C’è un’Italia sospesa nel tempo, dove le strade deserte conducono a case in pietra con finestre vuote e campanili senza tetto. I borghi abbandonati in Italia custodiscono storie di terremoti, frane, faide familiari e leggende oscure che ancora oggi aleggia tra le loro rovine. Da Craco in Basilicata a Pentedattilo in Calabria, questi paesi fantasma affascinano per il fascino misterioso e l’atmosfera spettrale che li rende mete uniche per viaggiatori curiosi di misteri e leggende italiane.
Craco, il re dei borghi fantasma della Basilicata
Arroccato su una collina argillosa in provincia di Matera, Craco è il borgo fantasma più famoso e cercare d’Italia, con oltre 14.800 ricerche online. Evacuato negli anni ’80 dopo una serie di frane devastanti e terremoti, oggi conserva un’atmosfera surreale: case in pietra, strade deserte e la Chiesa Madre di San Nicola con il tetto crollato.
Leggende di streghe e santi mummificati
Craco non è solo disastro naturale: è un luogo intriso di storie misteriose. La leggenda narra che nella vecchia osteria “Canzoniere” avesse gestito una strega, mentre la Chiesa Madre conserva il corpo mummificato di San Vincenzo, santo patrono della town. Alcuni visitatori raccontano di aver sentito voci e visto figure spettrali che si aggirano tra le rovine al tramonto.
Come visitare e consigli pratici
La visita a Craco è obbligatoriamente guidata: il comune organizza escursioni con caschetto di protezione e cuffietta per i capelli, poiché la zona è completamente inagibile. La visita dura circa 1 ora e costa 15€ (gratuita per ragazzi sotto i 14 anni). La biglietteria si trova 800 metri dall’ingresso principale, vicino a una piccola chiesa.
Periodo migliore: autunno e primavera, quando il clima è mite e le foglie colorano le strade deserte.
Pentedattilo: il borgo a forma di mano tra faide e fantasmi
In Calabria, incastonato nella roccia a forma di cinque dita (da cui il nome greco “Pentedattilo”), si trova uno dei borghi più belli e misteriosi dell’Italia meridionale. Abbandonato dopo una tragica faida del Seicento, il paese è ancora oggi avvolto da storie di fantasmi e tesori nascosti.
La tragica leggenda del Seicento
La leggenda più famosa racconta di una sanguinosa faida familiare che segnò la storia del borgo: la famiglia Alberti fu massacrata in una notte, e i loro spiriti continuano a vagare tra le rovine. Alcuni visitatori riferiscono di aver sentito voci e passo effimeri nelle viuzze silenziose al calare del sole.
Raggiungere Pentedattilo e cosa fare
Per raggiungere Pentedattilo è necessario mezzo privato: il borgo non è servito da trasporto pubblico. La stazione ferroviaria di riferimento è Annà (7 km di distanza). Dallì, per appassionati di camminate, esiste un sentiero di quasi 3 ore di cammino che alterna tratti asfaltati a zone impervie.
Quando visitare: in tutte le stagioni, ma soprattutto autunno e primavera per il clima mite. In estate si svolgono eventi culturali come il Festival Paleariza e il Pentedattilo Film Festival.
Accessibilità: scarpe comode indispensabili, poiché i percorsi sono irregolari.
Fabbriche di Careggine: il paese sommerso che riemerge dalle acque
Nel cuore della Garfagnana, in Toscana, Fabbriche di Careggine è un autentico paese fantasma che dal 1947 riposa sotto oltre 35 metri di acqua del lago di Vagli. Sommerso per costruire una diga idroelettrica, il borgo è riemerso per quattro volte durante lavori di manutenzione, invaso da visitatori curiosi.
Voci e figure spettrali nel lago di Vagli
Visitatori hanno raccontato di aver udito voci e visto figure spettrali tra le rovine umide del paese sommerso. Il cimitero, il ponte sul torrente Edron e le case in pietra sono ancora perfettamente intatti, creando un’atmosfera da brividi quando il lago viene svuotato.
Periodo ideale per la visita (2026)
L’ultima remersione fu nel 1994; il prossimo svuotamento potrebbe arrivare nel 2026. Quando il lago viene svuotato (periodo da verificare sul sito ufficiale), è possibile passeggiare tra i vicoli, attraversare il ponte e visitare il piccolo cimitero.
