L’Abruzzo è una regione che si vive meglio a piccoli passi: tra terrazze di pietra, valli strette e colline punteggiate di borghi medievali, ogni borgo racconta una storia di pastori, contadini e presìdi gastronomici. In questo itinerario non andiamo solo alla scoperta di 5 borghi d’Abruzzo tra i più caratteristici, ma anche dei 5 piatti e prodotti tipici che li rendono unici. Pensato per amanti del cibo di territorio, viaggiatori slow e famiglie alla ricerca di un turismo autentico, questo percorso collega storia, paesaggio e tradizione culinaria in modo naturale e godibile.
Navelli e lo zafferano dell’Aquila DOP
Il borgo tra Gran Sasso e Altopiano
Navelli (AQ) è un piccolo borgo medievale arroccato sull’omonimo altopiano, tra Gran Sasso e Maiella, inserito tra i “Borghi più Belli d’Italia”. Il nucleo storico si sviluppa intorno a vicoli stretti, scalinate in pietra e chiese antiche, con scorci che si aprono su vallate e paesaggi agricoli. Il cuore dell’economia locale, oltre alla pastorizia, è oggi lo zafferano dell’Aquila DOP, spezia che regala al territorio il soprannome di “terra dell’oro rosso”.
Lo zafferano dell’Aquila in cucina
Lo zafferano dell’Aquila DOP è prodotto nei comuni dell’altopiano, con pratica tradizionale e disciplinare rigoroso. In cucina lo trovi in risotti, sughi, zuppe e persino dolci, ma anche in formaggi e prodotti da forno artigianali. Per vivere il borgo al meglio, è ideale passare in autunno, in occasione della raccolta dei fiori (fine ottobre–novembre), quando alcune aziende agricole organizzano piccole visite guidate e degustazioni di piatti preparati con zafferano fresco.
Consigli pratici:
- Arrivare in auto da Pescara o L’Aquila (circa 1 ora di viaggio).
- Prenotare in anticipo ristoranti che valorizzano la cucina tipica abruzzese e lo zafferano.
- Evitare agosto se si cerca tranquillità: molti residenti abruzzesi sono in paese, ma le vie del borgo possono riempirsi in occasione di sagre ed eventi.
Sulmona e i confetti di Sulmona
Una città di confetti e tradizioni
Sulmona, localizzata in provincia dell’Aquila, è nota fin dal Medioevo per la sua confetteria storica. Il simbolo cittadino è il confetto di Sulmona, mandorla intera ricoperta di zucchero, legato a una tradizione che risale al XV secolo, quando le suore di Santa Chiara iniziarono la lavorazione artigianale. Oggi il centro storico è fiancheggiato da botteghe storiche e laboratori che propongono confetti classici, aromatizzati e personalizzati per eventi.
Cosa vedere e cosa assaggiare
Una visita a Sulmona merita una passeggiata tra via Garibaldi, il Monastero di Santa Chiara e la chiesa di San Filippo e Giacomo, accanto a ristoranti e pasticcerie che propongono dessert a base di confetti (torte, semifreddi, biscotti). Molte confetterie organizzano piccoli laboratori o percorsi di visita alla produzione, con possibilità di assaggiare e comprare direttamente in negozio.
Consigli pratici:
- Periodo ideale: primavera e autunno, con meno affollamento del centro storico.
- Attenzione ai prezzi dei confetti “artigianali” vs. quelli di produzione industriale: chiedere informazioni sul tipo di mandorla e sulla caffeina (alcuni confetti al cioccolato possono essere più amari).
- Se viaggi in famiglia, valuta laboratori per bambini o mini-tour tematici per vivere il borgo in modo più coinvolgente.
Scanno e i cazzillitti di Scanno
Il borgo sul lago di Scanno
Arroccato tra le montagne della Valle del Sagittario, Scanno (AQ) è uno dei borghi più fotografati d’Abruzzo, con il suo lago circolare e le case in pietra che si riflettono in superficie. Il centro storico si sviluppa intorno a vie strette, archi e piazzette, con ristoranti che propongono piatti tipici della tradizione montanara. È un luogo ideale per chi cerca natura, tranquillità e cucina autentica.
I cazzillitti: piatto tipico montano
Tra i primi piatti più identitari di Scanno ci sono i cazzillitti, una pasta fatta in casa realizzata con acqua delle sorgenti montane e grano Solina, una varietà autoctona coltivata in Abruzzo dal Seicento. La forma è irregolare, allungata, e il condimento tradizionale è un sugo di carne, spesso di agnello o capretto, con un costo di pecorino locale. Il piatto è un mix di sapore rustico e lavorazione artigianale, il cui ritorno nei menù è stato merito di piccoli ristoranti che hanno riscoperto le ricette del passato.
Consigli pratici:
- Miglior periodo per visitare Scanno: maggio–ottobre, quando il lago è più suggestivo e la temperatura è più mite.
- Prenotare in anticipo, soprattutto nei weekend e nei periodi festivi, quando il borgo si riempie di turisti.
- Attenzione al traffico: alcune strade del centro sono a senso unico o chiuse al traffico, meglio parcheggiare nelle aree periferiche.
