Risaie di Novara. Chi arriva in provincia di Novara, nel cuore del Piemonte orientale, scopre un paesaggio sorprendente che si discosta dalle classiche immagini di colline e vigneti. Qui, tra i corsi d’acqua del Ticino e le riviere del Sesia, si stende il più grande distretto risicolo d’Europa: un mare a quadretti di specchi d’acqua, argini erbosi e canali che disegnano geometrie perfette.
Quando visitare le Risaie di Novara
Il periodo migliore per visitarle è la primavera, in particolare tra fine aprile e inizio giugno, quando la semina del riso trasforma i campi in distese d’acqua riflettenti, quasi lagune interne. In estate il riso cresce alto e verde intenso, mentre in autunno i campi mietuti lasciano intravedere la terra bruna. Ogni stagione ha il suo fascino, ma la “stagione dell’acqua” resta la più iconica.
Cosa vedere e cosa fare
Il punto di partenza naturale è la città di Novara, con il suo Duomo neoclassico, la cupola antonelliana di San Gaudenzio e il vivace mercato coperto. Da qui partono percorsi cicloturistici e strade provinciali che attraversano i comuni del “Novarese risicolo”. Alcune aziende agricole aprono le loro cascine ai visitatori, organizzando tour guidati, degustazioni e attività didattiche.
Gli amanti del trekking lento possono seguire itinerari lungo i canali Cavour e Regina Elena o addentrarsi nelle aree protette come il Parco del Ticino e il Parco delle Lame del Sesia. La fotografia trova qui un terreno fertile: i riflessi dell’acqua e i cieli larghi della pianura regalano scatti d’atmosfera, soprattutto all’alba e al tramonto.
Risaie di Novara: sapori tipici, dal risotto alla paniscia
Dal punto di vista gastronomico, le risaie di Novara sono sinonimo di risotto, ma il territorio offre molto di più. Oltre ai classici risotti alla piemontese – come quello con Barolo o con la toma novarese – spiccano i piatti storici delle cascine, come la paniscia (minestra di riso, verze, fagioli e salame della duja). Da provare anche i salumi locali (coppa, pancetta e salame della duja) e i formaggi delle vicine valli alpine, in primis il gorgonzola, prodotto proprio nel Novarese.
Curiosità e storia delle risaie
L’introduzione del riso in Piemonte risale al XV secolo, grazie ai canali irrigui voluti dai duchi di Savoia. La costruzione del Canale Cavour nell’Ottocento diede impulso decisivo alla coltivazione intensiva. Ancora oggi molte cascine mantengono l’aspetto architettonico tradizionale, con grandi corti interne e portici, e in alcune si può soggiornare in agriturismo.
Una curiosità: nel Novarese, come nel Vercellese, lavoravano le celebri “mondine”, le donne che trapiantavano il riso chinandosi nell’acqua per ore. Oggi questa figura appartiene alla memoria storica e al patrimonio culturale locale, celebrata da canti popolari e rievocazioni.
Come organizzare la visita
Novara è ben collegata a Milano e Torino, mentre alcune linee minori servono i piccoli centri. L’offerta ricettiva spazia da hotel cittadini a B&B rurali e agriturismi immersi nelle risaie. Da non perdere, tra aprile e giugno, gli eventi dedicati al riso e alle tradizioni agricole, come fiere, mercatini e festival gastronomici.
Un mosaico di storia, natura e sapori
Le risaie di Novara non sono solo campi coltivati, ma un mosaico di storia, cultura e natura che racconta il Piemonte da una prospettiva diversa. Passeggiare tra gli argini, ascoltare il fruscio del vento tra gli steli e assaggiare un risotto preparato con il riso locale significa entrare in contatto con l’anima più autentica della pianura padana.





























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