C’è una vecchia foto in bianco e nero, datata intorno al 1930, che racconta più di mille parole: alcuni abruzzesi, in abiti semplici da lavoro, circondano un piccolo fuoco all’aperto.
Nelle mani stringono lunghi spiedini di carne ovina che arrostiscono lentamente su una brace improvvisata. È un’immagine di vita quotidiana, ma anche una preziosa testimonianza di un rito gastronomico che oggi è uno dei simboli dell’Abruzzo: l’arrosticino, o “rustella”, come veniva chiamato allora nei paesi dell’interno.
Secondo la tradizione orale, proprio in quegli anni nacque l’idea di infilzare pezzetti di carne di pecora su spiedi di legno, in modo pratico e veloce, per sfamare pastori e contadini durante le transumanze o le lunghe giornate nei campi. Un cibo povero, ma ingegnoso, che divenne presto un momento di convivialità: attorno al fuoco, con il profumo intenso della carne, si creava socialità. La foto restituisce perfettamente questa atmosfera, trasformandosi in una sorta di “atto di nascita” delle rustelle abruzzesi.
Per celebrare questa memoria collettiva e rinnovarla nel presente, Civitaquana – piccolo centro del Pescarese – organizza il 20 e 21 settembre 2025 l’evento “L’Arrosticcere in piazza”.
Una manifestazione che non è solo sagra, ma un vero omaggio all’identità culinaria regionale. Le vie del borgo si riempiranno di postazioni dove gli arrosticini saranno preparati dal vivo, secondo la ricetta tradizionale, e dove sarà possibile scoprire varianti locali, accompagnate dai vini tipici del territorio, dal Montepulciano d’Abruzzo al Cerasuolo.
Il programma prevede anche momenti di racconto e rievocazione storica: esposizione di immagini d’epoca, testimonianze di anziani del luogo, dimostrazioni degli antichi metodi di taglio e infilzatura della carne. Non mancheranno musica popolare, stand di prodotti tipici e laboratori per imparare a cuocere perfettamente gli arrosticini sulla “canala”, il tipico braciere lungo.
“L’Arrosticcere in piazza” diventa così un ponte tra passato e presente: dalla foto del 1920 alla piazza del 2025, la rustella rimane un simbolo di condivisione, semplicità e orgoglio abruzzese. Un appuntamento che invita non solo a mangiare, ma a conoscere la storia e la cultura che stanno dietro uno dei sapori più autentici d’Italia.





























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