C’è un istante in cui la terra si fa silenziosa e il cielo comincia a parlare. Un momento fragile e perfetto, quando la notte abbraccia i profumi del giorno e il respiro delle stelle sembra scendere a sfiorare le colline. È proprio lì, nel cuore dell’Abruzzo, che Claudio Parente (qui il post originale) ha scelto di raccontare con la sua macchina fotografica qualcosa che va oltre l’immagine: un’emozione sospesa tra sogno e realtà.
Sotto un cielo trapunto di stelle
Nel Lavandeto di Collelongo, sotto un cielo trapunto di stelle, i filari di lavanda diventano sentieri incantati che guidano lo sguardo verso l’infinito. Il profumo si può quasi immaginare, balsamico e intenso, mentre i colori si fanno luce anche nel buio, accesi dalla via lattea che si erge in tutta la sua maestà sull’orizzonte.
Il titolo scelto dall’autore, Profuma le stelle, non è solo una metafora poetica. È una dichiarazione d’amore alla natura e al tempo lento. Qui, tra le piante che ondeggiano lievi sotto il cielo d’estate, sembra davvero che il profumo della lavanda possa salire fino alle stelle e danzare con loro. L’albero solitario in fondo al campo diventa custode silenzioso di questo piccolo miracolo, testimone di notti che sembrano trattenere il fiato.
Lo sguardo di un fotografo
In queste immagini non c’è solo tecnica, ma soprattutto attesa, sensibilità e sguardo. C’è il desiderio di cogliere la bellezza nei suoi momenti più effimeri, di trasformare la fotografia in un varco per l’anima. Chi guarda queste foto non è più soltanto spettatore: diventa viaggiatore, sognatore, pellegrino in cerca di un altrove fatto di silenzio e stelle profumate.
Claudio Parente ci regala così non un paesaggio, ma una visione. Un invito a fermarsi, respirare profondamente… e lasciare che il profumo della lavanda ci porti un po’ più vicino al cielo.































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