L’Abruzzo e il Molise rappresentano due dei destinazioni sciistiche più affascinanti del centro-sud Italia, dove le montagne si trasformano in paradisi invernali accoglienti e variegati.
Con quasi 400 chilometri di piste in Abruzzo e numerose stazioni di eccellenza come Roccaraso, Campo Imperatore e Ovindoli, questa regione attrae sciatori da tutta la penisola. Nel Molise, invece, Campitello Matese emerge come la regina indiscussa dello sci locale, mentre Capracotta, il comune più alto del centro-sud, offre un’esperienza più autentica e selvaggia. Che siate principianti in cerca di dolci pendii o esperti alla ricerca di sfide tecniche, queste montagne custodiscono piste affascinanti immerse in scenari naturali straordinari, dove la neve cade abbondante da novembre fino a primavera inoltrata.
Località sciistiche da visitare in Abruzzo
L’Alto Sangro: Il Regno della Neve nel Centro-Sud
Con oltre 90 chilometri di piste collegate e 23 impianti di risalita, l’Alto Sangro rappresenta il cuore sciistico abruzzese. Il comprensorio unisce tre località iconiche—Roccaraso, Rivisondoli e Pescocostanzo—creando un ecosistema montano dove è possibile sciare per giorni senza ripetere la stessa pista.
Le tre porte d’accesso principali—Aremogna, Pizzalto e Monte Pratello—si sviluppano tra i 1.309 e i 2.141 metri, con piste distribuite su tutti i livelli di difficoltà. Per i principianti e le famiglie, le aree ampie e dolci intorno ad Aremogna offrono un’ottima introduzione al comprensorio. Gli sciatori intermedi troveranno terreno ideale su rossas ben preparate con frequente innevamento artificiale. Per gli esperti, i pendii neri verso Pizzalto e Monte Pratello assicurano adrenalina e paesaggi mozzafiato.
Una singola skipass stagionale offre accesso a tutti gli impianti, facilitando la mobilità tra le aree. Il comprensorio è aperto da dicembre ad aprile, con condizioni typically ottimali da gennaio a marzo.
Roccaraso: Tra Rifugio Medievale e Modernità Turistica
Roccaraso si sorge a 1.236 metri, adagiato su una scarpata con vista sui monti circostanti. La città affonda le radici nell’anno 1000, quando sorse attorno al torrente Rasinus da cui prese il nome. Per secoli rimase un borgo agricolo e pastorale, fino a quando la ferrovia Sulmona-Isernia e, successivamente, gli impianti sciistici ne trasformarono l’economia.
La Seconda Guerra Mondiale devastò il borgo medievale—la maggior parte delle abitazioni in pietra addossate l’una sull’altra scomparvero sotto i bombardamenti. Oggi, pochissimi edifici originali rimangono: la Chiesa di San Rocco (1656), miracolosamente scampata alle distruzioni, è forse l’edificio più emblematico, costruito come voto popolare per la fine della peste. La Chiesa di San Bernardino (1851, ricostruita nel 1954) e la Rocca—una Torre Castello medievale rimanegg iata nei primi anni del 1600—raccontano la stratificazione storica del luogo.
Merita una visita il Borgo di Pietransieri, il nucleo più antico arroccato sui pendii, che offre una finestra autentica sulla struttura urbana medievale. Sopra Monte Aremogna, il Monumento ai Caduti senza Croce ricorda la battaglia locale contro i tedeschi nel 1943.
Per gli escursionisti invernali, Roccaraso consente accesso diretto ai sentieri del Parco Nazionale della Majella e delle Cinquemiglia, con possibilità di ciaspolate in boschi di faggio e trekking moderato anche durante la stagione sciistica.
