i loro colori più intense sotto la luce dorata del sole. Per i fotografi di paesaggio, mattinate e tardi pomeriggi offrono la migliore illuminazione per catturare le ombre lunghe sui solchi argilosi.
Biglietti e costo della visita guidata
La visita deve essere obbligatoriamente fatta con la guida che ti fornirà caschetto di protezione e cuffietta (per i capelli), dura circa 1 ora e costa 15€. Gratuito per i ragazzi al di sotto dei 14 anni.
Per visitare la zona antica del borgo, con le sue rovine, dovrai affidarti a una visita guidata. Muniti di elmetti protettivi e di uno speciale pass rilasciato dall’amministrazione comunale, la guida accompagna i visitatori nelle zone del crollo, alla scoperta di Craco e della sua storia. Il percorso, di circa un’ora e mezza, permette ai visitatori di immergersi in un luogo dove il tempo si è fermato, per davvero.
Se vuoi visitarla liberamente potrai farlo, ma senza andare al di là del recinto protettivo della zona antica. L’accesso a Craco Vecchia non è libero: per motivi di sicurezza si entra solo accompagnati, seguendo i percorsi stabiliti dal Parco Museale Scenografico di Craco.
Cosa indossare e consigli pratici
Per visitare il borgo viene fornito un caschetto protettivo e si consiglia di indossare scarpe antiscivolo e portare con sé dell’acqua. Le visite guidate sono rigorosamente effettuate da guide accreditate che muniscono i visitatori di un caschetto protettivo, in quanto, pur essendo costantemente sotto controllo, la stabilità delle architetture è ancora precaria.
Gli itinerari prevedono soste nei punti più significativi, con passaggi obbligati lungo tratti messi in sicurezza. Gli orari e le modalità possono variare: le informazioni aggiornate si dovrebbero verificare sul sito ufficiale della cooperativa che gestisce il parco insieme al Comune.
I calanchi lucani: il paesaggio surreale che circonda Craco
Visitare Craco significa anche ammirare uno degli scenari naturali più suggestivi del Sud Italia: i calanchi lucani. I calanchi sono un fenomeno di erosione del terreno che però dà vita a veri e propri solchi, rendendo il paesaggio ancestrale, primordiale, quasi ci trovassimo sulla Route 66 americana.
Immerso nell’incanto della Vallata Sant’Elia, il paesaggio dei calanchi presenta formazioni argillose scolpite dall’erosione nel corso dei secoli, con un aspetto lunare che affascina fotografi e viaggiatori solitari. Camminare tra le rovine di Craco while osservando questi solchi argilosi regala un’esperienza emotiva profonda: passi lenti, ghiaia che scricchiola, vento nei vicoli.
Altri borghi fantasma da scoprire in Basilicata e Calabria
Basilicata: oltre Craco
In provincia di Matera troviamo anche il borgo medievale di Alianello, un agglomeretto urbano su uno sperone roccioso abbandonato dopo il terremoto del 1857. A pochi chilometri da Irsina, in provincia di Matera, Taccone fu costruito negli anni ’50 dopo l’inserimento nel progetto di riforma agraria del territorio, ma oggi conta meno di trenta famiglie residenti e quasi tutte le strutture pubbliche sono abbandonate.
Calabria: i paesi-museo dell’entroterra grecanico
In Calabria c’è una costellazione di borghi abbandonati soprattutto nell’estremo sud che porta ancora testimonianza dell’antica dominazione greca in un dialetto ricco e affascinante.
Pentedattilo (RC): arroccato sulla roccia a forma di mano (il nome significa “cinque dita”), è tra i più suggestivi della regione. Il borgo esisteva già nel IX secolo e si trova nell’area grecanica della Calabria dove si parla ancora un dialetto greco. Abbandonato fino a poco tempo fa, il borgo antico era considerato il paese fantasma più suggestivo della Calabria. Oggi è vivo grazie al Pentedattilo Film Festival che attira registi, artisti e turisti da tutto il mondo. In estate si anima grazie al festival, ma in autunno torna a essere quasi deserto: il momento giusto per andare a caccia di fantasmi.
Africo Vecchio (RC): evacuato dopo un’alluvione, oggi è meta di escursioni naturalistiche.
Roghudi Vecchio (RC): borgo grecanico lasciato a causa delle alluvioni, ancora intatto nelle sue case di pietra.
Ferruzzano Superiore (RC): segnato da terremoti, conserva le cicatrici del suo abbandono.
Acerenthia (KR): antico borgo enotrio immerso nella natura silana, abbandonato nell’Ottocento.
Box di consigli pratici per la visita
Checklist prima di partire
Errori da evitare
- Non entrare senza guida: l’accesso a Craco Vecchia non è libero per motivi di sicurezza
- Non visitare in inverno senza verificare: dal 1° novembre al 31 marzo solo weekend e giorni festivi
- Non dimenticare le scarpe adatte: i calanchi sono instabili e scivolosi
- Non snobbare il Museo Emozionale: ti mostra come era la vita a Craco prima dell’abbandono
Esperienza ideale per不同类型 di viaggiatori
- Viaggiatori solitari: mezzo giugno offre giornate lunghe e silenzio profondo per esplorare senza fretta
- Fotografi di paesaggio: mattinate e tardi pomeriggi con illuminazione dorata sui calanchi
- Coppie: visita guidata di 1-1,5 ore con sosta nei punti più significativi
- Camminatori: percorso messo in sicurezza lungo la cresta di calanchi
- Travel slow: il turismo dei borghi fantasma regala tempo per osservare dettagli e ascoltare il vento
FAQ: domande frequenti sui borghi fantasma di Basilicata e Calabria
1. È sicuro visitare Craco senza guida?
No. L’accesso a Craco Vecchia non è libero: per motivi di sicurezza si entra solo accompagnati da guide accreditate, seguendo i percorsi del Parco Museale Scenografico.
2. Quanto dura la visita guidata a Craco?
La visita guidata dura circa 1 ora (alcuni percorsi fino a 1,5 ore) e include il caschetto protettivo fornito dalla guida.
3. Qual è il costo del biglietto per Craco?
Il costo è 15€ per la visita guidata completa. Gratuito per ragazzi under 14.
4. Quando è il periodo migliore per visitare i borghi fantasma?
Mezzo giugno è ideale: giornate lunghe, temperature miti, illuminazione dorata sui calanchi. Autunno è perfetto per Pentedattilo (meno turisti, atmosfera più spettrale).
5. Posso fotografare liberamente nei borghi abbandonati?
Sì, la fotografia è consentita durante la visita guidata. I fotografi di paesaggio trovano qui atmosfere uniche per catturare silenzi e rovine.
I borghi fantasma della Basilicata e della Calabria non sono semplici rovine: sono luoghi sospesi nel tempo dove il silenzio racconta storie di comunità perdute, calamità naturali e tradizioni sopravvissute nella memoria collettiva. Craco, sospeso sui calanchi lucani, offre un’esperienza emotiva profonda per viaggiatori solitari e fotografi che cercano autenticità lontano dal turismo di massa.
Visitare questi luoghi con guida e caschetto protettivo non è solo una questione di sicurezza: è un modo per rispettare la memoria di chi ha vissuto qui e per preservare questi siti storici per le generazioni future. Il turismo lento e consapevole che anima i paesi-museo del Sud Italia rappresenta una grande opportunità per custodire la memoria, trasformare l’abbandono in risorsa e costruire un modello di viaggio che mette al centro l’autenticità.




























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