Le foto inviate da Mauro Burani raccontano Rocca Calascio con la luce limpida delle montagne abruzzesi, dove le pietre antiche sembrano custodire secoli di storie.
Non è difficile, guardando queste immagini, comprendere perché questo borgo fortificato sia stato scelto come una delle location più suggestive del film Ladyhawke, il capolavoro fantasy diretto da Richard Donner nel 1985.
La rocca, sospesa a 1.460 metri d’altitudine, domina l’altopiano con la sua silhouette inconfondibile. Le foto restituiscono l’ampiezza del paesaggio circostante: cime che si perdono all’orizzonte, il vento che accarezza le mura di pietra, il senso di isolamento e di magia che avvolge l’intero luogo. È lo stesso scenario che nel film ha dato vita a scene memorabili, contribuendo a costruire quell’atmosfera gotica e romantica che ha reso Ladyhawke un cult.
La macchina da presa, negli anni ’80, seppe cogliere lo stesso contrasto che le foto di Mauro Burani riescono a trasmettere oggi: la durezza della roccia e la delicatezza della luce, la forza delle mura medievali e l’eterea poesia del cielo abruzzese. Rocca Calascio non fu solo sfondo, ma autentico personaggio della storia, capace di imprimere un’impronta indelebile nell’immaginario degli spettatori di tutto il mondo.
Ancora oggi, visitando la rocca o ammirandone le immagini, sembra di sentire il passo dei protagonisti del film, il fascino di una leggenda che si intreccia con la realtà. Grazie agli scatti di Burani, Rocca Calascio rivive non solo come patrimonio storico e architettonico, ma anche come icona cinematografica, ponte tra il Medioevo e la magia del grande schermo.





























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