Il lago di San Domenico, dopo la nevicata, per Roberto Tucci è diventato un piccolo mondo sospeso, dove il silenzio della montagna si riflette nel turchese dell’acqua come in una fiaba d’inverno.
In quello scatto, realizzato a Villalago nel cuore dell’Abruzzo, ogni dettaglio racconta la magia di un luogo che sembra fatto apposta per essere fotografato e ricordato.
Arrivare al lago dopo la neve
La strada che scende verso il lago di San Domenico serpeggia tra le gole del Sagittario, mentre le pareti di roccia si imbiancano e i boschi di conifere si coprono di un velo sottile di neve. Roberto racconta di aver guidato lentamente, con il parabrezza che incorniciava la valle come un’anteprima del paesaggio che lo aspettava giù, dove il bacino artificiale creato dalla diga sul fiume Sagittario riposa da quasi un secolo. L’aria è pungente, quasi tagliente, ma appena si apre la portiera viene subito sostituita dal profumo di bosco bagnato e di neve fresca.
Il primo sguardo sul turchese
Il colpo d’occhio è quello che toglie il respiro: sotto il sentiero imbiancato, l’acqua è di un blu intenso che sfuma nel verde smeraldo, un colore quasi innaturale per un lago appenninico. Le rive sono solo spolverate di bianco, come se qualcuno avesse passato un pennello di zucchero a velo sulla terra e sulle rocce, mentre le montagne alle spalle si alzano coperte da un bosco fitto di pini e faggi che la neve ha reso morbidi, quasi vellutati. Il contrasto tra il bianco dei pendii e il turchese dell’acqua crea l’effetto di un paesaggio dipinto, che sembra fermo nel tempo.
L’immagine di Roberto Tucci
Nella foto di Roberto il lago occupa gran parte della scena, una distesa di acqua calma che riflette il cielo lattiginoso e le sfumature della neve, passando dal turchese profondo al celeste quasi trasparente vicino alla riva. Sullo sfondo, le montagne innevate chiudono l’orizzonte e incorniciano un bosco di conifere scure punteggiate dal bianco, mentre la riva destra, in primo piano, disegna una curva chiara dove la neve si mescola alle rocce come una linea sottile tra terra e acqua. Non ci sono persone in vista, e proprio questa assenza accentua la sensazione di pace assoluta, come se il lago di San Domenico si fosse concesso solo per lui, in quell’istante.
Camminare lungo le sponde
Dopo lo scatto dall’alto, Roberto si avvicina al sentiero che costeggia il lago, dove la neve scricchiola sotto gli scarponi e ogni passo sembra disturbare un equilibrio delicatissimo. Lungo la riva, piccoli ciottoli e ciuffi d’erba affiorano dal manto bianco, mentre l’acqua rimane sorprendentemente limpida e libera dal ghiaccio, nonostante le temperature invernali che qui scendono fino a pochi gradi sopra lo zero. Ogni tanto un leggero vento increspa la superficie, cancellando per un attimo i riflessi perfetti del bosco e delle montagne, come se il lago respirasse piano.
La sensazione di essere in una fiaba
In questo angolo dell’Abruzzo, il lago di San Domenico non è solo un bacino artificiale nato con una diga, ma un luogo dove natura e spiritualità convivono tra eremi, vecchi ponti e silenzi profondi. Con la neve che lambisce le sponde e le montagne che svaniscono in una foschia biancastra, Roberto ha la sensazione di camminare dentro una fiaba nordica, ma con il calore discreto dei borghi abruzzesi e del vicino Villalago, uno dei più suggestivi della valle. Mentre ripone la macchina fotografica, quello che resta non è solo l’immagine perfetta, ma il desiderio di tornare, magari in un’altra stagione, per vedere come cambiano i colori di questo lago magico che in inverno diventa davvero un piccolo mondo incantato. Di seguito la foto nel suo formato originale.





























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