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Viaggiando Italia | Luoghi da visitare, Eventi, Idee di Viaggio, Roma, Venezia, Salento, Case Vacanza

Le 3 Perle ad “alta quota” del Veneto: piccoli borghi tra le nuvole delle Dolomiti

by Redazione
29 Gennaio 2026
in Curiosità, Italia, Veneto
Livinallongo del Col di Lana

Livinallongo del Col di Lana viaggiandoitalia ai

Salire in quota nella provincia di Belluno significa toccare il cielo con i piedi. Nel cuore pulsante delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità UNESCO, tre piccoli comuni si stagliano come fari di tradizione e bellezza naturale, posizionandosi ai vertici altitudinali del Veneto: Livinallongo del Col di Lana (1.475 metri), Zoppè di Cadore (1.460 metri) e Colle Santa Lucia (1.453 metri). Non sono destinazioni di massa, eppure rappresentano il cuore autentico di una regione dove il tempo scorre secondo ritmi diversi, dove le tradizioni ladine respirano ancora nelle strade acciottolate, e dove ogni angolo racconta storie di resistenza, passione e straordinaria bellezza.

Questi tre borghi meritano di essere scoperti non solo dagli amanti della montagna estrema, ma da chiunque desideri comprendere l’essenza vera delle Dolomiti: quella lontana dai circuiti turistici affollati, dove la cultura locale permea ogni esperienza, ogni mostra, ogni piatto tradizionale.

Livinallongo del Col di Lana: Il Cuore Pulsante della Dolomiti Superski

A 1.475 metri di altitudine, Livinallongo del Col di Lana (conosciuta localmente come Fodòm in dialetto ladino) è il comune più elevato del Veneto. La sua frazione più celebre, Arabba, è diventata una destinazione internazionale per il turismo sciistico, ma il vero fascino di Livinallongo risiede nella fusione tra modernità turistica e tradizioni millenarie. Questa comunità rappresenta uno dei poli più importanti del Dolomiti Superski, il più grande comprensorio sciistico del mondo con oltre 1.250 km di piste, dove il leggendario circuito Sella Ronda (Giro dei Quattro Passi) attrae sciatori esperti da tutto il globo.​

Attrazioni turistiche principali:

La visita a Livinallongo inizia dal Museo di Usi, Costumi, Storia e Tradizioni della Gente Ladina, ubicato nel Centro Dolomiti – Cesa de la Cultura Fodoma presso la Pieve di Livinallongo. Questo museo custodisce oltre 600 testimonianze della cultura ladina locale: fotografie storiche, modellini, utensili ed attrezzi tradizionali che raccontano la quotidianità di una comunità di montagna. La ricca biblioteca e la sala proiezioni arricchiscono l’esperienza, offrendo approfondimenti sulla lingua e le tradizioni uniche di questa valle.​

Il Sentiero Storico del Col di Lana è un’esperienza imprescindibile per chi desideri comprendere il sacrificio umano durante la Grande Guerra nelle Dolomiti. Questo itinerario storico-culturale presenta trincee perfettamente conservate, camminamenti militari, crateri di mine e la piccolachiesa che cima il Col di Lana, dove un monumento commemorativo ricorda i caduti. La storia della Grande Guerra è parte integrante dell’identità di Livinallongo, tanto che il Dolomiti Superski ha integrato questa memoria nel celebre “Giro Sciistico della Grande Guerra 1915-18”.​

Il Castello di Andraz, arroccato su uno sperone roccioso in mezzo al bosco nel sobborgo omonimo di Pieve di Livinallongo, rappresenta uno dei simboli più visivi della regione. Restaurato con sensibilità storica dopo decenni di abbandono e danni bellici, ospita un museo interessante che illustra la storia medievale e la strategica importanza fortificata del castello. Le visite guidate permettono di immergersi completamente nel passato.​

Il Vecchio Mulino di Arabba è un’attrazione affascinante per chi desideri comprendere la laboriosità storica dei montanari ladini. Questa antica costruzione lignea, ancora perfettamente funzionante, può essere visitata durante le stagioni turistiche con tour guidati che spiegano le tecniche tradizionali di macinazione.​

