C’è un messaggio, semplice e potentissimo, che sta risuonando tra gli appassionati del gruppo Viaggiando Abruzzo: “L’Abruzzo è uno stato d’animo! Campo Imperatore… vi consiglio di venirci”, firmato da Le Gioie nel Cassetto. In poche parole si ritrova lo spirito intenso di una terra che non si limita ad essere visitata, ma invita ad essere sentita, vissuta, respirata. Non stupisce, infatti, che il post abbia raccolto in breve tempo decine di commenti di apprezzamento: cuori, ricordi condivisi, inviti spontanei a partire subito.
Campo Imperatore — distesa sconfinata sospesa tra cielo e Appennino — è il simbolo perfetto di questa “emozione abruzzese”. Qui, a oltre duemila metri, il vento ha voce, il silenzio diventa compagno di viaggio e ogni curva regala panorami che sembrano dipinti. È un luogo che non ha bisogno di artifici: è puro, crudo, poetico.
Chi ha percorso la piana nelle diverse stagioni lo sa: in estate è un tappeto dorato che culla greggi e ciclisti; in autunno veste colori caldi e struggenti; in inverno diventa un deserto bianco mozzafiato. La strada per salire è già viaggio interiore, fatta di rocce, pascoli, aquile e cavalli selvaggi.
E poi c’è l’accoglienza tutta abruzzese: rifugi spartani ma ricchi di sapori, arrosticini stretti tra le dita, vino corposo che scalda dopo il tramonto, dialetti che raccontano storie di pastori e transumanze. Chi commenta sotto il post non parla solo del paesaggio, ma dell’effetto che ha addosso: pace, libertà, forza. “Ti rimette al mondo”, scrive qualcuno.
L’Abruzzo non è una cartolina perfetta, ma un luogo da vivere con i sensi aperti. Campo Imperatore ne è la porta d’ingresso, quel punto in cui — come recita l’opinione — si capisce che questa regione è molto più di una meta: è uno stato d’animo. E forse il miglior consiglio rimane proprio quello del post: veniteci. Una volta saliti fin lassù, non tornerete più indietro davvero.




























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