Ci sono luoghi che toccano l’anima prima ancora di essere visti. Il Faro della Ritorna di Ortona è uno di quelli. Qui, dove le acque cristalline dell’Adriatico si infrangono sulle scogliere di ciottoli bianchi, la realtà e la leggenda si intrecciano in un abbraccio inestricabile, creando un’atmosfera che incanta ogni visitatore.
Domenico Vasile lo ha compreso quando, lo scorso 29 gennaio 2026, ha puntato il suo obiettivo verso questa piccola spiaggetta, immortalando non solo un faro, ma l’essenza stessa della Costa dei Trabocchi abruzzese.
La Magia di Un Faro Construito nel 1937
Il Faro della Ritorna non è solo un’opera di ingegneria marittima. Costruito nel 1937, questa torre ottagonale di 24 metri d’altezza, con il suo inconfondibile bianco e nero, rappresenta la sentinella di Ortona. La lanterna grigia metallica, posizionata a 23 metri sul livello del mare, emette due lampi bianchi ogni sei secondi, visibili fino a 15 miglia nautiche. Ma al di là delle specifiche tecniche, ciò che rende straordinario questo faro è la sua collocazione: si trova alle spalle della spiaggetta della Ritorna, direttamente sotto il Castello Aragonese, come se proteggesse una storia d’amore attraverso i secoli.
La Leggenda che Respira nel Vento
Quando il sole tramonta sul mar Adriatico e le nuvole si tingono di rame e grigio, è facile comprendere perché questa spiaggia sia legata a una delle leggende più affascinanti d’Italia: la Leggenda della Ritorna.
Racconta la storia che una principessa, abitante del Castello Aragonese che domina la costa, si innamorò di un nobile principe. Quando questi dovette salpare verso il mare per combattere i pirati saraceni che infestavano l’Adriatico, promise il ritorno. Ma il destino ebbe altri piani. Durante la battaglia, una lancia trafisse il cuore del principe, gettandolo nelle acque turchesi.
Ogni giorno, dal tramonto all’alba, la principessa tormentata si recava sullo scoglio più lontano della costa e gridava verso l’orizzonte: “Ritorna, ritorna…”. I pescatori di passaggio sentivano i suoi lamenti, il mare stesso sembrò commuoversi. Secondo la leggenda, un giorno un’onda gigantesca la rapì, portandola finalmente da colui che attendeva. Da quel giorno, quella spiaggetta prese il nome dalla speranza della principessa: Spiaggia della Ritorna.
L’Immagine di Domenico Vasile: Arte che Racconta la Leggenda
Lo scatto di Domenico Vasile è un capolavoro di narrazione visiva. La fotografia cattura il faro della Ritorna nel momento in cui la natura mostra tutta la sua potenza e il suo pathos.
La composizione: Il faro, protagonista indiscusso, si erge fiero sullo sfondo, mentre in primo piano le scogliere di roccia nera si scontrano con onde che sembrano impazzite. L’utilizzo della tecnica del long exposure ha trasformato l’acqua in un velo bianco e fantasmagorico, creando un senso di movimento perpetuo—quasi come se le onde continuassero a invocare il ritorno di quel principe perduto.
I colori: Il contrasto tra il bianco splendente della torre, il nero della roccia lavica e il blu-turchese delle acque dell’Adriatico crea una palette che racconta una storia in sé. Il mare, con le sue sfumature che passano dall’azzurro chiaro al blu profondo, evoca quella sensazione di profondità, di mistero, di cose che giacciono sepolte sott’acqua.
Il cielo: Forse la scelta più suggestiva. Le nuvole grigie e minacciose, attraversate da sprazzi di luce dorata, creano un’atmosfera che è al contempo romantica e malinconica. È il cielo di una storia d’amore tragico, il cielo che avrebbe visto gridare la principessa verso l’orizzonte.
L’emozione: Questa fotografia non rappresenta semplicemente un luogo geografico. È la visualizzazione di un’emozione umana universale: l’attesa, la speranza, il dolore della perdita. Domenico ha colto l’essenza stessa del mito che circondata questa spiaggetta.
