Quando ho deciso di vivere un Natale a Bologna nel 2025, sapevo che avrei trovato luci sotto i portici, profumo di tortellini in brodo, mercatini storici e mostre di livello internazionale. Non sapevo però che la città fosse già pienamente immersa nell’atmosfera natalizia: le luminarie sono accese, la Fiera di Santa Lucia anima il centro storico e l’aria frizzante invita a passare più tempo possibile tra piazze, chiese e botteghe.
Questo è il racconto di un itinerario di due giorni a Bologna, un modello perfetto da replicare lungo tutto il mese di dicembre e non solo. Consigli concreti, suggestioni, ma anche attenzione alla praticità, all’organizzazione dei tempi e alle aspettative di chi cerca un weekend natalizio a Bologna completo, tra cultura, buon cibo e tradizioni.
Nota: grazie all’iniziativa #BlogInBo2025 siamo andati alla scoperta dei tesori enogastronomici e culturali di Bologna, vivendo la città nel suo periodo più magico, quello delle festività natalizie. Un ringraziamento va a Confesercenti Bologna, TourInBo e Bologna Welcome per aver reso possibile questo itinerario e per l’impegno nella valorizzazione di una Bologna fatta di ottimo cibo, mostre, eventi culturali e piccole e grandi sorprese pronte ad accoglierti durante la tua permanenza.
Il servizio guida è stato curato da Le Guide d’Arte, mentre la segreteria organizzativa è stata affidata a Iniziative Turistiche, che hanno contribuito a costruire un’esperienza fluida, coinvolgente e ricca di contenuti.
Dove dormire a Bologna per Natale: il mio soggiorno al Relais Bellaria Hotel & Congressi
Il mio viaggio è iniziato con l’arrivo a Bologna in mattinata. Ho trovato ad attendermi il transfer dalla stazione, un servizio comodo che mi ha portato direttamente al Relais Bellaria Hotel & Congressi, struttura a quattro stelle immersa nel verde, a pochi chilometri dal centro, con 108 camere moderne, centro congressi e un ristorante interno dedicato alla cucina locale, il Ristorante Corbezzoli.
È stata una scelta strategica per il mio Natale a Bologna 2025 per diversi motivi:
- La posizione è tranquilla, perfetta per rientrare la sera dopo giornate intense nel centro storico.
- Gli spazi comuni sono ampi, luminosi, pensati anche per gruppi e per chi cerca un soggiorno confortevole ma non anonimo.
- Il ristorante interno, il Corbezzoli, mi ha permesso di contare su ottimi pasti senza dover rientrare tardi dalla città dopo cena.
Il consiglio che mi sento di dare a chi organizza il viaggio in autonomia è di considerare una struttura come questa se si ama abbinare il Natale in città al comfort di un contesto più verde e silenzioso. Se invece si preferisce vivere Bologna esclusivamente a piedi, si può valutare un hotel in centro, ma tenendo presente che durante il periodo prenatalizio il traffico e i parcheggi possono diventare impegnativi.
Suggerimento pratico: a dicembre l’umidità bolognese si fa sentire, soprattutto la sera. Meglio prevedere abbigliamento a strati, scarpe comode e impermeabili, sciarpa e cappello: i portici proteggono dalla pioggia, ma l’aria è pungente.



Primo giorno – Tra mostre d’autore, vini del territorio e cucina-arte
Il mio pranzo di benvenuto al ristorante Corbezzoli
Dopo l’arrivo e il check-in al Relais Bellaria, ho raggiunto il Ristorante Corbezzoli per il pranzo di benvenuto. È stato il mio primo contatto con l’anima gastronomica della città, ma in versione leggermente defilata rispetto al caos del centro.
Il Corbezzoli non è il classico ristorante d’hotel: la cucina, infatti, lavora su prodotti stagionali e di territorio, con particolare cura per le ricette tradizionali rivisitate in chiave contemporanea. In vista di un Natale a Bologna, è il posto ideale per iniziare a entrare nel mood emiliano senza strafare già dal primo pasto.
Consigli utili per questo primo pranzo:
- Ho scelto un piatto di pasta fresca: tagliatelle al ragù
- Non ho esagerato con le porzioni: il pomeriggio sarebbe stato intenso, tra mostre e passeggiate in centro.
- Ho lasciato spazio per un dolce semplice, ma utile per richiamare subito l’idea di festività.
Se si replica questo itinerario a dicembre, è il momento perfetto per chiedere allo staff suggerimenti sui menu di Natale o di Capodanno dell’hotel, per chi desidera tornare durante le festività vere e proprie.


