“22a estate in Abruzzo, sempre magnifica ❤️”. Basta una frase così semplice di Aubine P. per raccontare meglio di tante parole la forza di una regione capace di far tornare chi l’ha conosciuta una volta, e poi non l’ha più lasciata.
L’Abruzzo non conquista con clamori o promesse esagerate, ma con la continuità di un’accoglienza genuina, la bellezza naturale che non ha bisogno di ritocchi e la cucina che sa di casa, di mani che impastano e di tavole che uniscono.
Ventidue estati significano paesi ritrovati come vecchi amici, passeggiate tra montagne e mare che cambiano colore a ogni tramonto, mercati di paese che profumano di formaggio e di pane caldo. Significa tornare nei luoghi di sempre ma scoprirli sempre nuovi: un sentiero meno battuto, un borgo che si sta risvegliando, un festival di piazza che unisce giovani e anziani.
Impossibile non immaginare alcune tappe diventate ormai rituali: le spiagge tranquille della costa adriatica al mattino, le passeggiate tra i trabocchi al tramonto, le giornate nelle valli del Gran Sasso e della Majella, i borghi di pietra come Santo Stefano di Sessanio, Scanno o Civitella del Tronto. E poi le soste gastronomiche, dalle arrosticini fumanti ai formaggi stagionati, dai vini Montepulciano d’Abruzzo alle dolci “sise delle monache” gustate in una pasticceria di Sulmona.
Chi sceglie l’Abruzzo da così tanto tempo sa che la sua magia non è fatta solo di paesaggi: è fatta di persone, di ricordi che si stratificano estate dopo estate, di una bellezza che non stanca e non tradisce. Non è turismo “mordi e fuggi”, ma un legame che si rinnova ogni anno, come un appuntamento d’amore a cui non si può mancare.






































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