In estate, gli impianti di risalita di Arabba (come la Funivia Arabba-Porta Vescovo) offrono accesso agevole alle zone di media e alta montagna, permettendo persino ai visitatori meno sportivi di accedere ai rifugi accoglienti e alle scenografie spettacolari del territorio. La Sella Ronda rimane l’attrazione più rinomata per sciatori esperti in inverno.​

Zoppè di Cadore: Il Paesino dell’Arte e dell’Autenticità

A 1.460 metri di altitudine, Zoppè di Cadore rappresenta un archetipo di comunità di montagna autentica, dove i secoli scorrono in armonia con la modernità senza sacrificare l’identità locale. Sovrastato dalla maestosa mole del Monte Pelmo (con il caratteristico “Caregon del Padreterno” formato dalle sue due spalle sud ed est), questo piccolo borgo incarna la resistenza e la dignità di una comunità che, pur avendo contribuito massicciamente all’emigrazione interna e internazionale nei secoli passati, ha mantenuto una notevole e compatta struttura sociale e un’autentica espressione dell’animo alpino.

Attrazioni e referenze culturali:

La Chiesa di Sant’Anna, risalente al 1530 e ampliata nel 1732, custodisce un capolavoro di straordinario valore: un dipinto della Madonna con il Bambino e Sant’Anna tra San Paolo e San Girolamo, attribuito al pennello di Tiziano Vecellio (Tiziano) o alla sua bottega. Nel corso della storia, questo dipinto è stato difeso più volte dagli abitanti di Zoppè dai tentativi di saccheggio e requisizione di eserciti invasori, diventando una reliquia vivente della comunità. L’interno della chiesa contiene anche opere lignee di importanti artisti locali come De Lotto, Angelo Gamba Zampol e Dante Moro.​

Il Museo Etnografico “Al Poiat” rappresenta il tesoro intellettuale di Zoppè. Allestito dove un tempo sorgeva la vecchia latteria turnaria e gestito dall’Union de i Ladign de Zoppè, il museo documenta in maniera tematica i mestieri agrosilvo-pastorali e artigianali che hanno caratterizzato la quotidianità della comunità cadorina fino al secolo scorso. Il nome stesso, “Al Poiat”, rimanda alla tradizione di produzione del carbone vegetale di altissima qualità, un’attività artigianale che continua ancora oggi in maniera limitata.

La storia di Zoppè è indissolubilmente legata all’estrazione e fusione del ferro, attività che ha generato benessere nel Medioevo e nell’Età Moderna. Tuttavia, ciò che rende Zoppè veramente straordinaria è la sua capacità di aver generato due grandi artisti del XX secolo: Masi Simonetti e Fiorenzo Tomea. Pur essendo pittoricamente molto diversi, entrambi hanno trovato nel paesaggio di Zoppè, nel Pelmo e nei dintorni, un fortissimo elemento di attrazione che ha ispirato profondamente la loro opera. Il paese ospita frequenti esposizioni delle loro opere, offrendo ai visitatori la possibilità di connettersi con la produzione artistica locale.​

L’autenticità di Zoppè si riflette anche nella reputazione gastronomica: il paese è celebre per aver generato alcuni tra i più apprezzati artigiani del gelato del mondo, una tradizione che continua con grande stima in ogni angolo del pianeta. Il piccolo centro storico, con le sue architetture tradizionali e vecchi tabià (fienili alpini), crea uno scenario di notevole bellezza che attrae fotografi e amanti del paesaggio.​

Colle Santa Lucia: Perla Ladina con Miniere Mitiche

A 1.453 metri di altitudine, Colle Santa Lucia (noto in ladino come Còl) è un gioiello particolarmente sofisticato e meraviglioso del territorio agordino. Posizionato su una splendida terrazza panoramica che domina l’ampia Val Fiorentina con visuali spettacolari sul Monte Pelmo, sul Gruppo del Cernera e sul Monte Civetta, Colle Santa Lucia incanta il visitatore con la sua autenticità e la straordinaria posizione paesaggistica.