Pomeriggio nel cuore di Bologna: Piazza Maggiore e la Fontana del Nettuno
Terminato il pranzo, ho preso il transfer per il centro storico di Bologna. In circa 15–20 minuti ho raggiunto il cuore della città: qui è iniziata la parte più iconica del mio viaggio.
La prima tappa è stata la Fontana del Nettuno, simbolo indiscusso di Bologna, che si affaccia sulla meravigliosa Piazza Maggiore. In questo periodo, a inizio dicembre, la piazza si veste di luce: le luminarie natalizie cominciano già a disegnare contorni suggestivi intorno a palazzi e portici. Anche se le grandi installazioni natalizie cambiano di anno in anno, l’effetto è sempre quello di una grande “sala” a cielo aperto.
Consigli pratici in chiave “Natale a Bologna”:
- Mi sono fermato qualche minuto a osservare la piazza da più angolazioni: da sotto il Nettuno, dal portico di Palazzo del Podestà, dal sagrato di San Petronio.
- Ho scattato foto nel primo pomeriggio, quando la luce era ancora buona, e poi sono tornato dopo il tramonto per ammirare la piazza illuminata.
- Ho tenuto a portata di mano guanti e cappello: in piazza il vento può farsi sentire.
Da qui, in pochissimi passi, ho raggiunto le due mostre che hanno caratterizzato il mio pomeriggio: un vero tuffo nella cultura, perfetto per chi ama alternare mercatini di Natale e musei nello stesso viaggio.
La mia visita a “Georges Simenon. Otto viaggi di un romanziere” alla Galleria Modernissimo
La prima mostra che ho visitato è stata “Georges Simenon. Otto viaggi di un romanziere”, allestita nella Galleria Modernissimo, proprio in Piazza Maggiore. Curata per la Cineteca di Bologna, racconta – come un lungo viaggio – le radici narrative di uno degli scrittori più amati del Novecento.
Anche se il Natale a Bologna fa pensare subito a presepi e mercatini, questo tipo di esposizione aggiunge una dimensione più intima al viaggio: il tema del “viaggio interiore” e geografico di Simenon dialoga perfettamente con l’idea stessa del turista che esplora una città nuova.
Come ho vissuto al meglio la visita:
- Ho previsto almeno un’ora di tempo, per leggere i pannelli, osservare documenti, fotografie e materiali d’archivio.
- Sono entrato con la curiosità di chi cerca ispirazione: i percorsi di Simenon possono suggerire nuovi modi di guardare anche a Bologna, ai suoi portici, ai suoi personaggi.
- Consiglio di prenotare il biglietto online, per evitare code in periodi di alta affluenza.
Chi ama raccontare i propri viaggi sui social può giocare con l’idea del “romanzo di Natale a Bologna” ispirato a Simenon, trasformando la città in una sorta di grande set letterario.










“Graphic Japan” al Museo Civico Archeologico: il Giappone in chiave grafica nel cuore di Bologna
La seconda tappa del mio pomeriggio è stata al Museo Civico Archeologico di Bologna, dove ho visitato la mostra “Graphic Japan”, dedicata all’evoluzione della creatività grafica giapponese, dal periodo Edo fino ai giorni nostri.
Il fascino qui sta nel contrasto: fuori i portici UNESCO, le luminarie natalizie, i mercatini storici; dentro un percorso visivo che porta dall’altra parte del mondo, tra segni, illustrazioni, manifesti, linee pulite e colori saturi. La mostra mette in evidenza il legame tra segno e disegno, tra tradizione e modernità: un tema che dialoga molto bene con l’identità di Bologna, città che unisce sapienza antica e sperimentazione contemporanea.
Consigli pratici:
- Considere almeno 90 minuti di visita, per chi ama la grafica e il Giappone.
- Mi sono portato una piccola guida delle epoche storiche (Edo, Meiji, contemporaneo), per meglio orientarsi nel percorso.
- Ho prestato attenzione all’apparato grafico dei pannelli: spesso, in esposizioni del genere, anche il modo in cui le informazioni sono impaginate fa parte della narrazione.
Se l’itinerario viene replicato nel pieno di dicembre, questa mostra può rappresentare una parentesi perfetta in caso di pioggia o freddo intenso: un rifugio culturale nel cuore del centro storico.









