Sulla Majelletta, il 1 febbraio 2026, Nelsy Colardi ha camminato dentro un inverno che sembrava uscito da un sogno: neve alta, vento tagliente, silenzio assoluto, un’atmosfera davvero surreale.
Arrivare sulla Majelletta in pieno inverno
La strada sale da Passo Lanciano verso l’altopiano della Majelletta, tra tornanti che si infilano in un bosco di faggi e conifere piegati dal peso del ghiaccio. Man mano che si guadagna quota, il paesaggio si chiude in un tunnel bianco: il parabrezza incornicia rami carichi di neve, la visibilità cala, l’aria si fa più sottile e pungente.
Qui il comprensorio sciistico Majelletta WE si apre tra i 1.650 e i 1.995 metri di altitudine, un balcone sospeso tra Appennino e Adriatico dove, nelle giornate limpide, si scia guardando il mare. Nelsy arriva invece in una di quelle giornate rare, quando la montagna decide di nascondersi dentro la nebbia e di mostrarsi solo a chi ha pazienza di ascoltarla.
Un’atmosfera surreale: ghiaccio, vento e silenzio
“La montagna oggi sembra un altro pianeta”, annota Nelsy mentre osserva i rami trasformati in sculture di ghiaccio. I cristalli di brina disegnano lame bianche lungo ogni ramo, tutti orientati nella stessa direzione, segno di un vento costante e tenace che ha lavorato per ore.
Le conifere si vestono di spine ghiacciate, gli aghi di pino quasi scompaiono sotto strati di neve compatta, mentre le foglie secche dei faggi si arrendono a una patina gelata che le rende fragili come vetro. Ogni passo affonda in una coltre morbida che attutisce i rumori; il solo suono che accompagna il cammino è lo scricchiolio della neve sotto gli scarponi e il respiro che si condensa nell’aria.
Le foto di Nelsy: quadri d’inverno sulla Majelletta
Nelle foto che Nelsy scatta, l’inverno della Majelletta diventa racconto visivo. In una immagine, un primo piano di rami di abete mostra come il ghiaccio abbia ricoperto ogni ago con sottili lingue di neve, disposte tutte nella stessa direzione, creando un effetto grafico quasi astratto. In un’altra, le foglie brune di un faggio sono tagliate da pennellate bianche, come se qualcuno avesse passato un pennello di ghiaccio sul bosco.
C’è poi il viale innevato che conduce verso l’albergo rosa: una panchina bianca, leggermente arrugginita, emerge dalla distesa di neve e sembra invitare a fermarsi per contemplare il bianco assoluto che avvolge tutto. I rami, carichi di neve, creano un arco naturale sopra il sentiero, mentre la sagoma dell’edificio appare e scompare dentro la foschia, aggiungendo un tocco di mistero alla scena.
In un’altra foto, una fontana di pietra quasi scompare sotto una coperta uniforme di neve: solo poche linee geometriche rompono l’orizzonte bianco, dando la sensazione di trovarsi in un luogo sospeso, fuori dal tempo. E infine ci sono le immagini in cui i rami innevati incorniciano un rifugio avvolto dalla nebbia, figure umane appena percepibili in lontananza, piccole ombre in un paesaggio ovattato.
Vivere la Majelletta d’inverno
La Majelletta non è solo piste da sci: è anche ciaspolate nei boschi, camminate lente tra faggete silenziose e panorami che, quando le nuvole si aprono, regalano scorci di mare e cime innevate. In questi giorni di inizio febbraio 2026, il Parco Nazionale della Majella propone escursioni guidate con le ciaspole verso Colle Remacinelli e Mammarosa, percorsi facili ma emozionanti, perfetti per chi vuole vivere la montagna in modo autentico.
Per affrontare questa esperienza in sicurezza servono scarponcini impermeabili, abbigliamento a strati, guanti e cappello, oltre alla voglia di lasciarsi sorprendere dalla natura. La ricompensa è un contatto diretto con l’anima più vera dell’Abruzzo d’inverno, fatta di neve che scricchiola, di vento che modella il paesaggio e di cieli che cambiano volto in pochi minuti.
Majelletta, una meta da segnare in agenda
L’esperienza di Nelsy sulla Majelletta il 1 febbraio 2026 è il tipo di giornata che ogni amante della montagna dovrebbe vivere almeno una volta: non la cartolina perfetta, ma la montagna autentica, ruvida, emozionante. Qui, tra i 1.600 e i 2.000 metri, ogni fiocco di neve racconta una storia e ogni ramo ghiacciato diventa un invito a rallentare, ad alzare lo sguardo e a lasciarsi avvolgere da un’atmosfera davvero surreale.
Se stai cercando una destinazione invernale in Abruzzo dove unire neve, panorami e forti emozioni, la Majelletta merita un posto speciale nella tua prossima lista di viaggi.




































Discussion about this post