C’è un momento, quando cammini dentro le Gole di Celano d’inverno, in cui il rumore del mondo esterno scompare e rimane solo il suono dei tuoi passi sulla roccia ghiacciata. È quello il momento in cui capisco perché il fotografo Alessio Lucci ha scelto di immortalare questa meraviglia naturale durante i mesi freddi: d’inverno, le Gole di Celano diventano un luogo ancora più mistico, più selvaggio, quasi inaccessibile nel suo fascino primitivo.
Situate in Abruzzo, all’interno del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino, tra i comuni di Celano, Aielli e Ovindoli, le Gole di Celano (conosciute anche come Gole di Aielli-Celano) rappresentano uno dei canyon più spettacolari d’Italia. Scavate dal torrente La Foce per oltre 4 chilometri, queste pareti rocciose stratificate raggiungono i 200 metri di altezza in alcuni punti, stringendosi fino a soli 2-3 metri di larghezza nei passaggi più suggestivi. È un’escursione che trasforma chi la percorre: vi sentirete minuscoli di fronte alla maestosità della natura.
L’Incanto delle Acque Cristalline
Dalle fotografie di Alessio Lucci emerge subito una peculiarità straordinaria: il colore dell’acqua. Quel turchese cristallino che caratterizza il torrente La Foce durante l’inverno non è frutto di artifizi fotografici—è la vera essenza di questo luogo. L’acqua, fredda e pura, scorre tra i massi ricoperti di muschio che acquisisce una tonalità verde smeraldo nei mesi invernali. È come camminare dentro un’opera d’arte della natura.
D’inverno, questa esperienza diventa ancora più rarefatta. Le cascate lungo il percorso, come la celebre Fonte degli Innamorati a 1.030 metri di quota, assumono forme cristalline quasi surreali. Non è più una semplice cascata d’acqua, ma una scultura naturale costantemente modellata dal gelo, dalla neve e dal flow continuo dell’acqua di fonte. Le foto di Lucci catturano perfettamente questo momento: la cortina d’acqua che cade delicatamente, incorniciata dalle pareti rocciose, con gli alberi scheletrici delle stagioni fredde che emergono come guardie silenziose a protezione di questo santuario.
Quando la Natura Diventa Selvaggia
Quello che rende speciale il viaggio d’inverno alle Gole di Celano è la solitudine. Durante i mesi estivi, il sentiero è frequentato da turisti e escursionisti; d’inverno, il pericolo del ghiaccio, la difficoltà dei passaggi rocciosi e l’isolamento trasformano il trekking in un’esperienza autentica, quasi meditativa. Le pareti strette si stringono ancora di più quando il gelo le ricopre, e il suono dell’acqua che riverbera tra le rocce diventa un mantra naturale.
La difficoltà è media-alta (E+), con un dislivello di circa 500 metri per il percorso da Celano fino alla Fonte degli Innamorati—una distanza di 4,5 chilometri a tratta, circa 9 chilometri totali andata e ritorno. Nei mesi freddi, il caschetto di protezione non è solo raccomandato, è essenziale. Indossare scarponcini da trekking con suola antiscivolo è imperativamente necessario: il ghiaccio trasforma ogni pietra in una potenziale insidia.
Oltre la Cascata: l’Eremo di San Marco
Se avete fiato e tempo, proseguire dalla Fonte degli Innamorati verso l’Eremo di San Marco alle Foci vi condurrà a 1.160 metri di quota. Questo antico monastero celestiniano medievale, con le sue mura erose dal tempo e la chiesa rupestre ancora visibile tra i ruderi, rappresenta il cuore spirituale di queste gole. Dall’eremo, lo sguardo spazia sopra le stesse gole che avete appena attraversato, offrendo una prospettiva completamente diversa—quella dell’aquila reale che vola sopra questi canyon.
La Magia Fotografica dell’Inverno
Le fotografie di Alessio Lucci testimoniano una verità spesso trascurata: l’inverno non è una stagione “fuori stagione” per le Gole di Celano. È piuttosto la stagione della rivelazione. Il contrasto tra il ghiaccio bianco delle rocce, il verde acceso del muschio invernale, il turchese surreale dell’acqua e il blu profondo del cielo crepuscolare crea una tavolozza cromatica che nessun filtro fotografico potrebbe mai replicare completamente.
Gli alberi spogli, visibili chiaramente nelle foto, non conferiscono un aspetto desolato al luogo—al contrario, rivelano la struttura scheletrica della foresta, permettendo a chi cammina di comprendere meglio l’architettura naturale di questo canyon. La luce che filtra dall’alto crea giochi d’ombre che trasformano ogni curva del torrente in una composizione cinematografica.
Informazioni Pratiche per il Vostro Viaggio
L’accesso è gratuito, ma dal 2025, il Parco Sirente-Velino richiede la prenotazione online. Consiglio di partire al mattino presto, preferibilmente da Celano, seguendo il sentiero CAI numero 12. Portate sempre acqua, snack energetici e una lampada frontale se prevedete di rientrare dopo il tramonto—d’inverno, il buio arriva presto.
Il periodo migliore per visitare le Gole d’inverno è tra novembre e marzo, quando il torrente non è in piena e il ghiaccio rende il percorso sufficientemente tracciato. Evitate il periodo subito dopo forti nevicate o piogge intense.
Visitare le Gole di Celano d’inverno significa fare un patto silenzioso con la natura: rispetto, cautela e assoluta consapevolezza. È un trekking che non dimenticherete, proprio come non potrete dimenticare le immagini di Alessio Lucci che catturano l’essenza di questo luogo maledettamente bellissimo.

































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