Il mio aperitivo esperienziale da Bottega Botlé
Dopo tanta cultura, è arrivato il momento di rallentare. Il programma prevedeva l’appuntamento da Bottega Botlé per una degustazione/aperitivo con vini del territorio.
Bottega Botlé non è una semplice enoteca, ma una “enoteca digitale” che integra tecnologia e degustazione, grazie al software Rewine, pensato per guidare il cliente alla scoperta del vino in modo interattivo e coinvolgente. Si potrebbe definire un vero infotainment enologico: il cliente assaggia, impara, esplora i profili sensoriali dei vini, spesso serviti tramite dispenser automatici, senza rinunciare alla presenza di personale esperto a disposizione.
Per chi visita Bologna a dicembre, Bottega Botlé è una tappa preziosa per diversi motivi:
- Permette di conoscere i vini dell’Emilia-Romagna e non solo, in modo giocoso e allo stesso tempo approfondito.
- Aiuta a capire quali abbinamenti funzionano meglio con salumi, formaggi e piatti tipici: informazione fondamentale in vista delle cene natalizie.
- L’ambiente è dinamico, più vicino a una “bottega contemporanea” che a un locale tradizionale, con degustazione prima dell’acquisto.
Consigli di visita:
- Sono arrivato puntuale: i momenti di degustazione organizzata permettono di cogliere meglio la filosofia del luogo, ma comunque si può accedere in qualsiasi momento e fare la propria esperienza degustativa.
- Non ho avuto fretta di scegliere: l’idea è proprio quella di assaggiare, confrontare, ascoltare le proprie percezioni.
- Ho annotato le bottiglie preferite: possono diventare ottimi regali di Natale o ricordi da riportare a casa.
In un Natale a Bologna, un’esperienza come questa aiuta a dare ancora più senso alla reputazione della città come capitale della buona tavola.












La mia cena a “Volando”: ristorante-galleria d’arte in via Zamboni
La cena è stata da Volando, ristorante-galleria d’arte a pochi passi dalle Due Torri, nel pieno centro di Bologna, in via Zamboni. Volando è un progetto recentissimo che unisce alta cucina bolognese e arte del Novecento: un vero locale “ibrido”, in cui si mangia circondati da 32 opere provenienti da collezioni di studi d’arte, in un ambiente restaurato con cura, con travi antiche e atmosfera calda.
Per chi cerca idee su dove mangiare a Bologna a dicembre, Volando rappresenta una scelta perfetta:
- La cucina punta su piatti della tradizione – balanzoni, tortellini, tagliatelle – interpretati con attenzione alla materia prima e alla memoria gastronomica locale.
- L’ambiente è quello di una galleria d’arte: quadri e sculture del primo Novecento accompagnano la cena, creando un vero dialogo tra gusto e bellezza.
- Il locale non è eccessivamente formale, ma trasmette comunque la sensazione di vivere un’esperienza speciale, ideale per una serata prenatalizia.
Consigli per la cena:
- Meglio prenotare con anticipo, soprattutto perché nei weekend di dicembre l’affluenza in centro aumenta e i posti a sedere nel ristorante non sono tantissimi.
- Ho scelto almeno un primo di pasta fresca (balanzoni) e ho assaggiato le famose polpette bolognesi e la cotoletta alla bolognese
- Chiedere un tavolo con buona vista sulle opere, per vivere appieno l’idea di ristorante-galleria.
Dopo cena, una breve passeggiata sotto i portici di via Zamboni e verso le Due Torri mi ha permesso di respirare ancora l’aria del centro prima del rientro in hotel e del pernottamento.









Secondo giorno – Tra Michelangelo, Bologna insolita, salsamentari e mercatini di Natale
La mia mattina a Palazzo Fava per la mostra su Michelangelo
La seconda giornata è iniziata con la colazione in hotel e la partenza del transfer verso il centro storico. È stato il momento giusto per controllare il meteo, regolare l’abbigliamento e prepararsi a un’altra giornata intensa tra arte, gastronomia e tradizioni natalizie.
La prima meta è stata Palazzo Fava, che ospita la mostra “Michelangelo e Bologna”, dedicata ai 550 anni dalla nascita di Michelangelo Buonarroti. Il percorso espositivo si concentra sul legame tra l’artista e la città felsinea, in particolare sui soggiorni che contribuirono alla sua formazione e alla sua carriera.
La mia visita:
- Ho dedicato almeno un’ora: tra opere, documenti, contesto storico e pannelli esplicativi, la mostra richiede tempo e attenzione.
- Ho osservato come Bologna sia stata crocevia di incontri e opportunità per uno dei più grandi geni dell’arte occidentale: un punto di vista che rende la città ancora più interessante agli occhi di chi viaggia.
- Ho inserito la mostra all’interno di un’ottica più ampia: un Natale a Bologna 2025 che non si limita alle luci e ai regali, ma che valorizza la dimensione culturale.
Per chi programma di visitare Bologna a dicembre, la mostra su Michelangelo rappresenta una delle grandi ragioni per scegliere proprio il 2025 come anno giusto.