Rivisondoli: Il Presepe Vivente e l’Artigianato di Montagna
Rivisondoli, poco più a nord di Roccaraso, è un borgo fortificato il cui nome appare per la prima volta in documenti risalenti all’VIII secolo. Arroccato a circa 1.300 metri, il paese subì un devastante incendio nel 1792, ma conserva ancora oggi tracce impressionanti della sua struttura medievale: porte d’accesso merlate come Porta Antonetta (XV secolo) con i caratteristici piombatoi, stradine lastricate che si arrampicano sui pendii, e case addossate una sull’altra a formare un dedalo difensivo.
Lo storico significa una volta ricopriva il ruolo di centro strategico sulla transumanza, il movimento stagionale delle greggi lungo i tratturi che attraversavano l’Abruzzo. Questo passato pastorale rimane profondamente radicato nell’identità locale e nella cucina.
La Chiesa di San Nicola di Bari (XIV secolo, ricostruita agli inizi del 1900) è il cuore spirituale del borgo. Il Santuario della Madonna della Portella e la Chiesa di Santa Maria del Suffragio (con portale barocco elegante) attraggono pellegrini in ogni stagione. Ancora più notevole è il Santuario della Madonna della Portella, meta di devozione popolare, da cui si ammira uno dei panorami più spettacolari dell’Abruzzo verso il Belvedere di Pizzalto.
Ma ciò che rende Rivisondoli internazionalmente celebre è il Presepe Vivente, che si svolge ogni anno il 5 gennaio. L’intero borgo si trasforma in scena della natività, con figuranti in abiti tradizionali che rievocano il paesaggio biblico. È una delle manifestazioni presepiali più antiche e suggestive d’Italia, attirando migliaia di visitatori. Il Museo dell’Arte Presepale e il Museo del Costume conservano memoria di questa tradizione radicata.
Nella taverna del paese, assaggia il pane casereccio abruzzese (preparato con lievito naturale e patate), le ciambelle di San Biagio, e i tradizionali arrosticini di pecora cotti sulla brace.
Pescocostanzo: Il Paese dei Fili Intrecciati e l’Artigianato Medievale
Pescocostanzo merita una visita a parte. Soprannominato “il paese dei fili intrecciati” per la sua straordinaria tradizione artigianale, questo borgo medievale incuneato nel Parco Nazionale della Majella rappresenta un museo vivente di mestieri scomparsi.
L’arte più celebre è il tombolo—una tecnica di merlettatura che vanta oltre cinque secoli di storia. Le donne di Pescocostanzo iniziarono a lavorare i merletti attorno al XV-XVI secolo, e l’apice della produzione si raggiunse tra il XV e il XVIII secolo, grazie all’arrivo di maestri toscani e lombardi che viaggiavano lungo la via commerciale Firenze-Napoli passando per L’Aquila e Sulmona.
Il Museo del Merletto a Tombolo (ospitato nel Palazzo Fanzago in Piazza del Municipio) presenta collezioni storiche di questi capolavori tessili. La Scuola di Tombolo rimane attiva, preservando l’insegnamento dell’arte. Oggi, passeggiano tra le botteghe artigiane della piazza e delle vicolette, potrai ancora incontrare artigiane che lavorano il tombolo con lo stesso procedimento tramandato da generazioni.
Oltre al tombolo, Pescocostanzo è famosa per filigrana d’oro, ferro battuto, ceramica e intagli di legno. Ogni bottega racconta una storia di maestria manuale.
La Basilica di Santa Maria del Colle, con la sua fusione di stili rinascimentale e barocco, è un capolavoro architettonico del XVI-XVIII secolo. Il centro storico circostante, con le sue stradine acciottolate, invita a lunghe passeggiate contemplative.
La Festa degli Antichi Mestieri (agosto-settembre) è un evento annuale dove mestieri ormai patrimonio di pochi tornano a popolare le piazze: acquaioli, merlettaie, calzolai, erboristi, canestrairestituiscono l’atmosfera quotidiana del passato, accompagnati da danze popolari, spettacoli e degustazioni. L’evento commemorativamente la visita della Marchesa Vittoria Colonna nel 1535.