Consiglio: controllare le notizie ufficiali prima di programmare la visita, poiché le remersioni sono irregolari e avviene circa una volta ogni 10 anni.
Altri borghi maledetti: Balestrino, Consonno, Toiano
Oltre ai tre borghi principali, l’Italia custodisce altri paese fantasma avvoltoi da leggende di spettri, maledizioni e storie macabre.
Balestrino e il fantasma del Cavigiotto
In Liguria, Balestrino è noto per la leggenda del “Cavigiotto” (Giuseppe Coscie), un paesano che per sfuggire al Marchese del Carretto viveva di espedienti costruendo “caviggie” per animali da soma. Si narra che il suo fantasma si aggiri tra i ruderi del borgo abbandonato dal 1963, capace di bere vino senza stappare le bottiglie.
Attenzione: Balestrino è inaccessibile al pubblico per motivi di sicurezza.
Consonno, la “Las Vegas italiana” distrutta da frane
In Lombardia, Consonno nacque negli anni ’60 come “Città dei Balocchi”, un villaggio di divertimenti voluto da un imprenditore visionario che voleva creare una Las Vegas nostrana con minareti, strutture kitsch e luci. Fu distrutto da diverse frane dopo tentativi di trasformarlo in parco divertimenti, diventando uno dei luoghi più tetri e spavventosi d’Italia.
Come visitare: parcheggiare alla sbarra a Villa Vergano di Galbiate e percorrere 1,5 km in discesa (10 minuti di cammino). Accesso in auto solo domenica 10:00-12:00.
Toiano e il delitto della “bella Elvira”
In Toscana, vicino a Palaia, Toiano è tristemente ricordato per l’omicidio nel 1947 di Elvira Orlandini, detta la “bella Elvira”, una giovane ventiduenne barbaramente uccisa nei boschi. Il corpo fu trovato sgozzato il 5 giugno 1947 durante la processione del Corpus Domini, scatenando un caso mediatico nell’Italia del Dopoguerra.
Come arrivare: da Palaia, prendere la strada stretta (3 metri di larghezza) con panorama su calanchi e balze volterrane. Accesso al paese solo a piedi dalla sbarra.
Consigli pratici per visitare i borghi abbandonati
FAQ: domande frequenti sui borghi abbandonati in Italia
1. Quali sono i borghi fantasma più famosi in Italia?
I più cercati sono Craco (Basilicata, 14.800 ricerche), Roscigno Vecchia (“Pompei del Novecento”), Apice Vecchia (Campania), Pentedattilo (Calabria) e Consonno (Lombardia).
2. Posso visitare i borghi abbandonati da solo?
No, molti sono zone rosse inagibili. La visita a Craco è obbligatoriamente guidata con caschetto di protezione.
3. Quando è il periodo migliore per visitare i borghi fantasma?
Autunno e primavera sono i periodi migliori: clima mite, foglie colorate sulle strade deserte, atmosfera più suggestiva.
4. Quali leggende sono legate ai borghi abbandonati italiani?
Leggende di streghe (Craco), santi mummificati (Craco), fantasmi (Balestrino, Pentedattilo), maledizioni (Lollove in Sardegna), faide familiari (Pentedattilo) e omicidi (Toiano).
5. Ci sono borghi abbandonati inaccessibili?
Sì, Balestrino (Liguria) è inaccessibile per motivi di sicurezza. Fabbriche di Careggine è sommerso e visibile solo quando il lago viene svuotato (circa una volta ogni 10 anni).
L’italia dei borghi abbandonati è un viaggio nel silenzio, tra passato e presente, dove le emozioni restano vive nonostante le rovine scrostate. Ogni regione custodisce storie dimenticate: dalla Basilicata di Craco alla Calabria di Pentedattilo, dalla Toscana di Fabbriche di Careggine alla Lombardia di Consonno. Visitare questi luoghi è un modo per connettersi con l’essenza più autentica e misteriosa della cultura italiana, dove il tempo si è fermato ma le leggende continuano a aleggiare.




























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