Il tour guidato della Bologna insolita e tappa nel Quadrilatero
Terminata la visita a Palazzo Fava, sempre grazie alla nostra guida di Le guide d’Arte, è stato il momento di un tour guidato del centro storico alla scoperta di una Bologna insolita. Questo tipo di esperienza è molto utile anche per chi conosce già la città nelle sue icone principali (Due Torri, Piazza Maggiore, San Petronio) e vuole approfondirne gli aspetti meno noti.
Il tour ha incluso:
- Vicoli secondari, corti interne, scorci poco fotografati ma ricchi di storia.
- Aneddoti su personaggi bolognesi, leggende urbane, storie legate ai portici e alle vecchie botteghe.
- Passaggi strategici attraverso il Quadrilatero, l’antico quartiere commerciale del centro, oggi cuore pulsante dell’enogastronomia cittadina.
Nel Quadrilatero di Bologna, tra banchi di salumi, formaggi, pasta fresca, pescherie e gastronomie, ho respirato un’atmosfera natalizia concreta: qui si scelgono gli ingredienti per i pranzi delle feste, si compilano i menu, si progettano i cenoni. Per me, come viaggiatore curioso, è stata l’occasione giusta per:
- Assaggiare piccole porzioni al banco (un po’ di mortadella, un pezzo di Parmigiano, qualche oliva).
- Osservare come i bolognesi vivono davvero l’avvicinarsi del Natale.
- Annotare indirizzi di botteghe da cui ordinare prodotti tipici anche online, una volta tornato a casa.
La mia sosta presso la Società Mutuo Soccorso fra i Salsamentari
Il tour è proseguito con una sosta nella nuova sede della Società Mutuo Soccorso fra i Salsamentari di Bologna, in Corte Galluzzi. I salsamentari sono storicamente gli artigiani di salumi e formaggi: un pezzo fondamentale dell’identità gastronomica della città.
Visitare questa sede mi ha permesso di:
- Comprendere meglio le radici collettive del mestiere legato ai salumi e alla trasformazione delle carni.
- Vedere come la tradizione bolognese non sia solo un’esibizione per turisti, ma un tessuto vivo di associazioni, corporazioni, mutuo soccorso.
- Collegare il cibo al concetto di comunità, molto forte soprattutto in occasione delle festività.






Ho proseguito con un pranzo esperienziale “Il Tagliere dei Salsamentari” presso la Laboratorio Simoni in Via delle Drapperie, uno dei salsamentari più celebri del centro.
Il “Tagliere dei Salsamentari” è molto più di un semplice piatto misto: è un concentrato di sapori che rendono Bologna famosa nel mondo. Su un unico tagliere ho trovato:
- Mortadella artigianale.
- Prosciutti selezionati.
- Salumi locali.
- Formaggi stagionati e semistagionati.
- Mostarde, sottaceti, tigelle calde e pane fragrante.
Consigli per vivere al meglio questo pranzo:
- Meglio arrivare con molto appetito: il tagliere è ricco e sazia facilmente.
- Accompagnare il tutto con un calice di vino del territorio (Lambrusco, Pignoletto o altro suggerito in loco).
- Non avere fretta: il bello di un pranzo così è la possibilità di assaggiare e commentare, magari in compagnia, ogni singolo elemento.
Per chi cerca dove mangiare a Bologna a Natale o nei weekend di dicembre, esperienze come questa aiutano a entrare in contatto con la vera essenza gastronomica della città, lontano dai cliché.






Il mio pomeriggio: Presepe dei Commercianti e Fiera di Santa Lucia
Il programma ha poi previsto il trasferimento alla Chiesa di San Giacomo Maggiore, in via Zamboni, per l’inaugurazione e la visita del Presepe dei Commercianti di Confesercenti Bologna. Ospitato in una chiesa suggestiva, nel pieno cuore della città, questo presepe è un omaggio al mondo del commercio bolognese e al ruolo che negozi, botteghe e mercati hanno nel tessere il clima natalizio in città.
Consigli per la visita:
- Mi sono soffermato sui dettagli delle figure, spesso legate alla vita quotidiana.
- Ho ascoltato gli interventi delle varie personalità del mondo della politica e del commercio intervenute per l’inaugurazione che hanno spiegato la storia del presepe e il coinvolgimento dei commercianti locali.
- Se si visita Bologna a dicembre, verificare giorni e orari di apertura, perché spesso in occasione di eventi prenatali e inaugurazioni si organizzano momenti speciali.