Oltre il Versante Nord: Campo Felice, Ovindoli e Campo Imperatore
L’Abruzzo ha molto più da offrire ai cultori dello sci. Tre altri comprensori, benché di minore estensione dell’Alto Sangro, meritano attenzione per le loro caratteristiche distinctive.
Campo Felice e Rocca di Cambio: Modernità e Panorami
Campo Felice, situato a 1.411-1.916 metri, offre 30,9 chilometri di piste ben servite da 15 impianti moderni (9 seggiovie, 2 skilift, 3 tappeti). È una stazione ideale per chi predilige un’esperienza leggera e confortevole, con accesso agevole dal versante aquilano. Le piste sono variegate, adatte a principianti e sciatori intermedi, con buona copertura artificiale.
Un progetto ambizioso è in corso per collegare Campo Felice a Ovindoli-Monte Magnola tramite una seggiovia, che creerebbe un bacino sciistico potenziato nel versante occidentale della provincia dell’Aquila. Il secondo lotto dei lavori è ufficialmente partito nel dicembre 2025, con cantieri visibili.
Ovindoli-Monte Magnola: La Seggiovia Più Lunga d’Europa
Ovindoli si erge nel Parco Regionale Sirente-Velino, con 21,6 chilometri di piste distribuite tra 1.413 e 2.056 metri di altitudine. Gli impianti sono moderni e efficienti, con 12 strutture di risalita che includono la celebre seggiovia Le Fosse-Monte Arso (1.350 m), una telecabina automatica a 8 posti, e il tappeto mobile più lungo d’Europa (235 metri).
La stazione è celebre per l’sci notturno sulla pista Dolce Vita, permettendo sciate serali sotto le stelle. Ci sono campi scuola dedicati ai principianti e uno snowpark attrezzato per snowboarder e freestyle amatori. Con un’esposizione a nord, Ovindoli gode di una delle stagioni sciistiche più lunghe del centro Italia, da metà dicembre a metà aprile.
Ovindoli rappresenta una base eccellente per accedere ai sentieri di trekking estivo che attraversano l’altopiano delle Rocche, nota per escursionismo alpinistico e ciaspolate invernali.
Campo Imperatore: La Montagna della Neve Naturale e dell’Esclusività
Campo Imperatore, ai piedi del Gran Sasso (fino a 2.199 metri), rappresenta un caso ecezionale in Italia contemporanea. In un’epoca di crisi della neve artificiale su molte stazioni alpine, Campo Imperatore rimane un’oasi di neve naturale copiosa, accumulandosi naturalmente anche quando altre regioni rimangono secche.
La stazione è piccola—3 impianti principali (una funivia e seggiovie)—e volutamente frammentata, preservando l’ambiente secondo i vincoli SIC-ZPS (Siti di Importanza Comunitaria-Zone di Protezione Speciale) che ricoprono il territorio. Non è una stazione per i principianti, bensì per sciatori esperti che cercano discese su neve genuina e paesaggi d’alta quota mozzafiato.
L’apertura della stagione 2025-26 ha registrato un afflusso eccezionale: 1.300 visitatori nel primo giorno (8 dicembre) e 2.600 nel weekend del 28 dicembre, a dimostrazione della fame di sci “vero” tra gli appassionati italiani. Il 2 gennaio 2026, la fiamma olimpica di Milano-Cortina è stata accesa su Monte Aremogna, rafforzando il simbolismo della montagna abruzzese nello sport invernale nazionale.
Prati di Tivo: Montagna per Tutti nel Parco Nazionale
Prati di Tivo (1.450-2.050 metri) nel comune di Pietracamela (Teramo) merita menzione per la sua vocazione familiare e per la straordinaria cornice naturale. Situato all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, è ideale per principianti, bambini e famiglie che desiderano sciare circondati da boschi di faggio e paesaggi selvaggi.