La Spiaggetta della Ritorna: Un Luogo di Bellezza Intoccata
La Spiaggetta della Ritorna è una piccola insenatura di ciottoli bianchi e levigati dal mare, caratterizzata da acque cristalline che mutano dal turchese al blu profondo. Il fondale degrada rapidamente verso il largo, circondato da scogliere e frangiflutti che creano un’atmosfera selvaggia e incontaminata.
A differenza delle spiagge attrezzate di Ortona, questa rimane libera, priva di servizi commerciali, preservando così la sua autenticità e il suo fascino selvatico. È il luogo ideale per chi cerca un’esperienza autentica, dove la storia, la leggenda e la natura si uniscono in perfetta armonia.
Raggiungibile a piedi attraverso sentieri che percorrono la costa, la spiaggetta invita a una pausa meditativa, a un momento in cui ci si può fermare e ascoltare il suono delle onde che ripetono, ancora oggi, il verso della principessa: “Ritorna…”
Il Contesto Storico: Dall’Antichità alla Rinascita
Quel che rende ancora più affascinante la Spiaggetta della Ritorna è il fatto che sorga direttamente sotto il Castello Aragonese, una fortificazione del XV secolo che domina l’intero panorama costiero.
In questa medesima zona si trova il porto più antico di Ortona, un luogo frequentato fin dalla preistoria, dove le prime popolazioni frentane si stabilirono grazie alla sua posizione strategica e alle risorse naturali. I ciottoli bianchi della spiaggia rimangono come testimonianza di questa lunga storia, depositati dal mare nel corso di millenni.
Eppure, quando si contempla questo paesaggio incantevole, è difficile immaginare che proprio qui, nel dicembre del 1943, si svolse la Battaglia di Ortona, la cosiddetta “Stalingrad italiana”, uno dei conflitti più brutali della Seconda Guerra Mondiale. La guerra distrusse gran parte della città, ma non riuscì a cancellare la bellezza selvaggia di questa spiaggia, né il potere della leggenda che la protegge.
Perché Visitare il Faro della Ritorna
Se siete amanti di travel blog sull’Abruzzo, di storie d’amore e di legende, oppure semplicemente in cerca di panorami che tolgano il fiato, il Faro della Ritorna è una meta imprescindibile.
La visita è particolarmente suggestiva al tramonto, quando il sole tramonta sull’Adriatico e il faro inizia le sue danze luminose, disegnando cerchi di luce che sembrano rispondere all’eco della voce della principessa. In giorni di tempesta, come quello catturato nella fotografia di Domenico Vasile, l’atmosfera diventa ancora più carica di drammaticità e poesia.
La spiaggetta della Ritorna si raggiunge facilmente da Ortona, seguendo i sentieri costieri o, ancora meglio, pedalando sulla Via Verde Costa dei Trabocchi, la pista ciclopedonale che collega Ortona a Vasto attraverso paesaggi mozzafiato.
Conclusione: Quando la Fotografia Abbraccia la Leggenda
Lo scatto di Domenico Vasile del 29 gennaio 2026 è più di una semplice fotografia di viaggio. È una dichiarazione d’amore verso il paesaggio abruzzese, una celebrazione di quella bellezza fragile e selvaggia che caratterizza la Costa dei Trabocchi.
In quell’immagine, dove il faro bianco e nero si innalza contro un cielo temperestoso, dove le onde s’infrangono sulla roccia nera in un balletto infinito, ritroviamo la poesia stessa della leggenda: la persistenza dell’amore, la bellezza nel dolore, la speranza che continua a gridare verso l’orizzonte.
Perché il vero viaggio non è quello che percorriamo con i piedi, ma quello che compiamo quando un’immagine, una storia, una leggenda riescono a toccarci il cuore. E il Faro della Ritorna, con la sua lunga storia e la sua bellezza selvaggia, possiede il potere di trasportarci in quel luogo magico dove la realtà e il mito si incontrano.
Ritorna… continua a sussurrare il mare di Ortona. E noi, affascinati, continuiamo ad ascoltare.




























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