Subito dopo, è arrivato uno dei momenti più attesi del mio Natale a Bologna: la visita alla Fiera di Santa Lucia, il mercatino natalizio più antico della città.
La Fiera di Santa Lucia si snoda sotto il portico della Basilica di Santa Maria dei Servi, in Strada Maggiore, uno dei portici più suggestivi e caratteristici di Bologna, parte di quel sistema di portici che l’UNESCO ha riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità. Tra bancarelle, chioschi in legno, luci e colori, l’atmosfera è quella del vero mercatino di Natale bolognese: viva, affollata, a tratti rumorosa, ma profondamente autentica.
Cosa fare alla Fiera di Santa Lucia:
- Cercare le statuine del presepe: artigiani, personaggi tradizionali, animali, ambientazioni. È il posto giusto per completare il presepe di casa o iniziarne uno nuovo con un “cuore bolognese”.
- Assaggiare dolci tipici, torroni, mandorle pralinate, zucchero filato: i profumi sono quelli di un Natale d’altri tempi.
- Comprare addobbi per l’albero e per la casa: palline, ghirlande, decorazioni in legno e stoffa, spesso realizzate a mano.
Suggerimenti pratici:
- Visitare la Fiera di Santa Lucia nel giorno feriale e nel tardo pomeriggio: nei weekend di dicembre può diventare davvero molto affollata.
- Portare contanti: molte bancarelle accettano ormai pagamenti elettronici, ma non tutte.
Per chi cerca online “mercatini di Natale a Bologna 2025”, la Fiera di Santa Lucia è il primo nome che compare ed è, giustamente, la tappa irrinunciabile: è qui che Bologna mostra il suo volto più tradizionale e familiare.




















La mia cena gourmet al Ristorante Corbezzoli
Dopo essermi immerso nell’atmosfera natalizia più autentica, il programma ha previsto il rientro in hotel. Il contrasto tra il brulicare del centro e la quiete del Relais Bellaria è stato netto e molto piacevole, soprattutto dopo due giorni intensi.
La cena finale si è svolta al Ristorante Corbezzoli, ancora una volta protagonista della parte gastronomica del soggiorno. È stata l’occasione ideale per concludere l’itinerario con un menù strutturato, nel quale non potevano mancare i famosi tortellini e altri piatti espressione dell’alta cucina dello chef Giuseppe Tarantino e del suo staff.







Come replicare questo itinerario a dicembre 2025
Anche se il mio programma è costruito come esempio di due giorni completi, è pensato proprio per immergere chi viaggia nella piena atmosfera del Natale a Bologna 2025. Per chi desidera organizzare lo stesso itinerario – o uno molto simile – nel mese di dicembre, ecco i miei suggerimenti:
- Prenotare con anticipo hotel, ristoranti e mostre: dicembre è un mese molto richiesto, soprattutto nei weekend e nelle giornate vicine all’Immacolata e a Natale.
- Verificare gli orari di apertura dei mercatini di Natale, in particolare della Fiera di Santa Lucia, e dei presepi cittadini.
- Integrare il programma con qualche ora libera in centro per lo shopping: via Indipendenza, le vie del Quadrilatero e le botteghe di Strada Maggiore garantiscono molte idee per regali originali.
- Prevedere sempre un piano B al coperto (mostre, musei, chiese) in caso di pioggia o freddo intenso.
Perché scegliere Bologna per il Natale 2025
Riassumendo, il mio Natale a Bologna 2025 è stato ideale perché:
- Amo le città d’arte e desideravo unire visite a mostre di alto livello a percorsi più tradizionali.
- Preferisco un viaggio con cibo di qualità, tra taglieri, pasta fresca, vini locali e ristoranti curati.
- Cerco l’atmosfera dei mercatini di Natale ma non volevo rinunciare a un contesto urbano ricco di storia, portici e scorci suggestivi.
- Volevo vivere un itinerario di due giorni a Bologna a dicembre ben bilanciato, dove ogni appuntamento è pensato e strutturato, senza tempi morti ma anche senza corse inutili.
Bologna, con i suoi portici illuminati, i presepi nelle chiese, la Fiera di Santa Lucia e le tante iniziative culturali in programma, è una destinazione perfetta per chi desidera un Natale che non sia solo shopping, ma anche storia, bellezza e convivialità.
Questo itinerario di 48 ore, tra arrivo in hotel, mostre, degustazioni, mercatino e cene gourmet, offre una traccia concreta da seguire e personalizzare. Basta scegliere le date di dicembre preferite, prenotare le tappe principali e lasciarsi avvolgere dal caldo abbraccio di Bologna: una città che, a Natale, mostra il meglio di sé.




























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