Atri e il pecorino di Atri
Il borgo collinare dei formaggi
Situato a cavallo tra le province di Teramo e Pescara, Atri è un borgo medievale collinare, con vista sulla costa adriatica e sulle montagne interne. Il centro storico è un intreccio di vicoli, piazze e chiese, mentre il territorio circostante è punteggiato di aziende agricole e piccoli caseifici. È qui che nasce il pecorino di Atri, formaggio tradizionale dell’Abruzzo, oggi inserito tra i prodotti agroalimentari tradizionali della regione.
Il pecorino di Atri e le abbinamenti
Il pecorino di Atri è un formaggio a pasta compatta, ottenuto da latte ovino, con crosta che varia a seconda della stagionatura (da poco più di un mese fino a oltre due anni). È spesso utilizzato in cucina per condire la pasta, come spolvero sui maccheroni alla chitarra o fritto in padella, ma si gusta anche in taglieri con miele locale e noci. Nei ristoranti di Atri è comune trovare menu degustazione che propongono affettati abruzzesi, formaggi e vini locali, con possibilità di abbinare il pecorino a un Montepulciano d’Abruzzo o a un Trebbiano.
Consigli pratici:
- Periodo migliore: maggio–ottobre o in autunno, quando le sagre locali valorizzano prodotti tipici.
- Attenzione alle feste patronali: il centro storico può essere molto vivace ma anche caotico, con allestimenti e mercatini.
- Consigliato per coppie e viaggiatori slow che amano il turismo del gusto e le visite guidate ai caseifici.
Pacentro e gli gnocchi al sugo di pecora
Un borgo ai piedi del Morrone
Pacentro (AQ) sorge ai piedi del Monte Morrone, nel cuore del Parco Nazionale della Maiella, tra uliveti, vigneti e pascoli. È inserito nei “Borghi più Belli d’Italia” e incanta per il suo centro storico medievale, con roccafortezza e piazzette che si affacciano su vallate verdi. Il borgo è anche un punto di riferimento per la cucina contadina abruzzese, con piatti a base di carne ovina, legumi e prodotti della pastorizia.
Gnocchi al sugo di pecora e tradizione gastronomica
Tra i piatti più iconici di Pacentro ci sono gli gnocchi con sugo di pecora, prima portata che racconta la cultura pastorale dell’Abruzzo interno. La pasta è fatta in casa con patate, il sugo è a base di pecora o castrato, cotto lentamente con soffritto di aglio, peperoncino e pecorino. È un piatto ricco, da abbinare a un vino rosso abruzzese e completare magari con secondi a base di carne o formaggi locali. Pacentro ospita anche la famosa sagra della “polta”, zuppa contadina a base di fagioli, patate, cavoli e sugo di pecora, perfetta per chi vuole vivere un’esperienza gastronomica popolare e autentica.
Consigli pratici:
- Periodo ideale: primavera ed estate, con giornate più lunghe e temperature gradevoli.
- Muoversi in auto: il borgo è montano e le strade possono essere strette, ma ben indicizzate.
- Se viaggi con la famiglia, valuta sagre e mercatini, che spesso includono animazione e attività per bambini.
Consigli pratici per il viaggio enogastronomico
Periodo migliore e itinerario
Il periodo ideale per un itinerario tra Navelli, Sulmona, Scanno, Atri e Pacentro è maggio–ottobre, quando il clima è più mite e molti eventi gastronomici sono in programma. In autunno, specie nei borghi dell’interno, si può provare la raccolta dello zafferano e la festa della Polenta o della polta, mentre in estate prevale la beach life e i borghi collinari e montani diventano un’ottima alternativa al mare.
Come arrivare e come organizzare il viaggio
L’Abruzzo è facilmente raggiungibile in auto dall’autostrada A24 (Roma–L’Aquila–Teramo) e dall’A14 (Ancona–Pescara–Bari), mentre i borghi elencati sono collegati da strade secondarie e statali, alla portata di chi viaggia in due o in famiglia. In genere, un itinerario di 3–4 giorni permette di visitare uno o due borghi al giorno, con spazio per visite guidate, degustazioni e passeggiate.
Errori da evitare
- Confondere “ristoranti tipici” con semplici locali turistici: controlla recensioni e specialità in menù, privilegiando posti che menzionano prodotti a km zero e ricette locali.
- Sottovalutare i tempi di spostamento: alcune tratte montane richiedono più tempo di quanto si pensi, soprattutto in caso di pioggia o neve.
- Prenotare tardi in agosto: è il mese più affollato, soprattutto per chi cerca vacanze al mare, ma anche i borghi dell’interno possono essere pieni.
FAQ borghi e cucina abruzzese
1. Qual è il miglior periodo per visitare i borghi abruzzesi?
Il periodo migliore per visitare i borghi abruzzesi è maggio–ottobre, con clima più mite e molte sagre gastronomiche in programma. In autunno si può assistere alla raccolta dello zafferano e alle feste dedicate a formaggi, legumi e carne.
2. Dove si possono comprare i confetti di Sulmona?
I confetti di Sulmona si acquistano direttamente nelle botteghe storiche del centro storico, come le confetterie di famiglia e le aziende certificate con marchio “Confetti di Sulmona”. In alternativa, molte confetterie offrono acquisto online con consegna in tutta Italia.
3. Come abbinare i vini abruzzesi ai piatti tipici?
In Abruzzo, il Montepulciano d’Abruzzo si abbina bene a secondi di carne, arrosticini e formaggi




























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