Con 4 impianti di risalita e 20 chilometri di piste, la stazione offre servizi come Pratilandia (campo giochi per i bambini), scuole di sci, e noleggio attrezzature. Oltre allo sci alpino, sono disponibili sci di fondo, ciaspolate nei boschi di faggi secolari, e slittino. La struttura è semplice ma accogliente, con ottimo rapporto qualità-prezzo.
Località sciistiche da visitare in Molise
L’Alto Sangro: Il Regno della Neve nel Centro-Sud
Con oltre 90 chilometri di piste collegate e 23 impianti di risalita, l’Alto Sangro rappresenta il cuore sciistico abruzzese. Il comprensorio unisce tre località iconiche—Roccaraso, Rivisondoli e Pescocostanzo—creando un ecosistema montano dove è possibile sciare per giorni senza ripetere la stessa pista.
Le tre porte d’accesso principali—Aremogna, Pizzalto e Monte Pratello—si sviluppano tra i 1.309 e i 2.141 metri, con piste distribuite su tutti i livelli di difficoltà. Per i principianti e le famiglie, le aree ampie e dolci intorno ad Aremogna offrono un’ottima introduzione al comprensorio. Gli sciatori intermedi troveranno terreno ideale su rossas ben preparate con frequente innevamento artificiale. Per gli esperti, i pendii neri verso Pizzalto e Monte Pratello assicurano adrenalina e paesaggi mozzafiato.
Una singola skipass stagionale offre accesso a tutti gli impianti, facilitando la mobilità tra le aree. Il comprensorio è aperto da dicembre ad aprile, con condizioni typically ottimali da gennaio a marzo.
Roccaraso: Tra Rifugio Medievale e Modernità Turistica
Roccaraso si sorge a 1.236 metri, adagiato su una scarpata con vista sui monti circostanti. La città affonda le radici nell’anno 1000, quando sorse attorno al torrente Rasinus da cui prese il nome. Per secoli rimase un borgo agricolo e pastorale, fino a quando la ferrovia Sulmona-Isernia e, successivamente, gli impianti sciistici ne trasformarono l’economia.
La Seconda Guerra Mondiale devastò il borgo medievale—la maggior parte delle abitazioni in pietra addossate l’una sull’altra scomparvero sotto i bombardamenti. Oggi, pochissimi edifici originali rimangono: la Chiesa di San Rocco (1656), miracolosamente scampata alle distruzioni, è forse l’edificio più emblematico, costruito come voto popolare per la fine della peste. La Chiesa di San Bernardino (1851, ricostruita nel 1954) e la Rocca—una Torre Castello medievale rimanegg iata nei primi anni del 1600—raccontano la stratificazione storica del luogo.
Merita una visita il Borgo di Pietransieri, il nucleo più antico arroccato sui pendii, che offre una finestra autentica sulla struttura urbana medievale. Sopra Monte Aremogna, il Monumento ai Caduti senza Croce ricorda la battaglia locale contro i tedeschi nel 1943.
Per gli escursionisti invernali, Roccaraso consente accesso diretto ai sentieri del Parco Nazionale della Majella e delle Cinquemiglia, con possibilità di ciaspolate in boschi di faggio e trekking moderato anche durante la stagione sciistica.
Rivisondoli: Il Presepe Vivente e l’Artigianato di Montagna
Rivisondoli, poco più a nord di Roccaraso, è un borgo fortificato il cui nome appare per la prima volta in documenti risalenti all’VIII secolo. Arroccato a circa 1.300 metri, il paese subì un devastante incendio nel 1792, ma conserva ancora oggi tracce impressionanti della sua struttura medievale: porte d’accesso merlate come Porta Antonetta (XV secolo) con i caratteristici piombatoi, stradine lastricate che si arrampicano sui pendii, e case addossate una sull’altra a formare un dedalo difensivo.
