C’è una luce speciale che accende la Costa dei Trabocchi tra la primavera e l’estate, quando il verde intenso della vegetazione si incontra con l’azzurro profondo dell’Adriatico, mentre sullo sfondo giganteggia la maestosa catena del Gran Sasso.
È in questo scenario, dove la costa dialoga con le montagne, che Stefano O., appassionato fotografo e ciclista, ha scelto di raccontare il suo viaggio: una pedalata lenta e contemplativa lungo la celebre Via Verde, immortalando con i suoi scatti alcuni dei paesaggi più emozionanti d’Abruzzo.
Punta Aderci: il blu infinito della natura selvaggia
Uno dei momenti culminanti del racconto visivo di Stefano è la tappa a Punta Aderci. Qui la natura si esprime nella sua forma più autentica: il promontorio si tuffa direttamente nel mare e le acque, sfumate dal turchese al blu cobalto, invitano lo sguardo a perdersi all’orizzonte. Le foto di Stefano catturano questa potenza: la spiaggia incontaminata della Riserva Naturale, il mare cristallino che sembra abbracciare le falesie rocciose e quel sentiero sterrato che corre poco sopra la scogliera, ideale per una pausa col fiato sospeso di fronte all’infinito. In queste immagini vibra la consapevolezza di una bellezza primordiale, dove le rocce nidificano ancora specie di uccelli rari come il falco della palude e l’airone rosso.
La pista ciclopedonale: un sogno a pedali tra mare e montagne
La pista ciclopedonale della Via Verde, ricavata sul tracciato ferroviario dismesso, è la vera protagonista del viaggio. Attraverso l’obiettivo di Stefano, la pista appare come un nastro dorato che si srotola tra falesie, calette e piccoli borghi sospesi tra terra e mare. In primavera è un’esplosione di margherite e ginestre, mentre in estate la luce si fa calda, i profumi della macchia si intensificano e il vento accarezza la pelle e il volto di chi pedala, regalando un senso di libertà irrinunciabile.
Eppure ciò che rende davvero straordinari gli scatti di Stefano è la prospettiva che solo dalla sella di una bicicletta si può cogliere: pedalando lentamente, si scopre come lo sguardo verso il mare si alterna con lo sguardo verso l’interno, dove le verdeggianti colline salgono gradualmente verso le montagne. E lì, troneggiando maestoso sullo sfondo, appare il Gran Sasso d’Italia, il gigante degli Appennini con i suoi quasi tremila metri di altitudine. Questa visione, che cambia a ogni curva della pista, racconta l’anima intera dell’Abruzzo: un territorio dove il mare non è mai completamente separato dalla montagna, dove l’azzurro del cielo si fonde con l’azzurro dell’acqua e con il grigio-blu delle vette lontane.
Il Gran Sasso e il Parco Nazionale: il gigante che guarda il mare
Gli scatti di Stefano catturano un dialogo affascinante tra la costa e la montagna. Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, che si estende per oltre centocinquantamila ettari attraverso Abruzzo, Lazio e Marche, rappresenta una delle aree protette più grandi d’Italia. Dalle pendici del parco, le colline verdeggianti scendono verso la costa, creando paesaggi che cambiano con le stagioni: in primavera i campi si tingono di varie tonalità di verde e fioriture selvatiche, mentre in estate il sole illumina direttamente i versanti montuosi con una luce intensa e dorata.
Il Gran Sasso, con la sua catena di vette che superano i duemila metri e il suggestivo massiccio del Corno Grande che raggiunge i 2912 metri, rappresenta lo sfondo costante di questo viaggio in bicicletta. Nelle giornate limpide, da certi punti della Via Verde è possibile scorgere distintamente l’intera catena montuosa, quasi a proteggere il litorale come un gigante che guarda il mare. I boschi che ricoprono il parco, con faggi, querce, lecci e castagni, creano una varietà di paesaggi che Stefano ha saputo immortalare con sensibilità: il contrasto tra il blu del mare e il verde scuro della vegetazione montagna offre una palette cromatica che solo la natura può regalare.
I trabocchi: giganti silenziosi tra storia, sale e poesia
Non si può raccontare la Costa dei Trabocchi senza soffermarsi su queste affascinanti architetture di legno, sospese tra cielo e acqua come ponte tra il mare e la terra. Nei suoi scatti, Stefano coglie l’anima dei trabocchi: di giorno sono custodi delle acque limpide, con le loro reti che danzano in simbiosi con la brezza; al tramonto si trasformano in silhouette poetiche contro il cielo infuocato. Le foto raccontano storie di pazienza e ingegno, di uomini a tu per tu con il mare, di cene sotto le stelle accompagnate dal rumore delle onde e, sullo sfondo, dal profilo del Gran Sasso che veglia sulla costa.
Tra questi capolavori architettonici, il Trabocco Turchino di San Vito Chietino brilla negli scatti di Stefano come simbolo della tradizione peschereccia abruzzese. Questi trabocchi, costruiti interamente di legno, corda e reti, erano utilizzati dalle famiglie di pescatori per pescare sfruttando i flussi di pesci che si muovevano lungo la costa. Oggi rimangono testimonianze silenziose di un’epoca passata, palafitte che sembrano dialogare con le montagne dietro di loro.
La magia dei borghi montani
Accanto ai trabocchi e alle spiagge, Stefano ha catturato anche l’essenza dei borghi che si inerpicano sulle colline circostanti. Rocca San Giovanni, con la sua posizione su un promontorio roccioso a 155 metri d’altitudine e il riconoscimento di “Borghi più belli d’Italia”, rappresenta uno di questi gioielli. Circondato da campi coltivati, alberi d’olivo e vigneti, il borgo offre panorami che spaziano dal mare alle montagne, uno scenario che nel tratto di bicicletta regala emozioni indimenticabili.
Emozioni su due ruote: la Costa dei Trabocchi vista dagli occhi di Stefano
Attraverso la macchina fotografica e la bicicletta, Stefano Olioso ci invita a rallentare, a osservare con attenzione, a lasciarci conquistare dai dettagli: uno scorcio di mare che brilla al sole, il profumo inebriante della resina della macchia mediterranea, il volto sorridente di chi si incontra lungo il cammino. Che sia una pedalata primaverile, con la natura che si risveglia e le montagne ancora punteggiate di neve sparuta, o una fuga estiva tra i colori saturi e le vibrazioni del sole, la Costa dei Trabocchi si rivela in tutta la sua poesia nel dialogo straordinario tra la costa Adriatica e il maestoso Parco del Gran Sasso.
Le montagne veglia mentre il mare sussurra, i trabocchi cantano storie di secoli, e la pista ciclopedonale offre il palcoscenico perfetto per scoprire come in Abruzzo il confine tra mare e montagna non è una linea di separazione, bensì uno spazio magico dove gli elementi convivono in perfetto equilibrio.
Un invito sottile ma irresistibile: salire in sella, riempire gli occhi di bellezza e lasciarsi portare dal ritmo lento delle onde e dei pedali, scoprendo un angolo d’Abruzzo che resta nel cuore, immagine dopo immagine, montagna dopo montagna, trabocco dopo trabocco.





































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