La prima cosa che colpisce non è il mare, ma il passaggio di luce: la sabbia chiara di Porto Giunco sembra trattenere il sole, mentre alle spalle la laguna di Notteri si muove con una calma quasi teatrale, punteggiata dal rosa dei fenicotteri quando la stagione li porta fin qui. La spiaggia si trova a Villasimius, nel Sud Sardegna, sul versante sud-orientale dell’isola, e vive di questa doppia anima: da una parte il Mediterraneo aperto, dall’altra l’acqua bassa della laguna e la sagoma di Torre di Porto Giunco, sentinella di pietra che domina il promontorio.
Noi di Viaggiando Italia l’abbiamo sempre considerata una spiaggia da leggere con lentezza: non si visita soltanto, si attraversa con lo sguardo.
- sabbia finissima, quasi polvere di quarzo
- acqua bassa per diversi metri, con fondale che resta trasparente
- vento spesso presente nel pomeriggio
- torre costiera come punto di orientamento naturale
La soglia del mare
Porto Giunco non concede subito il colpo d’occhio più ovvio. Prima arriva il bianco della battigia, poi la macchia scura della vegetazione retrodunale, poi quel tratto di sentiero che porta verso la torre. La geometria del luogo è semplice e, proprio per questo, memorabile: spiaggia, laguna, promontorio. Nessun eccesso, nessuna scenografia forzata. Solo una successione di piani che cambia con l’ora del giorno.
Il punto più riconoscibile resta la Torre di Porto Giunco, raggiungibile con una breve camminata dalla spiaggia o dal lato di Cava Usai: da lassù il colpo d’occhio abbraccia il litorale e l’imboccatura verso Capo Carbonara, con quel contrasto fra azzurro pieno e verde salmastro che sa di isola vera, non di cartolina stirata.
Come arrivare senza girare in tondo
L’accesso più pratico avviene da Villasimius seguendo la SS125 e poi le indicazioni per Porto Giunco e Capo Carbonara. La strada finale è breve ma conviene non sottovalutarla: nei mesi più frequentati diventa un piccolo imbuto di auto, motorini, passeggini e vacanzieri con la stessa idea geniale nello stesso minuto.
Il parcheggio più vicino alla spiaggia è in genere a pagamento in stagione estiva, con tariffe variabili secondo il periodo; nei giorni più affollati conviene arrivare presto, perché i posti si esauriscono con sorprendente disciplina. Il dettaglio che fa risparmiare tempo è semplice: entrare prima delle 9:00 in piena estate, quando la luce è ancora morbida e il vento non ha preso possesso della spiaggia.
Per chi preferisce non inseguire l’ultimo posto libero, Villasimius offre anche collegamenti estivi e soluzioni di sosta nel centro abitato, da cui poi ci si muove verso il mare.
Il segreto del momento giusto
Tra luglio e agosto Porto Giunco si visita meglio all’alba o nelle prime ore del mattino. Dopo, la spiaggia si popola con la rapidità di un mercato rionale nel giorno di festa. Il trucco vero non è solo partire presto: è scegliere il lato giusto dove fermarsi, perché il tratto vicino alla torre e quello più prossimo alla laguna hanno tempi di riempimento diversi.
Chi vuole evitare la calca dovrebbe:
- arrivare entro le 9:00
- parcheggiare senza indugio, senza “giro di prova”
- salire alla torre subito, prima del caldo
- tenere acqua e cappello già nello zaino, non nel bagagliaio
La strada finale è breve, ma sotto il sole sardo può sembrare più lunga di quanto prometta il navigatore. E il navigatore, qui, ha il vizio di essere ottimista.
L’anima nel piatto
A Villasimius e lungo la costa sud-orientale della Sardegna la cucina segue la logica del mare e della dispensa contadina. Qui ha senso cercare il porceddu nelle giornate più lente, ma la vera firma del territorio resta il pesce fresco: fregula ai frutti di mare, spigola, orate, bottarga grattugiata con mano generosa e il pane carasau che accompagna tutto con la sua secchezza elegante.
La fregula, con la sua grana irregolare e tostata, racconta bene questo tratto di Sardegna: un’isola che ha sempre lavorato con ciò che aveva, asciugando, conservando, tostando. Il sapore salmastro che si trova nei piatti di Villasimius non è un vezzo da ristorante di mare; è il riflesso della costa, della laguna, dei venti che portano iodio fin dentro i locali più semplici.
Se cercate un pasto coerente con la giornata, scegliete un piatto che sappia di brodo marino e pane arrostito. Porto Giunco, dopo, vi sembrerà ancora più nitida.
Oltre il confine
A pochi minuti da qui vale la deviazione verso Capo Carbonara, dove il paesaggio si fa più ruvido e il mare cambia tono a seconda della luce. Chi preferisce restare su un registro più raccolto può spingersi fino alla zona di Cava Usai, che regala un altro angolo di costa con memoria storica e un carattere meno levigato.
Nel centro di Villasimius, per una pausa diversa dalla spiaggia, il Museo Archeologico di Villasimius offre un cambio di prospettiva utile: dopo il sale, qualche reperto rimette ordine nella lunga durata del territorio. E se l’idea è semplicemente tornare a guardare il mare con un passo più lento, la zona tra la laguna di Notteri e il litorale è già una deviazione sufficiente.
L’info in più
- Periodo migliore: tra fine maggio e giugno, oppure a settembre, quando la luce è più pulita e la pressione turistica cala.
- Accesso: da Villasimius seguire la SS125 e le indicazioni per Porto Giunco / Capo Carbonara.
- Parcheggio: in estate è normalmente a pagamento; arrivare molto presto evita di girare a vuoto nelle ore di punta.
- Sentiero utile: la camminata verso Torre di Porto Giunco è il riferimento più semplice per orientarsi sul posto.
- Ambiente: non uscire sui cordoni di dune, non calpestare la vegetazione retrodunale e portare con sé acqua e protezione solare.
- Consiglio d’autore: il vento pomeridiano può cambiare il volto della spiaggia in pochi minuti; meglio scegliere la mattina per il mare, il tardo pomeriggio per la torre.
A Porto Giunco il dettaglio più elegante è spesso il più pratico: arrivare presto, lasciare l’auto senza esitazioni e tenere una borraccia piena. Il resto lo fa quella striscia di sabbia che, con una modestia quasi offensiva, continua a mettere d’accordo laguna, mare e cielo.




























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