Lo storico significa una volta ricopriva il ruolo di centro strategico sulla transumanza, il movimento stagionale delle greggi lungo i tratturi che attraversavano l’Abruzzo. Questo passato pastorale rimane profondamente radicato nell’identità locale e nella cucina.
La Chiesa di San Nicola di Bari (XIV secolo, ricostruita agli inizi del 1900) è il cuore spirituale del borgo. Il Santuario della Madonna della Portella e la Chiesa di Santa Maria del Suffragio (con portale barocco elegante) attraggono pellegrini in ogni stagione. Ancora più notevole è il Santuario della Madonna della Portella, meta di devozione popolare, da cui si ammira uno dei panorami più spettacolari dell’Abruzzo verso il Belvedere di Pizzalto.
Ma ciò che rende Rivisondoli internazionalmente celebre è il Presepe Vivente, che si svolge ogni anno il 5 gennaio. L’intero borgo si trasforma in scena della natività, con figuranti in abiti tradizionali che rievocano il paesaggio biblico. È una delle manifestazioni presepiali più antiche e suggestive d’Italia, attirando migliaia di visitatori. Il Museo dell’Arte Presepale e il Museo del Costume conservano memoria di questa tradizione radicata.
Nella taverna del paese, assaggia il pane casereccio abruzzese (preparato con lievito naturale e patate), le ciambelle di San Biagio, e i tradizionali arrosticini di pecora cotti sulla brace.
Pescocostanzo: Il Paese dei Fili Intrecciati e l’Artigianato Medievale
Pescocostanzo merita una visita a parte. Soprannominato “il paese dei fili intrecciati” per la sua straordinaria tradizione artigianale, questo borgo medievale incuneato nel Parco Nazionale della Majella rappresenta un museo vivente di mestieri scomparsi.
L’arte più celebre è il tombolo—una tecnica di merlettatura che vanta oltre cinque secoli di storia. Le donne di Pescocostanzo iniziarono a lavorare i merletti attorno al XV-XVI secolo, e l’apice della produzione si raggiunse tra il XV e il XVIII secolo, grazie all’arrivo di maestri toscani e lombardi che viaggiavano lungo la via commerciale Firenze-Napoli passando per L’Aquila e Sulmona.
Il Museo del Merletto a Tombolo (ospitato nel Palazzo Fanzago in Piazza del Municipio) presenta collezioni storiche di questi capolavori tessili. La Scuola di Tombolo rimane attiva, preservando l’insegnamento dell’arte. Oggi, passeggiano tra le botteghe artigiane della piazza e delle vicolette, potrai ancora incontrare artigiane che lavorano il tombolo con lo stesso procedimento tramandato da generazioni.
Oltre al tombolo, Pescocostanzo è famosa per filigrana d’oro, ferro battuto, ceramica e intagli di legno. Ogni bottega racconta una storia di maestria manuale.
La Basilica di Santa Maria del Colle, con la sua fusione di stili rinascimentale e barocco, è un capolavoro architettonico del XVI-XVIII secolo. Il centro storico circostante, con le sue stradine acciottolate, invita a lunghe passeggiate contemplative.
La Festa degli Antichi Mestieri (agosto-settembre) è un evento annuale dove mestieri ormai patrimonio di pochi tornano a popolare le piazze: acquaioli, merlettaie, calzolai, erboristi, canestrairestituiscono l’atmosfera quotidiana del passato, accompagnati da danze popolari, spettacoli e degustazioni. L’evento commemorativamente la visita della Marchesa Vittoria Colonna nel 1535.

Oltre il Versante Nord: Campo Felice, Ovindoli e Campo Imperatore
L’Abruzzo ha molto più da offrire ai cultori dello sci. Tre altri comprensori, benché di minore estensione dell’Alto Sangro, meritano attenzione per le loro caratteristiche distinctive.
