C’è una poesia semplice e autentica nello scatto di Francesco A., che accompagna le sue parole con ironia e dolcezza: “Stasera il Caliscendi non ha preso pesci, ma la Luna. Giulianova (Te)”.
Una frase breve, ma capace di racchiudere l’anima intera di un momento sospeso tra mare e cielo, tra la concretezza del lavoro dei pescatori e la magia della notte adriatica.
Il Caliscendi di Giulianova, con la sua struttura in legno che si protende nel mare come un braccio teso verso l’orizzonte, diventa in questa fotografia un protagonista silenzioso. Non cattura reti o pesci, ma un riflesso: quello della luna che sembra essersi posata tra i cavi e le travi, come un dono del cielo a chi sa osservare. È un’immagine che parla di calma, di attesa, di un legame profondo con il mare che da sempre accompagna la vita di questa cittadina abruzzese.
Nel silenzio della sera, Giulianova si mostra così, in una delle sue versioni più sincere: lontana dal turismo estivo, intima, fatta di luci fioche e di onde che si infrangono leggere sotto il trabocco. La Luna — “pescata” per caso — ricorda che la bellezza non è sempre nelle grandi catture, ma in quei piccoli miracoli che accadono quando la natura e l’uomo si incontrano senza fretta.
Lo scatto di Alberti è, in fondo, un invito a guardare diversamente: a scorgere il poetico nelle cose di ogni giorno, a lasciarsi sorprendere anche quando il mare sembra vuoto. Perché, a volte, tornare a riva con un po’ di luce sulla pelle e la Luna nel cuore vale più di qualsiasi pescato.




























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