Le Miniere del Fursil e la Strada della Vena:

Colle Santa Lucia vanta un patrimonio storico e industriale di rilievo nazionale: le Miniere del Fursil, tra i poli minerari più importanti dell’area dolomitica, risalenti al Seicento. Organizzate dall’Istitut Cultural Ladin “Cesa de Jan”, le visite guidate (solitamente estive) conducono i visitatori attraverso tunnel minerari affascinanti e un museo dedicato. Questa esperienza è imprescindibile per chiunque desideri comprendere la storia estrattiva e industriale delle Dolomiti.​

Collegato alle miniere è l’itinerario storico-culturale denominato “Strada da la Vena” (letteralmente “Via del giacimento”), un percorso escursionistico ricco di spunti storici che inizia presso il Palazzo Chizzali – Bonfadini (sede dell’Istitut Cultural Ladin “Cesa de Jan”) e termina al Passo Valparola. Il percorso ripercorre la più importante delle vie industriali e commerciali che seguiva il Ferro dell’Agnello, permettendo ai visitatori di rivivere le vie del commercio minerale medievale e moderno.​

Il Passo Giau e le Viste Panoramiche:

Colle Santa Lucia possiede un’altra straordinaria attrazione turistica nel proprio territorio: il celeberrimo Passo Giau (2.236 metri), uno dei più bei passi alpini delle Dolomiti UNESCO. Questo valico, totalmente in territorio bellunese, collega la Val Fiorentina a Cortina d’Ampezzo ed è dominato dall’imponente Ra Gusela (riconoscibilissima cima del Gruppo Averau – Nuvolau) e dalle torri frastagliate della Croda da Lago.​

Il Passo Giau è una delle attrazioni più visitate delle Dolomiti e uno dei simboli indiscussi dei Monti Pallidi. Con i suoi 62 tornanti e un’altezza di 2.236 metri, rappresenta una sfida leggendaria per ciclisti e motociclisti. Il passo è stato incluso nel Giro d’Italia 9 volte, diventando Cima Coppi (il punto più alto della corsa) in 1973, 2011 e 2021. La panoramica da Pocol (versante ampezzano) è leggermente più breve (8,6 km) e più accessibile rispetto al versante di Selva di Cadore (10,1 km con pendenza media del 9,1%), ma rimane un’ascesa impegnativa.

Lo scenario dal Passo Giau è bellissimo: la strada larga e ben asfaltata è spesso immersa nel bosco fino a sboccare fra i prati nell’ultimo tratto, permettendo di ammirare i cime dolomitiche che si stagliano all’orizzonte: Marmolada, Tofane, Cristallo, Sorapiss, Croda da Lago e Lastoni di Formin.​

Il Centro Culturale Cesa de Jan:

L’Istitut Cultural Ladin “Cesa de Jan”, ospitato nel magnifico Palazzo Chizzali – Bonfadini nel centro di Colle Santa Lucia, rappresenta il cuore della preservazione culturale locale. L’ente promuove e valorizza l’unicità culturale del territorio, ospitando un interessante museo ladino e pubblicando opere e guide dedicate agli aspetti culturali che rendono straordinario questo paesino.​

Per approfondire ulteriormente le attrazioni turistiche e pianificare la tua visita ai tre comuni più alti del Veneto, consulta il sito ufficiale della destinazione turistica: Fondazione D.M.O. Dolomiti Bellunesi – www.dmodolomiti.it.​

Inoltre, il portale Visit Dolomiti Bellunesi – www.visitdolomitibellunesi.com offre informazioni complete su esperienze, alloggi, eventi e itinerari nel territorio delle Dolomiti Bellunesi.​

Livinallongo del Col di Lana, Zoppè di Cadore e Colle Santa Lucia rappresentano la versione più pura e autentica delle Dolomiti venete. Non sono destinazioni per il turismo superficiale o frettoloso: richiedono tempo, curiosità e apertura verso le tradizioni locali. Eppure, chi accetta questa sfida scopre un Veneto montano dove la ladinia respira ancora, dove la storia della Grande Guerra è palpabile in ogni trincea, dove artisti e artigiani continuano a esprimere la propria creatività, e dove i paesaggi sottolineano l’umiltà e la grandezza della natura.

Salire a quota 1.453-1.475 metri nel Veneto significa toccare l’eccellenza geografica e culturale della regione, lontani dalle folle ma più vicini all’essenza vera di queste montagne leggendarie.

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