Le foto di Vittorio G. M., condivise sul gruppo Viaggiando Abruzzo, raccontano un Abruzzo autentico, quello che vive di silenzi, di colori e di antiche abitudini.
I suoi scatti catturano l’essenza dell’Appennino abruzzese, in particolare la zona del Sirente, dove l’autunno si manifesta in tutta la sua pienezza: boschi di faggi e querce che si accendono di sfumature dorate, paesaggi che cambiano volto con la luce del giorno, vallate percorse da nebbie sottili e sentieri che sembrano respirare la quiete della stagione.
Ogni fotografia sembra racchiudere un piccolo racconto: la montagna che si tinge di rame, i pascoli che si svuotano lentamente e i greggi che scendono a valle. È il tempo della transumanza, quel rito antico che da secoli scandisce il ritmo delle genti e degli animali d’Abruzzo. Le pecore in cammino, accompagnate dai pastori e dai loro cani, attraversano i tratturi che collegano l’altopiano con le terre più miti del Tavoliere. Vittorio riesce a cogliere l’anima di questo momento, il legame profondo tra uomo e natura, tra memoria e presente.
Nelle sue immagini si respira l’odore della terra e del fieno, il suono delle campanelle che accompagna il passo degli animali, la fatica e la serenità che convivono in chi percorre queste vie antiche. Il Sirente, maestoso e silenzioso, fa da sfondo a questa migrazione lenta, un custode di pietra che osserva il ripetersi di un gesto che appartiene alla storia d’Italia e che in Abruzzo conserva ancora la sua autenticità.
C’è una poesia discreta nei colori dell’autunno che Vittorio ritrae: il rosso dei faggi, il giallo dei prati secchi, il grigio delle rocce che affiorano tra le nuvole basse. Ogni scatto invita a rallentare, ad ascoltare la montagna, a riconoscere il valore di una tradizione che non è solo folclore, ma parte viva del paesaggio e dell’identità abruzzese.
Guardando queste immagini, si percepisce quanto l’Appennino sia più di una catena montuosa: è una terra di passaggi, di storie che camminano insieme al vento, di stagioni che non si limitano a cambiare i colori, ma rinnovano la memoria collettiva.
Il racconto fotografico di Vittorio G. M. non è solo un tributo alla bellezza del territorio, ma anche un invito a ritrovare il contatto con la natura e con il tempo vero, quello scandito dal passo delle pecore e dal respiro della montagna. Un omaggio all’Abruzzo più autentico, dove l’autunno non è solo una stagione, ma un modo di sentire.


































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