Campo Felice e Rocca di Cambio: Modernità e Panorami
Campo Felice, situato a 1.411-1.916 metri, offre 30,9 chilometri di piste ben servite da 15 impianti moderni (9 seggiovie, 2 skilift, 3 tappeti). È una stazione ideale per chi predilige un’esperienza leggera e confortevole, con accesso agevole dal versante aquilano. Le piste sono variegate, adatte a principianti e sciatori intermedi, con buona copertura artificiale.
Un progetto ambizioso è in corso per collegare Campo Felice a Ovindoli-Monte Magnola tramite una seggiovia, che creerebbe un bacino sciistico potenziato nel versante occidentale della provincia dell’Aquila. Il secondo lotto dei lavori è ufficialmente partito nel dicembre 2025, con cantieri visibili.
Ovindoli-Monte Magnola: La Seggiovia Più Lunga d’Europa
Ovindoli si erge nel Parco Regionale Sirente-Velino, con 21,6 chilometri di piste distribuite tra 1.413 e 2.056 metri di altitudine. Gli impianti sono moderni e efficienti, con 12 strutture di risalita che includono la celebre seggiovia Le Fosse-Monte Arso (1.350 m), una telecabina automatica a 8 posti, e il tappeto mobile più lungo d’Europa (235 metri).
La stazione è celebre per l’sci notturno sulla pista Dolce Vita, permettendo sciate serali sotto le stelle. Ci sono campi scuola dedicati ai principianti e uno snowpark attrezzato per snowboarder e freestyle amatori. Con un’esposizione a nord, Ovindoli gode di una delle stagioni sciistiche più lunghe del centro Italia, da metà dicembre a metà aprile.
Ovindoli rappresenta una base eccellente per accedere ai sentieri di trekking estivo che attraversano l’altopiano delle Rocche, nota per escursionismo alpinistico e ciaspolate invernali.
Campo Imperatore: La Montagna della Neve Naturale e dell’Esclusività
Campo Imperatore, ai piedi del Gran Sasso (fino a 2.199 metri), rappresenta un caso ecezionale in Italia contemporanea. In un’epoca di crisi della neve artificiale su molte stazioni alpine, Campo Imperatore rimane un’oasi di neve naturale copiosa, accumulandosi naturalmente anche quando altre regioni rimangono secche.
La stazione è piccola—3 impianti principali (una funivia e seggiovie)—e volutamente frammentata, preservando l’ambiente secondo i vincoli SIC-ZPS (Siti di Importanza Comunitaria-Zone di Protezione Speciale) che ricoprono il territorio. Non è una stazione per i principianti, bensì per sciatori esperti che cercano discese su neve genuina e paesaggi d’alta quota mozzafiato.
L’apertura della stagione 2025-26 ha registrato un afflusso eccezionale: 1.300 visitatori nel primo giorno (8 dicembre) e 2.600 nel weekend del 28 dicembre, a dimostrazione della fame di sci “vero” tra gli appassionati italiani. Il 2 gennaio 2026, la fiamma olimpica di Milano-Cortina è stata accesa su Monte Aremogna, rafforzando il simbolismo della montagna abruzzese nello sport invernale nazionale.
Prati di Tivo: Montagna per Tutti nel Parco Nazionale
Prati di Tivo (1.450-2.050 metri) nel comune di Pietracamela (Teramo) merita menzione per la sua vocazione familiare e per la straordinaria cornice naturale. Situato all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, è ideale per principianti, bambini e famiglie che desiderano sciare circondati da boschi di faggio e paesaggi selvaggi.
Con 4 impianti di risalita e 20 chilometri di piste, la stazione offre servizi come Pratilandia (campo giochi per i bambini), scuole di sci, e noleggio attrezzature. Oltre allo sci alpino, sono disponibili sci di fondo, ciaspolate nei boschi di faggi secolari, e slittino. La struttura è semplice ma accogliente, con ottimo rapporto qualità-prezzo.




























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